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  • BOOK FOTOGRAFICI PER ATTRICI A ROMA: IL MIO APPROCCIO CREATIVO

    Il mio lavoro di fotografo professionista e i miei ritratti di attrici Ormai sono diversi anni che lavoro come fotografo professionista , specializzato in ritratto fotografico e lavorando anche come fotografo di red carpet durante i Festival del Cinema più importanti a livello mondiale ( guarda qui le mie foto di red carpet ), ho avuto modo di conoscere e fotografare molti attori e attrici. Con alcune in particolare ho realizzato dei book fotografici professionali che hanno dato lustro al mio portfolio e ampliato il loro. In questo articolo voglio parlarti del “dietro le quinte” di un servizio fotografico di ritratto pensato appositamente per attrici e raccontarti il mio approccio creativo. Parlerò al femminile perchè ho avuto molte più occasioni di fotografare donne e nelle immagini che vedrai saranno solo al femminile ma ovviamente i miei servizi di ritratto sono pensati per attrici, attori, modelle e modelli e per tutti i creativi che hanno bisogno di una nuova immagine professionale e creativa. Valentina Corti - Ph. Gianluca Minchillo Book fotografici per attrici a Roma Roma si sa è la città del cinema per eccellenza, gli addetti ai lavori lo sanno: Roma = cinema : Milano = moda, con questa equazione viene sintetizzato tutto il mondo creativo che gira attorno. Naturalmente è una tendenza e una maggioranza ma tantissimi servizi di moda vengono richiesti e scattati a Roma, così come molti book fotografici per attori vengono scattati a Milano. Per quanto mi riguarda, occupandomi sia di ritratto che di fotografia editoriale fashion , lavoro sia a Roma che a Milano , nonostante di base sia a Venezia . Mi piace poter offrire i miei servizi fotografici in varie città e in ognuna ho sviluppato una rete di contatti che mi consente di poter offrire dei book fotografici completi. Come dicevo la maggior parte di book fotografici per attrici mi è capitato di scattarli a Roma, mi piace sfruttare la città, i meravigliosi dettagli che offre ma soprattutto la suggestione che ogni angolo fa respirare, dai luoghi più iconici come il centro della città, alle zone meno turistiche. Alcuni book li ho scattati in abitazioni affittate che hanno fatto da set fotografico, spesso con luce naturale, includendo spazi interni ed esterni per poter avere la maggior possibilità creativa e la maggior varietà di scatti. Guarda qui la pagina dedicata alle mie fotografie di ritratto Paola Romeo - Ph. Gianluca Minchillo Il mio approccio creativo nel fotografare un’attrice Il book fotografico di un’attrice deve a mio avviso racchiudere in un numero di scatti che va da 10 a 20, più lati possibili della sua espressività e dell’emozione che può mettere nel suo lavoro. Le agenzie di attori richiedono foto neutre, quindi senza particolari trucchi, abiti o ambientazioni ma credo sia importante riuscire a trasmettere in più foto tutte le potenzialità espressive che un’attrice ha e questo è ciò che fondamentalmente differenzia il book fotografico di un’attrice da quello di una modella, dove invece deve avere un’espressività forte ma sempre funzionale all’abito o all’accessorio che indossa. Ecco possiamo difinire questa differenza: un’attrice deve esprimere la sua personalità in funzione dei personaggi che può interpretare, la modella per ciò che deve indossare . Penso inoltre sia fondamentale trascorrere il tempo degli scatti nel modo più amichevole e leggero possibile, per cui le indicazioni che do sono molto leggere e cerco ispirazione nella persona e dall’ambiente. Ricordiamoci sempre che stiamo facendo delle foto, una delle cose più belle e divertenti al mondo, per cui ogni shooting fotografico per me dev’essere un’occasione di incontro, crescita personale e divertimento . Nicol Angelozzi - Ph. Gianluca Minchillo Conclusioni Se sei un’attrice, un attore, una modella, un modello o un creativo che ha voglia e/o necessità di rinnovare la propria immagine e prenotare un book fotografico a Roma con me, scrivimi cliccando QUI per ricevere tutte le informazioni su costi e modalità e per prenotare il tuo shooting fotografico di ritratto. Puoi contattarmi anche su Instagram scrivendomi nei DM.

