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  • HO FATTO UN RITRATTO FOTOGRAFICO AD ANDREA CASTRIGNANO

    Racconto di una bellissima sessione di ritratto fotografico con Andrea Castrignano Ormai mi conoscete e più volte vi ho raccontato che prima di fare il fotografo facevo il designer, per 10 anni ho fatto questo mestiere e proprio durante i miei primi anni di lavoro ci fu l’esplosione televisiva di Real Time , fu una rivoluzione nel modo di fare televisione, ricordo che amici e parenti guardavano solo quel canale televisivo. Era la novità, intratteneva in modo leggero e soprattutto nuovo. Una delle trasmissioni di maggior successo era “ Vendo Casa Disperatamente ”, con Paola Marella e Andrea Castrignano , interior designer che dopo quel successo continuò a far televisione con altre trasmissioni portando il design e l’interior design alla portata di tutti . Parliamo di design Essendo nato e cresciuto nel mondo del design posso dirvi che è un mondo estremamente chiuso e di nicchia. La maggior parte delle persone non conoscono nemmeno i designer più quotati anche se probabilmente hanno visto i loro oggetti centinaia di volte. Andrea Castrignano ha portato l’interesse di molti verso il design fornendo tantissime ispirazioni sia in termini di oggetti che di ristrutturazioni immobiliari. Agli esordi della trasmissione su Real Time lavoravo in uno studio di progettazione e spesso ci ispiravamo a lui, proponendo colori e materiali che avevamo visto presentati da Andrea. Inutile dirvi quanto sia un estimatore da tantissimi anni. Veniamo ai giorni nostri Chiudiamo la parte storica, che ricordo sempre con tenerezza, non posso dire di sentirne la mancanza ma è stata una parte importante della mia vita e rievocare quei periodi mi fa tornare alla mente persone, idee, angosce, momenti che grazie al passaporto del tempo diventano tutti molto più chiari e meno burrascosi. Un giorno scrivo una mail ad Andrea Castrignano per presentarmi e presentare il mio lavoro di fotografo professionista ritrattista, durante la stessa mattinata mi risponde una sua collaboratrice chiedendomi la disponibilità per fissare un incontro nello studio di Andrea a Milano. Chiaramente sono felicissimo e accetto con molto piacere, ci conosciamo ed è stato tutto molto piacevole, Andrea è una bellissima persona, solare, sorridente e molto gentile, esattamente come appare in televisione e poi arriva la notizia che mi ha riempito di gioia: Andrea Castrignano vuole farsi fare un ritratto fotografico da me ! Potrà sembrarvi sciocco ma quando sono uscito dal suo studio sentivo di aver pareggiato i conti con la mia vita precedente di designer, mi è sembrato di chiudere un cerchio . Non posso dire di aver odiato il mondo del design ma sono arrivato a non volergli molto bene e in quel momento dentro di me ho pensato: quante belle cose mi sarei perso se avessi avuto successo come designer. Il giorno del servizio fotografico Finalmente arriva il giorno fissato per lo shooting, parto presto da casa con tutta la mia attrezzatura che avevo preparato meticolosamente il giorno prima, arrivo a Milano e raggiungo il suo studio. Sono emozionato ma la gioia batteva l'emozione 3 a 0. Non so spiegarlo a parole ma ero sicuro che sarebbe andato tutto bene e così è stato. Anche col team di Andrea ho lavorato molto bene, il suo videomaker ha ripreso con dei brevi video tutta la sessione fotografica (piccolo spoiler). Ora giustamente vi aspettate che racconti tutto quello che è successo durante il servizio fotografico ma non lo farò, sul profilo Instagram ufficiale di Andrea Castrignano potete trovare un reel che racconta brevemente il backstage dello shooting e credo che a volte sia più interessante vedere alcune cose piuttosto che leggerle. Qui inoltre potete vedere alcuni ritratti di Andrea che ho scattato. Se anche tu vuoi un servizio fotografico come quello realizzato ad Andrea, contattami qui per email o vai nella sezione contatti del mio sito . Conclusioni Conoscere Andrea Castrignano è stato un grande piacere per me, lavorare con lui altrettanto e spero ci possano essere molte altre occasioni per collaborare insieme. Il servizio fotografico che abbiamo fatto mi ha soddisfatto pienamente e le foto sono piaciute molto anche a lui. Quando facevo il designer vedere un oggetto disegnato da me nei negozi e nelle fiere, sapere che sarebbe entrato nelle case di altre persone mi dava piacere ma erano pur sempre degli oggetti, non avevano anima , vedere una mia fotografia pubblicata da qualche parte, vedere l’emozione o altri sentimenti negli occhi della persona che stava davanti a me e alla mia macchina fotografica è tutta un’altra cosa .

  • L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN FOTOGRAFIA È DAVVERO COSÌ INTELLIGENTE?

