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ISPIR-AZIONI

I miei maestri fotografi

Chiunque ha dei riferimenti, dei maestri, qualcuno che ha tracciato la via da percorrere, questo accade in ogni ambito professionale e nel mio caso, parlando di fotografia, coloro che mi hanno fatto fare una svolta a trecentosessanta gradi sono Giovanni Gastel e Toni Thorimbert.

Perchè Ispir-azioni? Credo che ogni ispirazione, ogni insegnamento e studio non valgano nulla se non si mettano poi in pratica. Ecco perchè da un pensiero deve poi arrivare un’azione.

Questo articolo è per me ancora più denso di emozione perchè ricordo com’ero prima di conoscere il loro percorso lavorativo, i loro insegnamenti e penso a quanto sono cambiato dopo averli “scoperti”. Era un periodo difficile, il 2020 era iniziato da poco e senza rendercene conto tutto il mondo si era fermato, le nostre vite erano cambiate radicalmente quasi da un giorno per l’altro, la cosa che più terrorizzava era come sempre l’incertezza, ne saremo usciti? Quando e come? Stavo muovevo i primi passi come fotografo professionista ma conoscevo davvero molto poco di questo magico mondo. Grazie al format di Aspiranti fotografi “Convivium” iniziai a conoscere vari fotografi professionisti di altissimo livello tra cui appunto Giovanni Gastel e Toni Thorimbert.


Giovanni Gastel e Toni Thorimbert
Giovanni Gastel e Toni Thorimnert - Ph. Greta Gandini

Di Gastel me ne innamorai subito, le sue fotografie erano uniche, talmente distinguibili che hanno consacrato Gastel come uno dei fotografi più bravi del nostro tempo. Ma la cosa che mi affascinò era la sua innata eleganza, la gentilezza con cui si poneva nei confronti di chiunque, la semplicità e la totale assenza di vergogna nel mostrare le sue debolezze. Con la fotografia era riuscito a creare un mondo parallelo, fatto di bellezza, gentilezza, rispetto e divertimento, un mondo che non esisteva al di fuori del suo studio. Era cresciuto in una famiglia borghese e la sua cultura sconfinata si vedeva in ogni sua fotografia, i richiami con la storia dell’arte sono evidenti, sapeva cos’è la bellezza, sapeva definirla e raccontarla: “La bellezza è data da quei piccoli difetti che ti rendono unico”. Condividevo ogni suo pensiero, era come se sapesse dire perfettamente tutto ciò che avevo sempre pensato. Di insegnamenti ne ho appresi tanti, mi sono studiato ogni sua intervista e contenuto video su Youtube, a volte guardandoli a ripetizione. Un’altra cosa che diceva sempre è che la ripetitività dell’errore crea lo stile, meraviglioso! In un presente segnato da un’idea malsana di perfezione, dove l’intelligenza artificiale si sta facendo largo sempre di più, cosa c’è di più bello nel sentire un Maestro come lui dire una frase del genere?

Purtroppo non sono mai riuscito a conoscerlo di persona, il covid se l’è portato via il 13 marzo 2021 ma non smetterò mai di provare gratitudine per tutto ciò che indirettamente mi ha insegnato e ci ha lasciato.


Un altro gigante della fotografia è Toni Thorimbert, malgrado fossero praticamente coetanei e avessero vissuto la stessa epoca, lavorando entrambi nella moda e col ritratto per varie riviste, credo non possano essere più diversi. Anche da Toni rimasi colpito, sicuramente entra molto più a gamba tesa su certi argomenti e ha un approccio molto più “ruspante” ma entrambi non parlavano mai di tecnica, di macchine fotografiche o di obiettivi, parlavano di fotografia, di vita, di quanto possa aver valore questo bellissimo mestiere.

Con Toni feci un primo workshop “One shot” che fu davvero un’esperienza unica e trasformativa, rimasi così colpito che per un po’ dovetti prendermi del tempo per metabolizzare quanto vissuto in quel giorno. In seguito feci una lettura portfolio e un corso One to one sulla luce in studio da lui a Milano. Che dire, avete presente quando mettete un capo d’abbigliamento bianco in lavatrice con qualcosa di rosso? Ecco io sono uscito totalmente nuovo, strapazzato al punto giusto e con un colore che non era più il bianco, non era nemmeno il rosso, era un colore mio.

Sarebbe troppo lungo raccontare tutto nel dettaglio, anche perchè non voglio togliere la sorpresa a chi deciderà di intraprendere un percorso con lui, che consiglio a tutte quelle persone che vogliono mettere l’anima nella fotografia. Dico solo una frase che è la frase con cui Toni racconta la sua scuola di fotografia, ogni volta che la penso mi vengono i brividi: “Io non insegno fotografia, uso la fotografia per promuovere l’unica vera necessità di ogni artista: accettare sé stesso”.

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