  • RITRATTI E FOTOGRAFIA PUBBLICITARIA A VENEZIA: quando la città diventa scena

    Fare il fotografo professionista a Venezia “Venezia, la luna e tu” è il titolo di un vecchio film con Alberto Sordi, ammetto di averlo guardato incuriosito dal titolo, ogni volta che lo sentivo nominare ne rimanevo affascinato. Anche il film mi aveva divertito molto e soprattutto mi era piaciuto vedere com’era Venezia molto prima che io nascessi, come alcune cose fossero completamente diverse ed altre identiche e molto probabilmente non cambieranno mai. Ovviamente non voglio parlare del film e nemmeno farne una recensione, voglio parlare di com’è fare il fotografo professionista a Venezia , quanto questo luogo possa influenzare, condizionare e delineare una strada professionale ed artistica. Venezia è il luogo, la luna è l’ispirazione e tu sei tu o sono io nel mio caso. Sono nato e cresciuto in pieno centro storico a Venezia e quando lo dico a qualcuno di altre città vedo la meraviglia negli occhi, effettivamente penso di avere avuto una grande fortuna ad essere nato in una città così unica. Girando un po’ mi sono reso conto di quanto sia realmente così anche se da dentro si tendono a vedere maggiormente i difetti. Riva degli Schiavoni - Venezia Ma quanto Venezia ha condizionato il mio percorso fotografico? Quando ho cominciato a fare le prime fotografie mi esercitavo andando in giro per la città, cercando un’ispirazione, qualcosa che potesse incuriosirmi e allo stesso tempo piacere agli altri. Questo è l’errore più grande si possa commettere: andare in cerca del consenso. Un artista dovrebbe sempre ricercare ciò che lo rappresenta e ciò che fa vibrare delle emozioni a se stesso, altrimenti non potrà mai conquistare la curiosità delle altre persone. L’entusiasmo è un sentimento contagioso e per farlo provare devi provarlo tu per primo all’ennesima potenza. Ma all’inizio è tutto avvolto dalla nebbia, si cammina come in una città che non si conosce: avanti e indietro senza sapere dove andare, ci si perde, poi si torna indietro e la direzione giusta è solo una sensazione , nessuno te la può indicare. Così ben presto capii che volevo scollare Venezia dalle mie fotografie, non volevo che fossero sempre il mio soggetto, perchè Venezia è talmente preponderante che anche in un ritratto ambientato o in una fotografia pubblicitaria dove il soggetto è un altro, si prende sempre tutta la scena. Ritratti e Fotografia pubblicitaria a Venezia: quando la città diventa scena Lavoro a Venezia ma anche in altre città come Roma e Milano ma a Venezia sento sempre un senso di giudizio implicito, come se non potessi accontentarmi di un risultato soddisfacente, a Venezia ho la responsabilità di raccontarla nelle fotografie che faccio, nel modo più delicato e rispettoso possibile e oggi forse ho fatto pace con questa città che bene o male mi ha ha dato moltissimo. Le altre città mi hanno sempre regalato l’illusione di essere un fotografo italiano e non veneziano e per la mia ambizione di poter essere un professionista senza confini geografici è sempre stato un richiamo fortissimo. GUARDA I MIEI LAVORI PUBBLICITARI QUI La maggior parte dei fotografi professionisti a Venezia lavora con i turisti, con i matrimoni, con le piccole realtà locali legate all’artigianato oppure durante i grandi eventi come il Carnevale. Su alcune cose c’è poco da fare, ci siamo cascati tutti, non lo dico come critica o pentimento perchè ogni tappa fa parte del percorso individuale però ho sempre avuto una visione differente: ho sempre cercato di capire cosa realmente volessi fare e cosa mi fa stare bene, guardando sempre l’orizzonte senza mettere confini, i sogni e le ambizioni non possono averne . Rimanere radicati in un luogo scegliendo solo tra le possibilità che offre non la considero una scelta ma una costrizione che noi stessi ci imponiamo. Alcune fotografie pubblicitarie realizzate a Venezia Conclusioni La prima foto che vedi in alto all'articolo è stata la prima foto che ricevette dei complimenti. Scattata durante il corso base di fotografia a cui mi ero iscritto e che accese la miccia di quello che sarebbe stato il mio Big Bang. ( Leggi la mia storia qui! ) Li capii che alcune cose non mi rappresentavano per niente e non aveva senso far finta che mi piacessero ma in qualche modo mi indicò anche quale fosse il sentiero da percorrere: dovevo fotografare le persone , raccontare le loro storie, i loro pensieri detti e tenuti nascosti, dovevo fotografare il nostro incontro, il cambiamento che questo inevitabilmente avrebbe provocato. GUARDA I MIEI RITRATTI FOTOGRAFICI Nascere e vivere a Venezia traccia per forza di cose una strada, ne delinea anche una tentazione a percorrerla, è come una spinta che vuole riportarti li quando ti stai allontanando ma io sono testardo e amo, anzi pretendo di scegliere: la strada da camminare la voglio disegnare a mia immagine e somiglianza e non percorrerla solo perchè è la più ovvia. Quindi anche tu se sei nato e vivi in una città dove credi che il mercato fotografico penda tutto da una parte inizia a guardare l’orizzonte, spalanca le braccia verso l’infinito e costruisci la tua splendida e personalissima strada . Se stai cercando un fotografo professionista a Venezia per ritratti e fotografia pubblicitaria o editoriale, contattami scrivendo una mail QUI o inviami un messaggio tramite la mia pagina Instagram cliccando QUI .