    Come l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo della fotografia professionale Come sempre il mondo si sta dividendo in due: chi sostiene che l’ intelligenza artificiale rovinerà le nostre vite e chi invece sostiene che sia l’invenzione del secolo. Ho deciso di scrivere questo articolo dopo un’intera settimana trascorsa a vedere su Instagram foto pubblicate da chiunque che sembravano appena sfornate da un servizio fotografico professionale. Alcune sembravano proprio reali, altre meno ma il risultato era comunque sorprendente. Da fotografo professionista il primo pensiero è stato: quindi da qui a poco non servirò più? Nessuno avrà più bisogno di me, di tutto ciò che ho imparato lavorando negli anni e di tutta la mia attrezzatura costosa che mi sono costruito un pezzo alla volta. Ci ho pensato su e alla fine la risposta è stata no! Anzi ti dirò di più, sarò grato all’intelligenza artificiale per creare un bisogno ancora maggiore di fotografi professionisti come me e ora vado a spiegarti perchè, ma te lo dirò soltanto alla fine. Cosa può fare e cosa farà l’intelligenza artificiale in fotografia Abbiamo visto credo più o meno tutti che è già possibile con un semplice utilizzo di un’app ottenere delle immagini di noi stessi ambientate dove vogliamo, con un nuovo taglio di capelli o con un vestito diverso. Sicuramente se oggi è ancora in parte distinguibile da un’immagine reale, in futuro sarà quasi impossibile capirne la differenza e questa cosa sta già allarmando moltissime persone. Il primo settore che mi viene in mente è la moda, da sempre si investono i budget più alti in campo pubblicitario per l’alta moda, certo gli anni 80 e 90 hanno visto il boom per poi scendere vertiginosamente e oggi i budget destinati alle campagne pubblicitarie non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli di 30/40 anni fa. Tuttavia rimane un settore dove ancora le case di moda investono in agenzie pubblicitarie, modelle, fotografi, art director e stylist. Cosa accadrà quando una sola persona davanti a un computer creerà delle immagini pubblicitarie accattivanti, facilmente modificabili e indistinguibili da un servizio fotografico professionale? Già le vedo tutte queste persone a spasso, a ricordare i bei tempi in cui la loro professionalità veniva ancora valorizzata. Perchè l’intelligenza artificiale può sostituire la fotografia pubblicitaria La fotografia pubblicitaria è un genere fotografico molto tecnico, che si tratti di una foto di moda, di un prodotto, di una location o di un servizio, chiunque ci lavori mette a disposizione del cliente tutta la sua sapienza e professionalità e il risultato deve essere perfetto , senza nessuna sbavatura o scivolone di comunicazione. Hai capito cos’ho appena detto? Riflettici un momento, secondo te tutto questo non potrebbe essere fatto studiato nei minimi dettagli e poi realizzato artificialmente da un software? Io dico di si e sicuramente farebbe risparmiare parecchi soldi alle aziende dando loro una possibilità di azione praticamente infinita. Mettiamocela via, non sarà oggi, non sarà domani ma l’intelligenza artificiale sostituirà totalmente la fotografia pubblicitaria e piangere pensando ai bei tempi, quando si lavorava diversamente non ha alcun senso. Nessuno oggi rimpiange le carrozze trainate dai cavalli, eppure credo che gli artigiani dei primi del Novecento non fossero stati felici quando iniziarono a circolare le prime automobili. Book fotografico dell'attrice Sara Gedeone realizzato a Treviso - Ph. Gianluca Minchillo Perchè penso di trarre beneficio dall’intelligenza artificiale come fotografo professionista Ora arriviamo finalmente al perchè credo non si debba temere ma anzi trarre vantaggio dall'intelligenza artificiale, ti ho tenuto sufficientemente sulle spine. Penso che tantissimi fotografi che lavorano in settori molto tecnici della fotografia scompariranno , un po’ come gli artigiani che fino a 20 anni fa avevano la classica bottega dove sviluppavano i rullini delle vacanze degli italiani, ne conosci ancora oggi? Se c’è qualche superstite dimmelo ti prego. Ma proprio perchè scompariranno, quei “pochi” che rimarranno saranno molto richiesti e se rimarranno significa che quello che offrono non può essere sostituito con l’A.I. Quando ho cominciato a fare il fotografo l’ho fatto per vivere e far vivere delle emozioni , delle esperienze, qualcosa che va molto oltre la fotografia, alla fine la fotografia è solo il pretesto, la miccia in grado di far esplodere il fuoco , ma alla fine ciò che rimane non è un’immagine: è quello che racconta , è il ricordo del tempo vissuto insieme e questa cosa, mi dispiace per i vari ingegneri futuristi, ma non verrà mai sostituita da un’app. Conclusioni Qui sopra puoi vedere alcune foto tratte da una sessione di ritratto fotografico con la bravissima attrice Sara Gedeone che l'estate scorsa si trovava in tournè teatrale a Treviso. Sara con me ha riso, si è divertita, si è emozionata, ha pianto e poi ha riso ancora. Il nostro incontro è stato un tornado di emozioni , secondo te tutto questo può essere sostituito dall'intelligenza artificiale? Ti ho svelato il perchè non sono assolutamente spaventato dell’avvento dell’intelligenza artificiale e di come stia impattando nel mondo della fotografia professionale ma c’è ancora una cosa che voglio dirti ed è il perchè l’A.I. può e potrà sempre di più sostituire alcuni generi fotografici ma altri no. Ti ho parlato di fotografia pubblicitaria, di fotografia di moda, di still life, tutti generi che racchiudono un comune denominatore: la tecnica nell’esaltare l’estetica di un prodotto. Di un prodotto appunto che non ha anima. Io fotografo le persone, le loro emozioni, i turbamenti, le paure, le insicurezze, le gioie, le soddisfazioni, i dolori, le lacrime e i sorrisi…e in un mondo sempre più governato dall’intelligenza artificiale, ce ne sarà sempre più bisogno .

  • COME CREARE UN PORTFOLIO FOTOGRAFICO

    Da dove iniziare per creare un portfolio fotografico Che tu sia un fotografo alle prime armi, un fotoamatore o un giovane professionista, arriverai sicuramente al punto dolente in cui capisci che devi iniziare a creare il tuo portfolio fotografico . Sembra incredibile come nonostante ormai si sia diventati adulti, la sindrome da foglio bianco continui a presentarsi proprio come quando a scuola si cominciava il tema di italiano. Creare un portfolio fotografico non significa raccogliere una serie di fotografie che abbiamo scattato nel tempo, significa darci un’identità con quelle fotografie, raccontare chi siamo , cosa realmente ci interessa e perchè ma soprattutto porci una domanda: con le nostre fotografie, cosa possiamo fare per gli altri affinché quello che interessa a noi possa essere utile anche a chi le vedrà ? Gli errori più comuni nella creazione di un portfolio Spesso le persone raccolgono le fotografie scattate nel tempo e le scelgono in base al proprio gusto, a delle preferenze puramente estetiche ma spesso vedo immagini che non dicono niente, soprattutto messe insieme tra loro. Non tanto perchè non siano belle, ma perchè non raccontano realmente chi le ha scattate, trappola che viviamo tutti oggi sta nel fare un numero spropositato di fotografie, dovremmo sempre chiederci prima di scattare: perchè la sto facend? Cosa voglio raccontare? La sto facendo solo per me o perchè posso raccontare qualcosa grazie a quel fotogramma? Posso garantirti che le persone sono molto ma molto più interessanti delle fotografie che scattano , però la maggior parte non si rende conto che la cosa più bella che possono dare agli altri è proprio ciò che li distingue, che li rende diversi, questa cosa fa paura, lo so, ma appena si vince questo blocco, posso assicurarti che le fotografie che farai avranno tutta un’altra forza comunicativa. Maylin Aguirre a Venezia - Ph. Gianluca Minchillo Farsi vedere non significa mettersi in mostra Proprio ieri sera ho incontrato una persona che mi ha fatto vedere le sue fotografie, ha la passione per la fotografia da quando era bambina, voleva sapere la mia opinione. Me ne ha fatte vedere diverse, diversissime tra loro, la maggior parte banali e inutili e sai perchè? Perchè non c’era lei dentro a quelle foto, le ha scattate probabilmente perchè la circostanza abituale portava a scattarle. Poi mi ha mostrato alcune foto che erano completamente diverse dove non solo fotografava il mondo della danza (che ha ammesso essere la sua vera passione) ma lo ha fatto dando un movimento e un mosso voluto che rappresentavano totalmente il suo caos interiore. Quelle foto erano bellissime, interessanti, piene di significato, di personalità e di energia. Le ho detto che doveva mettere tutto quello in tutto il resto, perchè ogni situazione può essere vissuta e personalizzata col proprio filtro. Bisogna però scoprirsi, lasciare a chi guarda la possibilità di vederci anche in profondità e questa cosa spaventa . Ci vuole coraggio, come in tutto, ma ne vale la pena. Conclusioni Quindi per realizzare un portfolio cosa serve? Avere il coraggio di fotografare quello che realmente siamo, ci emoziona e ci interessa . Avere la consapevolezza che più riusciamo a fare questo e più diventa interessante per gli altri vederle perchè non starà vedendo soltanto una fotografia, starà vedendo un pezzo di noi e più sarà diverso e distante da chi le guarda e più ne sarà incuriosito/a, perchè è proprio ciò che non conosciamo ad attrarci : i cani abbaiano alla luna perchè non sanno cosa sia. Dare la possibilità agli altri di vederci per davvero è un atto di generosità e quello che rischiano di scoprire potrebbe essere meraviglioso . Se stai creando il tuo portfolio e vuoi confrontarti con me scrivimi !