  • FOTOGRAFO DI MODA A VENEZIA

    Come e perchè fare il fotografo di moda a Venezia Se pensiamo alla moda ci viene subito in mente Milano: la settimana della moda (Milano Fashion Week), le grandi case di moda, il quadrilatero della moda, Milano è sicuramente la capitale della moda e dello shopping ma le campagne pubblicitarie si fanno a Venezia . Venezia è la città d’arte per eccellenza, è considerata una delle città più belle al mondo e non è un caso che tantissimi brand anche di lusso, decidano di ambientare qui le loro campagne pubblicitarie. Che sia servizio fotografico fashion, di gioielli o di accessori come borse e scarpe, spesso all’interno dei giornali o in televisione vediamo delle Advertising ambientate proprio a Venezia. Valentina Bissoli  - Dress: Sherri Hill - Stylist: Lembo Luxury - Jewels: Cornier 1757 - Makeup: Armani Beauty - Hair: Kerastase - Ph: Gianluca Minchillo Tutti i vantaggi di ambientare un servizio fotografico di moda a Venezia Venezia offre degli scorci unici, regala un sapore di storia e romanticismo che credo siano ineguagliabili, cattura immediatamente l’attenzione e la curiosità del pubblico, che inizia a cercare di capire in quale zona di Venezia sia ambientato il servizio fotografico pubblicitario . Non ci sono automobili, per cui gli elementi di disturbo anche sullo sfondo sono praticamente assenti, ci sono solo le persone ma con un po’ d’accortezza e gestione del servizio fotografico, si possono facilmente evitare. Inoltre Venezia non è solo San Marco, Rialto e il Canal Grande, è piena di tesori nascosti, zone meno conosciute e molto poco battute dai tantissimi turisti che ogni giorno la visitano. E qui arriviamo al vantaggio principale nel scegliere un fotografo di moda che vive e lavora a Venezia come me: conosco ogni singolo angolo, le zone che solo chi ci vive può aver visto, so a che ora una zona è più tranquilla e quali sono i periodi migliori oltre ai momenti della giornata in cui la luce è migliore per ogni singola ambientazione. Per cui se stai cercando un fotografo professionista per fotografare la tua nuova campagna pubblicitaria a Venezia , scrivimi per ricevere tutte le informazioni. I contro nell’ambientare a Venezia un servizio fotografico di moda Le favole non esistono per cui non è tutto oro ciò che luccica si dice ed è vero, per dovere di cronaca devo elencare una serie di aspetti negativi che ci sono nell’ambientare uno shooting fashion a Venezia . Tantissimi brand lo hanno già fatto prima, alcuni anche molto importanti, per cui se stai cercando l’originalità pura, sarà difficile trovarla ( ho detto difficile, non impossibile ). Venezia è scomoda, non si può arrivare in location direttamente in automobile caricandola di attrezzatura fotografica, bauli di abiti e valige piene di trucchi, per cui serve un’organizzazione eccellente per ovviare a questo problema, lasciando a casa cose non necessarie. D’estate fa davvero tanto caldo e trovare delle zone riparate dal sole o più arieggiate è davvero complicato, inoltre è il periodo maggiormente gettonato dai turisti. Se si decide di scattare un servizio di moda a Venezia durante il periodo estivo, bisogna necessariamente optare per orari poco confortevoli, come la mattina presto o la sera verso il tramonto. Conclusioni Fatta questa panoramica di pro e contro e se arrivando alla fine vuoi ambientare la tua prossima campagna pubblicitaria del tuo brand a Venezia e cerchi un fotografo esperto, che conosce benissimo la città, non ti serve far altro che scrivermi e ti darò tutte le informazioni riguardo i miei servizi fotografici pubblicitari. Oltre a Venezia , svolgo il mio lavoro di fotografo professionista anche a Padova , Treviso e altre città italiane su richiesta . La mia esperienza nel campo della Milano Fashion Week e di servizi fotografici pubblicitari mi ha permesso di consolidare una rete di collaborazioni e contatti con modelle/i professioniste/i e truccatrici di altissima professionalità . Quello che offro è quindi un servizio fotografico fashion completo e organizzato dalla A alla Z. Guarda i miei lavori pubblicitari qui ! Contattami per maggiori informazioni e per richiedere un preventivo.