  • FOTOGRAFIA PUBBLICITARIA

    Scopri i segreti della fotografia pubblicitaria Indipendentemente dal genere fotografico che si sta affrontando, se sei un professionista ti troverai sempre ad aver a che fare con un committente, azienda o privato che sia. Spesso è una croce per molti fotografi perchè si sa, aver a che fare con i clienti non è sempre facile. Mi viene in mente una frase di Oliviero Toscani che disse: ognuno ha i clienti che merita . Sono d’accordo, nel senso che spesso sono i clienti a scegliere i professionisti a cui rivolgersi ma se vogliamo fare un salto di qualità, dobbiamo essere in grado di sceglierci i clienti con cui vogliamo lavorare, solo così la committenza potrà essere solo delizia e non più croce. Servizio fotografico pubblicitario per il Caffè Florian Come approcciarsi alla committenza In questo articolo parliamo nello specifico di fotografia pubblicitaria , un genere che conosco bene e che ne comprende molti altri, per fotografia pubblicitaria infatti si intende quella fotografia finalizzata a promuovere un prodotto o un servizio, quindi potrebbe essere uno still life, un interno, una foto lifestyle, una foto di moda e tanto altro. Naturalmente essere un fotografo pubblicitario non significa necessariamente essere un esperto di tutti questi generi, ognuno può avere la propria specializzazione e lavorare quindi maggiormente in un settore specifico, penso ai fotografi di moda che non fanno interni e viceversa. Ma la committenza è un problema? Aver a che fare con i clienti può davvero far passare la voglia di fare questo bellissimo mestiere? Qui mi viene in mente la storia di Michelangelo che andò da Papa Giulio II proponendosi come scultore per la sua tomba, Giulio II rispose che prima doveva affrescare la Cappella Sistina , Michelangelo disse che lui era uno scultore ma il Papa non si arrese e la spuntò regalando all’umanità uno dei capolavori più grandi della storia dell’arte, probabilmente irripetibile. Il lavoro di un fotografo pubblicitario a Venezia In questo aneddoto penso ci sia l’essenza di ciò che dovremmo fare: indipendentemente dalla richiesta del cliente dobbiamo riuscire a fare molto più del possibile , il nostro impegno deve essere assoluto e dovremmo voler sempre lasciare il nostro cliente meravigliato e stupito del nostro lavoro. Questo non significa assecondare ogni richiesta o peggio ancora ogni idea creativa che non sia nostra, anzi dobbiamo difendere “con la vita” la nostra creatività e le nostre idee e soprattutto dobbiamo imparare a mettere dei confini , dei paletti. Ogni essere umano vuole biologicamente dei confini, senza si perde. Pensateci un attimo: preferite camminare in un sentiero o in una prateria? Dove vi sentite più sicuri? Il cliente è un essere umano e saper impostare subito il giusto riconoscimento dei ruoli è fondamentale per la riuscita della collaborazione, credetemi: è esattamente ciò che vuole anche quando vi apparirà ostile e cercherà di prevaricare. Assecondate le sue richieste ed esigenze guidandolo, non abbiate paura nel dire di no , non fate qualcosa che non credete valido solo perchè ve lo ha chiesto, siate onesti e sinceri. Solo così guadagnerete la sua fiducia. A questo punto date il massimo, cercate di stupirlo rispettando le sue richieste e mettendo sempre qualcosa di vostro, siate originali e fate qualcosa che altri non hanno fatto. In fin dei conti l’obiettivo è quello di farlo ritornare, se non fate la differenza avrà sempre tante alternative a voi. Conclusioni Nelle conclusioni voglio accennare alla questione prezzo. Quanto è giusto farsi pagare in fotografia pubblicitaria? Non c’è una risposta, non ci sono delle tariffe standard. Ci sono molti fattori che determinano un onorario ma un consiglio ve lo voglio dare: fatevi pagare quello che ritenete giusto. Se offrite un preventivo di 1.000 euro e il cliente vuole la stessa cosa a 500 euro significa che voi svenderete il vostro lavoro e lui ne attribuirà un valore pari alla metà di quello reale. Inoltre dimostrerete che oggi può dimezzare il vostro costo, domani magari ridurlo ancora e torniamo all’ errore più grande che tu possa commettere: non mettere confini .