  • BLOCCHI E INSODDISFAZIONI FOTOGRAFICHE: COME RITROVARE LA MOTIVAZIONE

    Quando le insoddisfazioni fotografiche diventano un’opportunità Che tu sia un fotografo alle prime armi o con tanti anni di carriera alle spalle, ti sarà capitato tantissime volte di trovarti di fronte a un muro e vivere profondamente delle insoddisfazioni fotografiche . Magari le tue foto non ti piacevano perchè avevi un’aspettativa molto più alta e le cose non sono andate come speravi, ti sei posto degli obiettivi che non hai saputo raggiungere, non lavori quanto vorresti, insomma ti trovi a vivere delle giornate completamente nere, in cui probabilmente stai pensando di mollare tutto, di andare a fare un altro lavoro oppure che hai sbagliato strada, che la fotografia non fa per te e che magari stai occupando il posto di un altro/a. Tutto questo posso dirti che è assolutamente normale, fa parte del gioco e di queste continue oscillazioni tra il giorno e la notte che la vita ci fa vivere, forse l’una senza l’altra non potrebbe esistere . Mentre sto scrivendo questo articolo, guardo fuori dalla finestra: sono le 7 di sera, piove, fa freddo, anche se siamo in primavera sembra novembre, è stata una giornata decisamente no per vari contrattempi ma credo fortemente che in tutto questo si nascondino delle grandissime opportunità … Ritratto fotografico di Ludovika - uno dei primi ritratti in cui ho provato una soddisfazione enorme Dio benedica l’insoddisfazione Credo di essere un uomo complesso (vorrei continuare a dire ragazzo ancora per una ventina d’anni ma ahimè il 20 marzo arriva inesorabilmente ogni anno), lo dico senza vergogna: sono pieno di sfaccettature e contraddizioni. Per complesso intendo questo, non difficile ma posso sembrarlo, proprio perchè amo distinguermi, sono sempre stato convinto di notare e pensare cose che gli altri non hanno nemmeno voglia di vedere e per questo credo che le persone superficiali vivano sicuramente molto meglio. Ma non farei mai cambio, è una contraddizione vero? Esattamente come credo che essere insoddisfatti di qualcosa sia una benedizione . Tutto ciò che noi facciamo, anche le cose più grandi e migliori della nostra vita nascono da un’insoddisfazione . Se una persona è soddisfatta di qualcosa non sente il bisogno di andare oltre. Facciamo un esempio molto pratico: una persona guadagna 1.500 euro al mese, è soddisfatta, non sentirà mai il bisogno di guadagnare di più. Se una persona è soddisfatta del parrucchiere da cui va non sarà mai spinta a cambiare, provarne altri e magari trovarne uno migliore. Quindi l’insoddisfazione è una grande opportunità . Perchè le persone si accontentano So cosa stai pensando, con questo ragionamento saremo sempre insoddisfatti di qualcosa, perchè si può sempre avere di più, si può sempre migliorare. Si, è esattamente così: la vita è una continua evoluzione, una continua ricerca e la soddisfazione di una cosa ottenuta dura pochissimo. Secondo te le persone che si accontentano vivono realmente meglio? Probabilmente si ma ora voglio dirti una cosa che forse non sai, nella prima metà del secolo scorso un medico disse:” Sono state fatte talmente tante scoperte in ambito medicale, che nulla verrà più scoperto”. Se oggi la vita si è allungata drasticamente, se da tante malattie si può guarire è solo grazie a chi non si è accontentato dei risultati raggiunti , della qualità della vita che aveva. Come non accontentarsi in fotografia In fotografia si riporta il proprio carattere, la propria personalità e i propri gusti ed è giustissimo tutto questo. Non tutti sentono questa insoddisfazione e infatti non tutti arrivano ad essere riconosciuti e ricordati. Molto probabilmente non basta essere insoddisfatti per avere successo, ma se in questo momento anche tu senti di essere insoddisfatto non abbatterti e pensa che è una grandissima occasione, che è una cosa estremamente positiva e che è la benzina che ti permetterà di raggiungere mete molto più belle e lontane . Che senza questa insoddisfazione probabilmente staresti racchiuso/a nei confini del tuo benessere. Conclusioni Oggi le conclusioni sono brevissime, voglio solo dirti una cosa: oggi è una giornata in cui sento di mettere in discussione tutto quello che ho fatto finora, in cui credo di voler cambiare parecchie cose e più sento questa insoddisfazione più sono felice, carico e motivato per fare cose che altrimenti non avrei mai pensato di fare. Per cui torno alla frase iniziale: se anche tu senti un’insoddisfazione nella tua vita, nella tua attività di fotografo, nella qualità delle foto che fai: non potresti vivere un’opportunità migliore .