  • LA FESTA DEL CINEMA DI ROMA È DAVVERO UNA FESTA

    Quest’anno ricorreva la ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma e fatalità è stata la mia prima volta come fotografo accreditato a quest’evento, non so se sia un caso ma Roma è una città che amo particolarmente e a cui sono legato probabilmente da vite precedenti, il 20 inoltre è il mio numero (sono nato alle ore 20 del giorno 20 Marzo). Saranno coincidenze, giochi numerici ma a queste cose mi piace crederci e quindi ho voluto scrivere un’altra pagina di questo diario che è il mio blog e che sta diventando a quasi 2 anni dalla nascita, davvero corposo e mi sta dando molte soddisfazioni. Colgo anche l’occasione per ringraziare tutti i lettori, che a quel che dicono i dati, sono sempre più numerosi e ne sono davvero felice. Cast film "Illusione" di Francesca Archibugi con Jasmine, Filippo Timi, Trinca, Michele Riondino, Vittoria Puccini. La festa del Cinema di Roma è davvero una festa È il terzo differente Festival del Cinema che vivo da fotografo accreditato ed effettivamente quando lo si vive dall’interno si capisce che il nome non potrebbe essere più adatto, a differenza degli altri festival, il clima è molto più leggero, festoso. In qualche modo anche le città dove vengono svolti identificano pienamente lo stile della manifestazione, un po’ come quando pensiamo ai luoghi comuni delle persone: il milanese è più snob, il romano più caciarone, il toscano simpatico, ecc… alla fine diciamo che sono solo luoghi comuni ma alla fine sono veri . Cannes è il festival sicuramente più serio e serioso, dove il cerimoniale e l’etichetta sono rigorosissimi, Venezia vorrebbe mantenere una certa serietà ma l’italianità esce e li accadono cose che in altri Festival non si sono mai viste, gli stessi attori si concedono delle libertà che hanno un qualcosa di magico e inspiegabile mentre a Roma effettivamente il tutto somiglia più a una festa che ad un festival e questa cosa mi è piaciuta moltissimo. Come ho vissuto quei 10 giorni Sapevo che avrei affrontato questa nuova esperienza in modo molto diverso rispetto alle altre volte, con ritmi molto più tranquilli e non coprendo tutti i red carpet, ho preso un appartamento a Ponte Milvio (zona della movida romana), bellissima inutile dirlo e mi sono trovato talmente bene che già al primo giorno mi sentivo a casa. In più Roma la conosco bene e conosco molte persone ch vivono li per cui nei giorni ho avuto modo di girare, fare anche dei servizi fotografici che non avevano niente a che fare con la Festa del Cinema. Mi materializzavo all’Auditorium quando c’erano dei red carpet che mi interessavano e a differenza degli altri festival duravano molto meno essendo presenti solo gli attori del cast e pochi altri personaggi, tutt’altra cosa rispetto agli altri citati prima. Addirittura una volta mi è successo di arrivare all’Auditorium (dove si svolge il festival) alle 17 per fotografare Jennifer Lawrence e alle 17:30 andarmene. Sfondo fotografico Una delle cose che maggiormente mi è piaciuta da fotografo è lo sfondo e l’ambientazione, forse tra tutti i festival il più bello, il più grande sicuramente, in moltissime foto avevamo la possibilità di fotografare i vari attori senza nessun disturbo dietro, cosa davvero rara e anche come illuminazione del red carpet forse è in assoluto la migliore, probabilmente perchè essendo molto più concentrata la zona preposta alle foto, si riesce a concentrare meglio la luce. La maggior parte di attori sono italiani e c’è tanto spazio a documentari che vengono presentati anche di cantanti e musicisti, quest’anno ci sono stati Giovanni Allevi , Stefano Bollani , Danilo Rea e Lucio Corsi e da appassionato di musica, è stato molto bello fotografarli. Conclusioni La mia prima volta alla Festa del Cinema di Roma è stata assolutamente positiva, certo non bisogna aspettarsi una copia degli altri festival, ognuno è diverso e questo è anche il bello , in fondo ognuno ha le proprie peculiarità, spesso mi viene chiesto quale preferisco ma è una risposta sempre difficile da dare perchè tutti sono belli e unici per cose diverse. Sono molto felice dell’esperienza che ho fatto, delle persone che ho conosciuto e delle fotografie che ho scattato.

  • GIORGIA BOITANO: LA MODELLA CHE FA LA DIFFERENZA

    Come distinguersi nel mondo della moda e non solo Probabilmente molti la conosceranno già perchè ultimamente è apparsa in alcuni spot pubblicitari molto noti, per altri invece sarà un volto nuovo, sicuramente però il volto di Giorgia Boitano non passa inosservato, colpisce e te lo ricordi. Ho avuto il piacere di fotografare Giorgia quasi 2 anni fa ed era molto tempo che desideravo fotografarla, le sue lentiggini rendono il suo volto unico e la sua bellezza fuori dal comune. Per un fotografo è davvero un invito a nozze, tant’è che oggi come oggi so che le richieste lavorative che riceve sono davvero tantissime. Ma chi è Giorgia Boitano? Giorgia come dicevo ho avuto il piacere di conoscerla e fotografarla a Milano durante il periodo della Fashion Week a fine settembre del 2023, è giovanissima ma sono stato colpito dalla sua professionalità e maturità. Mi è piaciuta molto la serietà con cui gestisce il suo lavoro e l’entusiasmo con cui affronta le nuove idee, spesso nate sul momento in base a quello che la location offre e ovviamente l’ispirazione del fotografo. Nel mio caso mi lascio molto guidare dall’istinto del momento e quello fu davvero un bel pomeriggio creativo. Subito dopo dovevo incontrarmi per cena con due miei cari amici e sentendo cosa prevedeva il menù della serata, Giorgia non ha potuto resistere e ha cenato con noi, fu una serata davvero piacevole fatta di racconti, aneddoti, ambizioni e sogni da realizzare. Seppur con età e professioni differenti, tutti e 4 eravamo li, pronti per raggiungere traguardi che per chiunque sarebbero stati lontanissimi ma non per noi . Giorgia Boitano - Ph. Gianluca Minchillo Fare la differenza è sempre più importante In un mondo sempre più omologato, dove ognuno cerca di somigliare a qualcun altro, dove le masse inseguono una moda e sempre meno persone hanno il coraggio di fare la differenza con la propria personalità e le proprie idee, Giorgia non solo fa la differenza ma è anche sempre più richiesta come modella professionista . Spero tanto che questo articolo lo leggano tutte le ragazze che stanno pensando di cambiare i loro connotati perchè sentono di non andare bene per se stesse e per gli altri, spero che lo leggano le persone che lavorano o vogliono lavorare nel mondo della moda. Negli anni quel mondo ci ha abituati a dei canoni decisi da chissà chi che non solo non piacciono a nessuno ma appiattiscono tutto e tutti . Se ci pensi bene è anche un discorso matematico: è più facile venir notati ed essere richiesti lavorativamente parlando se sei uguale a un milione di persone o se sfrutti delle caratteristiche tue uniche al mondo che probabilmente hanno uno strettissimo numero di individui? Certo quelle caratteristiche possono non piacere, potrebbero non essere adatte a tanti lavori ma se sei uguale a tanti altri le probabilità di venir scelto rimangono comunque molto basse. Giorgia avrebbe potuto mascherare le sue lentiggini in moltissimi modi, farle pure rimuovere con le tecnologie di oggi ma ha scelto di mostrarle, evidenziarle ed essere riconoscibile per questo. Conclusioni Ci vuole indubbiamente coraggio per fare la differenza , ci si sente soli, a volte incompresi e sono convinto che la maggior partr delle persone non vorrà mai percorrere questa strada ma se ci abituassimo a non fare sempre la cosa più facile, più comoda e capissimo che spesso la strada più complicata, quella che costa più fatica percorrere è quella giusta , quella in grado di darci maggiori soddisfazioni, saremmo tutti più felici. Se ognuno che corre dal chirurgo plastico per eliminare quel suo tratto caratteristico, lo evidenziasse per dire al mondo: Io sono così e ne vado orgoglioso/a , probabilmente ci sarebbero molte più modelle come Giorgia Boitano, modelle che emergono, che fanno la differenza e che in questo momento, tutti vogliono!

  • RITRATTO AMBIENTATO: PERCHÈ FARLO?

    Quando, dove e perchè scegliere di fare un ritratto ambientato Ebbene si, torniamo a parlare di ritratto, ti mancava vero? In effetti dopo un po’ vado in astinenza. Ma questa voglia voglio parlarti di ritratto ambientato , non lo avevo mai fatto prima, forse perchè le volte in cui mi sono trovato a farlo sono state sicuramente poche in proporzione a tutti gli altri ritratti che ho fatto. Prima di cominciare voglio che ti ponga delle domande: la prima è se avevi mai sentito parlare di ritratto ambientato, cosa credi lo identifichi da un altro tipo di ritratto, perchè un fotografo decide di realizzarlo e dove farlo. Prima di continuare a leggere, cerca di dare delle risposte a queste domande. I miei articoli vogliono essere un dialogo tra me e te, voglio darti la mia visione ma voglio anche che sviluppi il tuo punto di vista. Ritratto ambientato di Jeanine Catalina Facco nella sua casa a Milano - Ph. Gianluca Minchillo Cos’è il ritratto ambientato Come puoi immaginare il ritratto ambientato è la fotografia di una persona inserita in un ambiente. Lo avrai visto migliaia di volte ma probabilmente non ti sei posto/a le domande che ti ho fatto sopra. Tantissimi fotografi, anche bravissimi e famosissimi hanno fatto del ritratto ambientato un loro cavallo di battaglia: Arnold Newman è il primo nome che mi viene in mente e poi Annie Leibovitz , soprattutto da un certo momento in poi. Se mi conosci sai che è una fotografa che amo particolarmente, le sue fotografie sono iconiche, cinematografiche e i suoi ritratti sono un’esplosione di emozioni. Perchè un fotografo sceglie di realizzare un ritratto ambientato Stai rispondendo alle domande che ti ho posto? Una persona può essere fotografata in molti modi, scegliere di realizzare un ritratto ambientato significa raccontare quella persona anche grazie al luogo e agli oggetti che la circondano. In poche parole quell’ambientazione scelta dal fotografo diventa protagonista tanto quanto la persona ritratta , è come se una cosa esistesse grazie all’altra e senza una delle due, la fotografia non potrebbe comunicare la stessa cosa. Guarda la foto che ho scelto per questo articolo, lei è Jeanine Catalina Facco , una vocalist che lavora nei locali e discoteche. La sua immagine è spesso “inserita” nel suo contesto lavorativo. Anche quando viene fotografata in studio, tutto porta a quella connotazione: trucco, abiti, accessori. Personalmente conosco Jeanine dal 2011 e l’ho sempre vista fuori dal suo lavoro, quasi sempre in casa (mia o sua), senza trucco e con abiti di una ragazza a cui piace star comoda. Qui l’ho fotografata a casa sua e tutto ciò che la circonda è protagonista di questo ritratto, tanto quanto lei. Volevo raccontare la Jeanine che conosco io e non quella che gli altri sono abituati a vedere. Dove realizzare un ritratto ambientato e come farlo Chiaramente il luogo, il contesto e l’ambientazione dovrai sceglierla in base a quello che vuoi raccontare della persona che vuoi fotografare, potrebbe essere un contesto coerente oppure potresti scegliere di andare in contrasto. Facciamo un esempio pratico: devi fotografare un uomo dai tratti duri, muscoloso e tatuato, con lo sguardo che ispira cattiveria: se lo fotografi in un contesto spartano sei coerente con ciò che tutti pensano ad un primo impatto ma mettiamo il caso che quest’uomo lo conosci e sai che in realtà è la persona più buona, dolce e tranquilla che tu conosca, potresti scegliere di fotografarlo in un ambiente stile Barbie, non c’entra nulla ma sarebbe coerente con ciò che vuoi comunicare . Quindi non ci sono imposizioni come sempre ma scelte di comunicazione e se le decisioni che prendi sono coerenti con ciò che vuoi raccontare, tutti gli elementi sono dei tasselli di un puzzle della storia . Forse ti dirò un’ovvietà ma per realizzare un ritratto ambientato si prediligono focali grandangolari, così da includere molti più elementi e avere un’inquadratura larga. Conclusioni Se fino ad oggi hai sempre visto i ritratti ambientati concentrandoti solo sulla persona ritratta, da questo momento farai caso a tutto ciò che la circonda: agli oggetti, all’ambientazione e anche alle luci utilizzate. Ti voglio lasciare con una frase che ho sentito in uno dei miei film preferiti: “La leggenda del pianista sull’Oceano” di Giuseppe Tornatore e tratto dal libro “Novecento” di Alessandro Baricco: “ Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla ”.

  • FARE IL FOTOGRAFO PROFESSIONISTA…OGGI

    Fare il fotografo professionista e lanciarsi sul mercato Esiste ancora la professione di fotografo nel 2024? Vale la pena investire in corsi, attrezzatura per voler fare il fotografo come professione? Nell’era dell’intelligenza artificiale non è che mi ritroverò di qui a poco ad aver buttato via solo tempo e denaro? Si può guadagnare bene facendo il fotografo? So che queste domande, ora che hai deciso di intraprendere questa strada, te le stai ponendo. Sei spaventato/a perchè senti i racconti di chi magari lo fa come secondo lavoro, di chi ha tentato questo percorso senza riuscirci o magari amici e parenti ti stanno spingendo a ripensarci, che non ne vale la pena, che rincorrere i sogni non fa mangiare e quindi è meglio tenere la fotografia come hobby. Ti aiuterò in questo articolo a mettere un po’ d’ordine a tutta la confusione che hai in testa e capire se e quando vale la pena investire in questa passione. Ma prima facciamo un piccolo passo indietro, a quando tutte queste domande me le facevo io… Backstage Shooting di moda Come sono diventato fotografo professionista Non voglio raccontarti la mia storia ma dirti brevemente che alla fotografia sono sbarcato a 30 anni compiuti, prima avevo sempre fatto il grafico e designer quindi con le immagini avevo sempre avuto a che fare ma di fotografia non sapevo nulla. Ero reduce da un periodo non proprio facilissimo, come tutti i periodi di grandi cambiamenti ( sono convinto che proprio in questi momenti arrivino le opportunità migliori ), mi iscrissi a un corso base di fotografia per curiosità, per impiegare il tanto tempo libero che avevo e per “arrangiarmi” se dovevo fotografare qualcosa che riguardava il mio lavoro. Da li si è aperta un’autostrada davanti a me e io l’ho semplicemente percorsa. Mai avrei immaginato di ritrovarmi entro pochissimo tempo a fare il fotografo professionista e a vivere grazie alla fotografia esperienze incredibili. Ho subito capito che la fotografia per me rappresentava una chiave in grado di aprire tante porte che altrimenti sarebbero state chiuse e si sa, quando si apre una porta dietro c’è sempre qualcos’altro, magari ce ne sono delle altre, tutto è legato, concatenato e tante situazioni sono una conseguenza dell’altra. Questa cosa mi ha suggerito tutte le risposte positive alle domande iniziali. La mia motivazione ha cominciato a crescere giorno dopo giorno, ho iniziato a vedere i miei sogni prendere forma, potevo visualizzarli, immaginarli, viverli dentro di me prima ancora che si realizzassero ma soprattutto, mi ha fatto superare tutte le difficoltà e i momenti no che inevitabilmente ci sono. Questa cosa continua ancora e spero non finirà mai perchè la tanto desiderata sicurezza ti fa perdere l’adrenalina della conquista e tra morire di ansia o di noia sceglierò sempre la prima. Com'è cambiata la professione di fotografo negli anni La professione di fotografo negli anni è cambiata molto ed è in continua evoluzione, continua a chiamarsi così ma oggettivamente è quasi un altro mestiere. Una volta il fotografo professionista era un artigiano, il solo a conoscere la tecnica fotografica necessaria per realizzare una fotografia corretta. Oggi con la tecnologia tutta quella parte è andata quasi a morire, mi spiego meglio: non sto dicendo che per fare il fotografo non serva imparare la tecnica ma è chiaro che oggi non influisce minimamente saper sviluppare un negativo, saper esporre correttamente, qualsiasi macchina fotografica moderna ha un esposimetro interno e con la nascita delle mirrorless abbiamo addirittura un’anteprima reale dell’esposizione nel momento dello scatto. Non può quindi essere sufficiente conoscere alla perfezione qualcosa che la tecnologia regala a tutti. Se ci pensi pagheresti uno scrivano oggi? Una volta in pochi sapevano scrivere, ora lo sanno fare tutti o quasi. Conclusioni Ma quindi cosa bisogna fare per fare il fotografo professionista in questo momento? La differenza . Niente di più, niente di meno. Siamo abituati a “copiare”, ispirarci, esser condizionati da ciò che vediamo e va benissimo per studiare il mercato, sapere cosa fanno gli altri e migliorarci ma se qualcuno lavora facendo determinate cose non è matematico che facendole anche noi lavoreremo tanto quanto, anzi è molto probabile che non riusciremo a raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo. La differenza può essere fatta anche da piccole cose, ognuno di noi ha un vantaggio su chiunque altro: la propria unicità . È li che dobbiamo trovare quella caratteristica per proporre un servizio diverso, un risultato diverso, un’esperienza diversa ai nostri clienti. Quando smetterai di copiare e inizierai ad esser copiato/a, capirai di esserci riuscito/a .