  • IL CORAGGIO DI CAMBIARE

    Il coraggio di cambiare la propria vita Questo articolo è sicuramente il più importante tra quelli scritti finora e probabilmente rimarrà il più importante e sapete perchè? Perchè senza questa storia non sarebbe esistito nulla di ciò che si può trovare in queste pagine. La fotografia è l’assoluta protagonista di questo racconto , tutto iniziò ad ottobre del 2017 quando per caso, per destino, per volere di qualcuno dall’alto o semplicemente perchè le cose dovevano andare così, arrivò nella mia vita. Ci incontrammo e li per li non sapevo cosa potesse darmi, il valore immenso che aveva ma una sensazione inspiegabile mi fece capire che avrebbe potuto cambiare per sempre la mia vita . Ritratto fatto da una persona che questo coraggio lo ha trovato La mia storia prima di incontrare la fotografia É il 2017, ho 30 anni e vivo al Lido di Venezia, un luogo sicuramente molto bello ma che sentivo terribilmente stretto, facevo il grafico e designer, da 5 anni lavoravo autonomamente ma le cose non giravano come avrei voluto, rincorrevo una strada che non faceva altro che mettermi i bastoni tra le ruote, ogni piccolo successo veniva seguito da ostacoli sempre più alti da superare e il mio entusiasmo si stava assottigliando sempre di più. Nell’ultimo anno e mezzo ho gestito un appartamento che affittavo ai turisti e che mi aveva dato conferma di una cosa: dovevo uscire da quell’isola, dovevo incontrare il mondo, vivere nuove esperienze e toccare con mano una realtà diversa. Tutto ciò che pensavo potesse rendermi felice era stata solo una protezione, una specie di guscio nel quale rintanarmi. Forse l’aver compiuto 30 anni mi ha messo di fronte ad un bivio: o qualcosa cambia ora o rischia di essere troppo tardi, potrei voltarmi indietro un domani e vedere solamente il rimpianto di non aver avuto il coraggio di cambiare la mia vita. Questo 2017 per varie ragioni non è stato semplice, il mio umore è sempre stato più in cantina che sul terrazzo, ho molto tempo libero e spesso lo impiego aspettando che arrivi sera, dentro albergano pensieri contrastanti, devo cambiare tutto ma da dove inizio? Tante cose non vanno bene e ho la sensazione che siano tutte concatenate tra loro, da qualche parte bisogna pur cominciare . La fotografia mi ha cambiato la vita Finisce l’estate e sono davvero intenzionato a fare qualcosa, con le immagini ci avevo sempre lavorato ma non avevo mai fatto delle fotografie seriamente, solamente in vacanza e con macchine fotografiche automatiche, non sapevo nulla della tecnica fotografica, sapevo soltanto che tutti i professionisti e gli appassionati possedevano una reflex, per fare delle fotografie dei miei lavori di grafica dovevo chiamare un amico appassionato che ne aveva acquistata una, mi viene la voglia di essere indipendente: mi iscrivo ad un corso di fotografia ! E’ un corso base, l’insegnante lo conosco, acquisto la mia prima reflex, la più semplice e basica possibile, sono contento ma totalmente ignaro che quell’azione avrebbe cambiato la mia vita molto velocemente. Prima ancora di terminare il corso mi appassiono così tanto che divoro video su YouTube, voglio sapere tutto! Inizio già a fare i primi lavori con clienti con cui collaboravo come grafico, sperimento ogni genere fotografico ma capisco subito che la fotografia fine a se stessa valeva poco, usata come mezzo di comunicazione valeva oro . Conosco persone nuove, faccio esperienze diverse e vedo luoghi che non avrei visto. Inizia un viaggio incredibile, le cose improvvisamente iniziano a mettersi in fila, tutto sembrava facile, naturale, come se quel periodo di “smarrimento” fosse stato una benedizione, senza quello probabilmente non avrei fatto questo incontro, forse il più importante della mia vita: quello con la fotografia. Conclusioni Sono passati 7 anni da quel 2017 (curioso come il 7 rientri sempre, sono nato nell'87) e non voglio scrivere tutte le cose che ho fatto, le persone che ho fotografato, che ho conosciuto e le soddisfazioni che ho avuto ma sono tantissime e continuano a crescere in modo esponenziale, ad alimentare dei sogni, degli obiettivi che via via si fanno sempre più grandi ed ambiziosi. Non ho idea di come sarei oggi se non avessi fatto questo passo ma sono sicuro che sarei un uomo completamente diverso, non vivo più al Lido di Venezia ma ogni volta che ritorno penso a come sarebbe stata la mia vita se tutto questo non fosse successo. Nel percorso di ognuno prima o poi arrivano sempre dei momenti dove il cambiamento è inevitabile, è necessario per non rimanere intrappolati in una vita che non ci rappresenta più . Non significa che abbiamo sbagliato strada, semplicemente siamo cambiati, così come fuori cambiamo ogni secondo senza rendercene conto, anche dentro accade lo stesso. Cambiano le condizioni, ciò che tanto ci emozionava e ci piaceva, alcune cose banalmente si esauriscono. Accettare tutto questo non è semplice, specie se abbiamo investito: energie, emozioni, danaro e tempo. Ma c’è una cosa che di fronte a noi rappresenta l’ostacolo più grande da superare: la paura. La paura ci paralizza, ci lega, però se noi troviamo il coraggio di sciogliere quei nodi e cominciamo a fare le nostre scelte lo sapete cosa si scopre? Che davanti a noi non c’è nessun pericolo ma soltanto un rischio: quello di essere felici !