  • REGALATI UN RITRATTO FOTOGRAFICO A VENEZIA

    Ecco perchè dovresti farti fotografare da un fotografo ritrattista professionista. A seguito dell’uscita del mio corso “ Il ritratto come esperienza ” ho ricevuto diversi messaggi, in particolare sulla mia pagina instagram. Tanti complimenti di persone che lo hanno visto e messaggi di chi vuole finalmente regalarsi un ritratto fotografico. Quindi ho deciso di scrivere un altro articolo sul ritratto fotografico , spiegandoti perchè dovresti anche tu regalarti questa esperienza. Probabilmente hai pensato molte volte di farlo oppure hai avuto curiosità nel vedere un’amica, un parente che lo aveva fatto ma hai sempre pensato che non fosse per te, che non ti piaci e soprattutto che farti fotografare ti mette terribilmente a disagio. Ritratto fotografico di Noemi Radich - Ph. Gianluca Minchillo Se hai letto tutti gli altri articoli dove parlo della fotografia di ritratto saprai che ho sempre fatto una differenza enorme tra il ritratto fotografico e il farsi fotografare e se non hai mai vissuto questa esperienza con un vero professionista specializzato in ritratto, sicuramente ti è capitato solamente di farti fotografare. Nessuno è a proprio agio di fronte ad una fotocamera, specialmente se ad impugnarla è una persona che non conosci e credimi tante volte mi sono sentito dire frasi come:” Mi faccio fotografare solo dalla mia migliore amica”. Posso dirti che non c’è visione più limitante di questa, per essere gentile… per spiegartelo voglio farti un esempio: quando sei in difficoltà e senti di avere un problema personale da affrontare ne parli con un’amica o un amico? Puoi pensare sia la stessa cosa farlo con uno psicologo? Una persona preparata, competente che ha studiato per poterti ascoltare ed aiutare nel modo corretto. Assolutamente no. Sono due cose completamente diverse, penso abbia capito e non mi dilungo oltre. Il ritratto fotografico racconta un momento preciso della tua vita Affidarsi ad un professionista significa mettere nelle sue mani tutto ciò che sei e che stai vivendo in quel momento e un professionista serio avrà cura nel saper gestire tutto questo nel migliore dei modi. Attenzione che parlo di professionista specializzato in ritratto, non fraintendermi pensando che qualsiasi fotografo professionista sia in grado di fare tutto questo. Anche qui voglio farti un esempio: se hai un problema di salute vai da un medico specializzato in quel ramo non da uno che è specializzato in tutt’altro. Ma ora veniamo al perchè dovresti farlo e quando. Ci sono momenti nella vita che sono più particolari di altri, in cui abbiamo bisogno di vivere un’emozione più forte perchè ci sentiamo spenti, insoddisfatti della nostra vita, in cui stiamo vivendo un cambiamento profondo, oppure siamo pronti per una rinascita, ci siamo magari liberati da qualcosa che non ci rappresentava più. Ecco, regalarsi un ritratto fotografico durante questi periodi è la cosa migliore che tu possa fare . Sarà emotivamente forte perchè grazie all’esperienza che vivrai toccherai tanti punti difficili da affrontare e anche senza dire nulla alla fine si vedranno ma accadrà una cosa quasi magica: nel momento stesso in cui grazie alla fotografia li affronterai, ti sentirai subito libera/o, leggera/o e più forte. Come se una strada improvvisamente si disegnasse davanti a te, una strada che prima era totalmente avvolta nella nebbia. E non è importante essere belli, fotogenici, giovani, magri, alti, ecc. Il ritratto fotografico serve a raccontare chi sei e chi puoi diventare perchè in fondo quell’intenzione chiamata desiderio, vive già dentro di te . Conclusioni Ho realizzato più di 100 ritratti e posso dirti che ogni volta è un’esperienza unica e nuova anche per me. Mi sorprendo sempre nel vedere il potere che ha la fotografia e l’immenso valore che assume nel momento in cui grazie ad una semplice macchina fotografia, viene fuori un universo di emozioni, sentimenti, paure, delusioni, speranze, desideri…è un frullato di tutto questo e il mio compito è quello di scegliere cosa raccontare, far vedere dei lati che le persone nemmeno sanno di avere. E i ritratti li realizzi solo a Venezia? Buone notizie: no non li realizzo solo a Venezia ma anche in altre città italiane. Scrivimi per ricevere ulteriori informazioni, per conoscere l'offerta che propongo per realizzare un ritratto fotografico e per farmi tutte le domande che vuoi. Ci stai ancora pensando? Puoi anche scrivermi direttamente su Instagram: @gianlucaminchillo Oppure andare direttamente nella pagina Contatti del sito

  • LA MENTALITÀ PER FARE IL FOTOGRAFO E NON SOLO…

    Quante cose ho imparato conoscendo Luciana Do Carmo L’articolo di mindset doveva arrivare prima o poi ma del resto lo sai anche tu: è alla base di tutto avere la giusta mentalità per ottenere i tuoi obiettivi e per posizionare l’accento su alcuni punti, ti voglio raccontare un incontro importantissimo che ho fatto. Luciana Do Carmo se non la conosci è una campionessa di pallavolo, nata in Brasile e approdata in Italia per la sua attività agonistica, ha giocato nelle più importanti squadre d’Europa. La sua storia non voglio raccontartela qui altrimenti dovrei scrivere un romanzo ma ti invito a cercarla. Oggi la sua attività è quella di coach, aiuta tantissimi sportivi e non a raggiungere i loro obiettivi, a credere in se stessi e a non fermarsi mai di fronte alle difficoltà e posso garantirti che se è arrivata a collezionare un numero infinito di successi è solo grazie alla sua determinazione e forza di volontà. In questo articolo voglio raccontarti del nostro incontro, quanto è stato importante per me e quanto la mentalità influisca sui risultati che ottieni. Ritratto fotografico di Luciana Do Carmo - Ph. Gianluca Minchillo Il nostro incontro e la sua mentalità vincente Ci conosciamo da tantissimi anni ma il nostro vero e primo incontro avvenne nel 2020 poco prima che tutta Italia si chiudesse in casa per l’emergenza Covid. Venne da me per farsi fotografare e fu una giornata bellissima, ci fu molta sintonia, qualcosa che accade davvero raramente. Non mi sembrava vero che la stessi fotografando ma la cosa ancor più sorprendente è che fossimo allineati totalmente su molti pensieri della vita. Avevamo avuto percorsi completamente diversi eppure ci accomunava una cosa: la determinazione nel raggiungere i propri obiettivi. Certo, lei in quanto a mentalità vincente mi batte a mani basse, gioca proprio su un altro campionato ma da lei ho imparato tantissimo e soprattutto da quell’incontro in poi ho cominciato a credere in ciò che volevo fare senza pensare minimamente di non farcela. Spesso si pensa ai piani B, a cosa fare nel caso quella determinata cosa non vada bene…no! Deve andare bene per forza, non ci sono alternative e non ci si deve dare pace finché questo non avviene. Ti racconto una piccola curiosità: quel giorno avevo fatto il tiramisù, non ricordo se fosse stata una coincidenza o se l’avessi preparato per lei ma ne fu talmente estasiata che ancora oggi quando ci vediamo sono praticamente obbligato a farglielo, ammetto che il mio tiramisù è veramente buono. Cosa limita la tua evoluzione e come avere la giusta mentalità per fare il fotografo Non ce ne rendiamo conto, ma i maggiori ostacoli nella vita arrivano proprio da noi . Spesso si sente dire:” Tu sei il peggior nemico di te stesso”, purtroppo è vero. A volte la poca autostima, le difficoltà che inevitabilmente si presentano, qualcuno vicino che ci spinge verso altre direzioni, i risultati che non arrivano, ci portano ad innescare una serie di pensieri che iniziano a farsi sempre più grandi dentro di noi e più crescono più diventano veri, credibili e finiamo per abbandonare un sogno, un desiderio, un obiettivo. Non farlo! Pensa sempre che non esistono alternative, pensa a Luciana Do Carmo che pur nascendo in uno dei paesi più poveri al mondo è arrivata in serie A e in nazionale di pallavolo. Facile dire che devi credere in te stesso, oppure che ce la farai… il problema è che se non ci credi tu per primo non potrà mai crederci nessun altro . Quando ho cominciato a muovere i primi passi da fotografo, spesso uscivo a fare delle sessioni fotografiche con un mio caro amico, all’epoca ne sapeva più di me ma non ha mai creduto che la fotografia potesse cambiargli la vita, che anche se non era bravo avrebbe potuto diventarlo e si boicottava da solo. Ricordo che all’inizio cercavo di fotografare chiunque, passavo le giornate a chiedere alle persone che mi ispiravano di farsi fotografare da me, lui no: faceva si e no un servizio fotografico all’anno per poi buttarsi giù di morale e far passare un altro anno. Conclusioni Ora voglio citarti una frase di Bruno Munari che mi è sempre piaciuta e che mi è rimasta impressa quando un mio insegnante alla Scuola Italiana Design me la disse: ” Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, significa che lo sa rifare anche lui, altrimenti lo avrebbe già fatto ”. Bellissima vero? Chissà quante volte te lo sei sentito dire o magari lo hai pensato. Devi credere sempre in ciò che vuoi, nei tuoi obiettivi, nei tuoi sogni e desideri. E quando pensi cose tipo: vorrei essere li, vorrei farlo anch’io sono soltanto scuse, alibi che ti crei per non aver avuto il coraggio di essere li veramente e di non aver fatto anche tu la stessa cosa . La mentalità giusta per fare il fotografo e tantissime altre cose nella vita è fare, è azione, il solo pensiero non è sufficiente .