  • L’ESPERIENZA DEL RITRATTO

    Il corso di fotografia che ho realizzato per FUORI FUOCO sull'esperienza del ritratto. Con molto piacere e non poca emozione annuncio l’uscita su Fuori Fuoco , del corso che ho realizzato sul ritratto fotografico. È stato un lavoro molto impegnativo ma sicuramente stimolante. La piattaforma di Fuori Fuoco l’ho trovata molto interessante e dopo aver conosciuto gli ideatori e aver trascorso con loro 3 giornate bellissime in Sardegna, dove abitano e dove abbiamo realizzato il corso, mi ha entusiasmato ancora di più. L’idea è stata quella di prendere il modello delle piattaforme che oggi offrono programmi, film e serie tv, concentrato sulla fotografia. Ogni mese infatti arricchiscono l’offerta con nuovi corsi, contenuti di approfondimento e interviste a professionisti che lavorano nel mondo della fotografia professionale. Ho il piacere di poter rientrare tra questi e il corso che ho realizzato penso sia qualcosa di assolutamente inedito, ora ti spiego perchè e se arrivi fino alla fine dell'articolo ti svelerò qualcosa che all’interno del corso non troverai. L'Esperienza del ritratto: il corso di fotografia che ho realizzato per Fuori Fuoco. Cosa si trova su internet riguardo il ritratto fotografico Navigando su internet, specialmente su Instagram e YouTube mi sono accorto che è davvero pieno di corsi di fotografia, nel marketing oggi va molto di moda la vendita di corsi online, cosa che ammetto mi è stata proposta diverse volte per aumentare la mia audience ma ho sempre rifiutato di farlo perchè non volevo fosse soltanto un mezzo per incrementare i miei guadagni, non mi sentivo ancora pronto per insegnare. Tuttavia tra video gratuiti su YouTube e offerte di vari siti, mi sono reso conto che non esisteva un vero corso sull'esperienza del ritratto fotografico, cioè come lo vivo io e quello che faccio vivere alle persone che scelgono di farsi fotografare da me. Più volte ho parlato nei miei articoli di ritratto e degli ingredienti necessari per poterlo realizzare, cosa molto diversa dal fotografare semplicemente una persona, quindi non mi voglio soffermare su questo ma posso dirti che il corso che ho realizzato per Fuori Fuoco è estremamente completo e soprattutto è diverso da tutti gli altri corsi che puoi trovare online. Ho fatto un po’ impazzire i ragazzi addetti alla produzione perchè ho voluto registrare delle sessioni fotografiche dove io mi incontravo per la prima volta col mio soggetto e ci tenevo che fosse ripreso tutto integralmente, senza tagli e senza operatori tra noi. Come abbiamo registrato il corso sull'esperienza del ritratto Semplicemente con una camera in un angolo a riprendere tutto ciò che sarebbe successo in quella stanza. Per me era una condizione necessaria perchè ciò che volevo raccontare era qualcosa che a parole spesso è difficile spiegare ma soprattutto è difficile immaginare e comprendere e quindi volevo che si potesse vedere senza alcun tipo di artificio. Puoi immaginare il mio stato d’animo prima della registrazione: non c’era un copione, non avevo un programma da rispettare e che potesse guidarmi, tutto veniva scritto nel momento in cui accadeva , l’imprevedibilità è stato l’ingrediente principale. Sentivo di essermi preso un rischio enorme ma ero talmente entusiasta del risultato che sarebbe potuto venire fuori che sono andato avanti come un treno, senza esitazioni e dubbi. Poi ho commentato tutta la sessione di ritratto fotografico andando ad evidenziare alcuni momenti e facendo quindi vedere quello che a parer mio bisogna fare per riuscire ad entrare in connessione vera e profonda con la persona chi ci sta davanti. La cosa bella è che si può vedere e sentire tutto: dal momento in cui ci presentiamo al momento finale in cui ci salutiamo, non c’è finzione e non c’è una recita finalizzata al corso. Conclusioni Spero di averti messo sufficiente curiosità e che sceglierai di vederlo se vorrai entrare in un mondo completamente nuovo e considerare il ritratto fotografico da una prospettiva diversa. Ma ora arriva il premio che ti ho promesso all’inizio: le relazioni sono un gioco di potere . E fin qui mi dirai, cosa c’entra col ritratto? C’entra perchè quando realizzi una fotografia di ritratto instauri una relazione col tuo soggetto e in quel momento chi si sta facendo fotografare deve essere sicuro di potersi fidare di te. E qual’è il modo che tutti gli esseri umani hanno per esser sicuri di potersi fidare? Testare . Se devi arrampicarti utilizzando una corda non provi prima a tirare senza aggrapparti? Avviene la stessa cosa: ci saranno inevitabilmente delle situazioni in cui il tuo soggetto cercherà di prevaricare, di comandare, di non essere pienamente disponibile ai tuoi desideri ma in realtà l’unica cosa che vuole è la prova di potersi fidare di te . Mantieni il controllo, fai sentire che qualsiasi cosa decidi di fare la state facendo insieme, fai capire che non ha bisogno di pensare a cosa fare perchè hai la sicurezza delle tue idee e vedrai che si sentirà al sicuro, coccolato e protetto e insieme vivrete un’esperienza incredibile.