  • IL POTERE DELLA LUCE IN FOTOGRAFIA

    Inizia a domarla per non essere domato Si dice che un fotografo sia un pittore che dipinge con la luce , siete d’accordo? Personalmente si anche se la frase è molto romantica per capire esattamente cosa significhi. Indipendentemente dal genere fotografico, la luce è un elemento fondamentale in una fotografia ma queste sono cose che si sanno, vi siete mai chiesti perchè? Perchè la luce ha così importanza? Ora vediamo di scoprirlo. Se vogliamo, la luce è esattamente l’opposto del buio, senza luce ogni cosa non sarebbe visibile, quindi la fotografia sarebbe solo un rettangolo nero. Fin qui è chiaro che la luce serva ad illuminare. Sicuramente ma questo è solo ciò che appare in superficie. Qui prenderò in prestito una frase del mio “faro”, di colui che ha letteralmente illuminato il mio percorso fotografico, Toni Thorimbert: “ La luce non serve per illuminare, serve per raccontare ”. Che meraviglia, una frase bellissima e legata a un workshop che ho avuto il piacere di fare one to one con lui. Come la luce può cambiare una fotografia Ma cosa significa questa cosa? Che si stia facendo un ritratto, uno still life, un interno o un paesaggio la luce racconta una suggestione. Prendiamo ad esempio un paesaggio di montagna, fotografarlo a mezzogiorno col sole splendente non sarà come al tramonto, così come di notte quando le stelle saranno visibili, il paesaggio sarà lo stesso ma la luce ne avrà raccontato 3 versioni diverse e se vogliamo per restituire un paesaggio meditativo, dove i pensieri si fanno più profondi viene da se che l’immagine più coerente sarà quella notturna. Questo accade anche per altri generi fotografici, che si tratti di luce naturale o artificiale abbiamo infinite possibilità di racconto, è come per uno scrittore avere a disposizione tutte le parole della propria lingua, sceglierà quali usare in base al tipo di romanzo che vuole scrivere: un libro per bambini non avrà le stesse parole di un giallo. L'enorme potere della luce in fotografia Spesso nell’epoca moderna in cui la fotografia è diventata “semplice” ed accessibile a tutti vediamo “racconti scritti con parole sbagliate, fiabe per bambini scritti con parole cruente”. Questo nel ritratto trova veramente un’infinità di possibilità e si sa: più le possibilità aumentano, più è come se diminuissero perchè scegliere tra 5 alternative è facile, farlo tra 5 milioni è praticamente impossibile. Quindi come fare per riuscire a domare la luce e non essere domati da lei ? Il mio suggerimento è quello di pensare a cosa si vuole raccontare, nel caso del ritratto qual’è il racconto della persona che si vuole dare, pensare a degli aggettivi che la contraddistinguono o che noi vediamo in lei e a come la luce possa raccontarli. Per fare un esempio se stiamo fotografando una persona che ci sta trasmettendo felicità non sceglieremo una luce cupa, di trequarti o un controluce, sceglieremo una luce diretta che illumini bene il suo volto e che lo renda radioso. Conclusioni Lo so a cosa stai pensando, non è facile. Niente è semplice e direi che nella vita le cose più belle sono anche le più difficili , quelle che danno maggior soddisfazione ci costano più fatica. Sicuramente dovrai allenarti molto ma del resto anche i più bravi atleti si allenano duramente ogni giorno e per parecchie ore al giorno. Quando però vedrai che la luce racconta ciò che vuoi raccontare come un romanzo scritto con le parole giuste, sentirai una sensazione di armonia, tutto sarà in ordine e al posto giusto. Capirai anche che prima scattavi delle fotografie usando la luce in modo approssimativo, casuale, finalmente avrai in mano gli strumenti che contano davvero e la cosa bella è che in fondo li hai sempre avuti ma ignoravi come usarli. La luce ha un potere enorme , è un peccato sfruttarlo parzialmente, in fondo se un fotografo è un pittore che dipinge con la luce, perchè smentire queste bellissime parole.

  • ISPIRAZIONI: i miei maestri fotografi

    I miei maestri fotografi: Giovanni Gastel e Toni Thorimbert Chiunque ha dei riferimenti, dei maestri, qualcuno che ha tracciato la via da percorrere, questo accade in ogni ambito professionale e nel mio caso, parlando di fotografia, coloro che mi hanno fatto fare una svolta a trecentosessanta gradi sono Giovanni Gastel e Toni Thorimbert . Mi piace pensare alla parola Ispir-azioni . Credo che ogni ispirazione, ogni insegnamento e studio non valgano nulla se non si mettano poi in pratica. Ecco perchè da un pensiero deve poi arrivare un’azione. Questo articolo è per me ancora più denso di emozione perchè ricordo com’ero prima di conoscere il loro percorso lavorativo, i loro insegnamenti e penso a quanto sono cambiato dopo averli “scoperti”. Era un periodo difficile, il 2020 era iniziato da poco e senza rendercene conto tutto il mondo si era fermato, le nostre vite erano cambiate radicalmente quasi da un giorno per l’altro, la cosa che più terrorizzava era come sempre l’incertezza, ne saremo usciti? Quando e come? Stavo muovevo i primi passi come fotografo professionista ma conoscevo davvero molto poco di questo magico mondo. Grazie al format di Aspiranti fotografi “Convivium” iniziai a conoscere vari fotografi professionisti di altissimo livello tra cui appunto Giovanni Gastel e Toni Thorimbert. Giovanni Gastel e Toni Thorimnert - Ph. Greta Gandini Giovanni Gastel Di Gastel me ne innamorai subito, le sue fotografie erano uniche, talmente distinguibili che hanno consacrato Gastel come uno dei fotografi più bravi del nostro tempo. Ma la cosa che mi affascinò era la sua innata eleganza, la gentilezza con cui si poneva nei confronti di chiunque, la semplicità e la totale assenza di vergogna nel mostrare le sue debolezze. Con la fotografia era riuscito a creare un mondo parallelo, fatto di bellezza, gentilezza, rispetto e divertimento, un mondo che non esisteva al di fuori del suo studio. Era cresciuto in una famiglia borghese e la sua cultura sconfinata si vedeva in ogni sua fotografia, i richiami con la storia dell’arte sono evidenti, sapeva cos’è la bellezza, sapeva definirla e raccontarla: “ La bellezza è data da quei piccoli difetti che ti rendono unico ”. Condividevo ogni suo pensiero, era come se sapesse dire perfettamente tutto ciò che avevo sempre pensato. Di insegnamenti ne ho appresi tanti, mi sono studiato ogni sua intervista e contenuto video su Youtube, a volte guardandoli a ripetizione. Un’altra cosa che diceva sempre è che la ripetitività dell’errore crea lo stile , meraviglioso! In un presente segnato da un’idea malsana di perfezione, dove l’intelligenza artificiale si sta facendo largo sempre di più, cosa c’è di più bello nel sentire un Maestro come lui dire una frase del genere? Purtroppo non sono mai riuscito a conoscerlo di persona, il covid se l’è portato via il 13 marzo 2021 ma non smetterò mai di provare gratitudine per tutto ciò che indirettamente mi ha insegnato e ci ha lasciato. Toni Thorimbert Un altro gigante della fotografia è Toni Thorimbert , malgrado fossero praticamente coetanei e avessero vissuto la stessa epoca, lavorando entrambi nella moda e col ritratto per varie riviste, credo non possano essere più diversi. Anche da Toni rimasi colpito, sicuramente entra molto più a gamba tesa su certi argomenti e ha un approccio molto più “ruspante” ma entrambi non parlavano mai di tecnica, di macchine fotografiche o di obiettivi, parlavano di fotografia, di vita, di quanto possa aver valore questo bellissimo mestiere. Con Toni feci un primo workshop “One shot” che fu davvero un’esperienza unica e trasformativa, rimasi così colpito che per un po’ dovetti prendermi del tempo per metabolizzare quanto vissuto in quel giorno. In seguito feci una lettura portfolio e un corso One to one sulla luce in studio da lui a Milano. Che dire, avete presente quando mettete un capo d’abbigliamento bianco in lavatrice con qualcosa di rosso? Ecco io sono uscito totalmente nuovo, strapazzato al punto giusto e con un colore che non era più il bianco, non era nemmeno il rosso, era un colore mio . Sarebbe troppo lungo raccontare tutto nel dettaglio, anche perchè non voglio togliere la sorpresa a chi deciderà di intraprendere un percorso con lui, che consiglio a tutte quelle persone che vogliono mettere l’anima nella fotografia. Dico solo una frase che è la frase con cui Toni racconta la sua scuola di fotografia, ogni volta che la penso mi vengono i brividi: “ Io non insegno fotografia, uso la fotografia per promuovere l’unica vera necessità di ogni artista: accettare sé stesso ”.

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