  • IL VIAGGIO DEL RITRATTO FOTOGRAFICO

    Ingredienti segreti: tutto ciò che nessuno ti ha mai detto sul ritratto fotografico Il ritratto è un genere fotografico molto amato, esiste da prima della nascita della fotografia, molti nobili, papi e re infatti commissionavano agli artisti dell’epoca, un loro ritratto (dipinto), con la nascita della fotografia tutto è stato più semplice ed immediato e l’immediatezza che negli anni ha raggiunto la massima capacità tecnica, ha dato il via a numerose possibilità tecniche e realizzative ma in tantissimi ignorano il potenziale che ha questo atto. Ritratto fotografico di Samantha Giordano Come eseguire un ritratto fotografico Un ritratto si può fare in infiniti modi , in fin dei conti si tratta solamente di fotografare una persona che incontriamo. Pensiamoci bene: chiunque si sia approcciato almeno una volta al ritratto si è limitato a premere un pulsante, magari preoccupandosi che la persona davanti a noi sorridesse, fosse ben pettinata e con uno sfondo gradevole, che la luce fosse sufficiente ad illuminarle il volto correttamente e fine. Mi verrebbe da dire che è corretto, non c’è niente di sbagliato in tutto questo, è come avere in mano dei pomodori e fare semplicemente una pasta al pomodoro, è il piatto in assoluto più semplice ma tutti sappiamo che anche per fare una semplice pasta al pomodoro bisogna impegnarsi per farla bene, ci sono tante variabili che possono farla diventare buonissima o immangiabile. Già farla bene siamo a un livello che non è basico ma ti posso assicurare che con solo dei pomodori ho mangiato un piatto stellato, era un’insalata di pomodori fatta da 7 tipologie di pomodori differenti in varie consistenze. Capisci bene che siamo ad un altro livello. Bene nella fotografia di ritratto è esattamente la stessa cosa, le possibilità di fare una pasta al pomodoro fatta male, farne una buonissima o fare un piatto gourmet stellato sono tutte dentro ad un unico ingrediente, sta a te capire cosa vuoi fare e come sfruttare questo mezzo che è la macchina fotografica e ora ti spiegherò quello che ho imparato e messo in pratica negli anni e che continuo a far evolvere perchè la fotografia è un viaggio senza fine . La relazione con il nostro soggetto Quando ci troviamo di fronte una persona da fotografare dobbiamo capire che la sua estetica è solo la punta dell’iceberg , è solo ciò che appare in superficie ed è visibile all’occhio ma noi come esseri umani abbiamo la possibilità di vedere anche ciò che è sommerso e che ad un primo sguardo non è visibile. Personalmente prima di fotografare qualcuno mi piace parlarci, osservare il suo sguardo, come si muove, il tono della sua voce, se sorride, se si sente a suo agio o in imbarazzo, cerco di capire più cose possibili non tanto del suo carattere ma del suo approccio a quella che molto spesso è una novità: il farsi fotografare da un professionista . Dopodiché mi piace raccontare qualcosa di me in modo da trovarmi anch’io nella stessa sua posizione, è molto imbarazzante quando ci troviamo in una situazione di inferiorità e in questo caso il fotografo è "armato". Far capire alla persona che il suo disagio è normale ed è lo stesso che proviamo noi perchè in fin dei conti noi guardiamo il nostro soggetto ma lui guarda noi e chi in qualche modo deve fare la “performance” siamo noi. Inizia il viaggio Ma ora arriva la parte più succulenta, quella che stavi aspettando, inizia il servizio fotografico di ritratto! All’inizio ci si scalda un po’, come lo sportivo che inizia a correre senza partire subito all’attacco, è fondamentale per far scorrere le energie senza forzarle. Qui entriamo in una consapevolezza profonda, abbiamo a disposizione 2 cose preziosissime: lo spazio e il tempo . Lo spazio è l’ambiente dove abbiamo deciso di realizzare questo ritratto e il tempo è quello a disposizione, a volte lo scegliamo a volte ci viene imposto. Avere dei confini non è un limite , è necessario per non perdersi. Qui possiamo fare soltanto una cosa: prendere la persona per mano e lanciarsi in quel vuoto emotivo attraversando le situazioni più nascoste, quelle che non riusciamo a dire, quelle che ci fanno vibrare. Lo so cosa ti starai chiedendo: come faccio? Come faccio a portare qualcuno a lasciarsi andare? Devi essere disposto a farlo tu per primo, se vuoi ricevere devi prima dare , devi mettere sul piatto tutta la tua vulnerabilità e dimenticare la professionalità che ti ha fatto impostare la macchina fotografica correttamente, le luci, ecc. Devi essere disposto a metterti letteralmente in gioco e per farlo non puoi conoscere il finale , devi essere disposto a fare questo viaggio insieme all’altra persona con l’incertezza del risultato, di dove vi porterà e di come sarà. Se sarai disposto a fare tutto questo ti posso assicurare che l’altra persona sarà felice di seguirti, che il ritratto che realizzerai sarà intenso, diverso da tutti gli altri e comunicherà qualcosa che altrimenti non ci sarebbe stato, in poche parole avrete riempito questo spazio e questo tempo insieme con qualcosa di importante, avrete dato un senso grazie alla fotografia al vostro incontro . Conclusioni Ricordati sempre che il ritratto si fa in due , il fotografo deve semplicemente guidare ma non può restare a terra. Questo è tutto quello che serve per vivere il ritratto come un viaggio , per provare un’esperienza unica, per differenziarsi dalla maggior parte di fotografi che si limitano a fare una “buona pasta al pomodoro”. Guarda alcuni dei ritratti che ho scattato qui o nella mia pagina instagram . CONTATTAMI se vuoi prenotare un ritratto fotografico con me!

  • FOTOGRAFARE IL FESTIVAL DEL CINEMA DI CANNES

    L’attesa di fotografare il red carpet del Festival del Cinema di Cannes È incredibile come il tempo scandisca, accompagni e determini gli eventi. In fotografia è un elemento fondamentale, il tempo di scatto è una delle primissime cose che si imparano, mi viene in mente che anche nella musica è importantissimo e casualmente sono le mie due grandi passioni. Il tempo d’attesa una volta saputo che sarei salito sopra il tappeto rosso del festival del cinema di Cannes , è stato di circa un mese e mezzo, sapevo che non era molto per preparare tutte le cose che avevo in mente ma dall’altra parte avevo come la sensazione che fosse un tempo infinito, che quel giorno avrei continuato ad attenderlo. Forse perché l’attesa del piacere come dice Lessig è essa stessa il piacere. Ma il tempo è inesorabile e così come si guarda una clessidra che sembra non far cadere mai l’ultimo granello di sabbia, è arrivato il giorno della partenza. Vicino alla porta tutti i bagagli, borse e zaino con l’attrezzatura fotografica, avrò preso tutto? Mi sarò dimenticato qualcosa? Più che una partenza sembra un trasloco…l’emozione è tanta ma la concentrazione e la voglia di fare molto più di bene finora stanno vincendo e quindi, andiamo a cominciare questa nuova e straordinaria avventura di Cannes 77 ! Uma Thurman Richard Gere Paul Schrader L’inizio Cannes è davvero un luogo bellissimo, ha tutto ciò che mi piace e somiglia, mi sono sentito subito a casa, l’unico problema era la lingua ma grazie a chi mi ha accompagnato in questa bellissima esperienza, non ho avuto problemi. Il primo giorno era surreale, ancora non credevo di essere li, tutto era nuovo per me, certo somigliava molto al festival del cinema di Venezia ma dovevo esplorare, ambientarmi, capire gli spazi, ecc. Vado a ritirare il mio pass e lo tengo sempre al collo per paura di perderlo, ancora un giro di perlustrazione e si comincia! Rigorosamente in smoking e si accendono i riflettori, tutto il mondo, dalle televisioni ai social ha gli occhi puntati su quel tappeto rosso. Il primo è stato il giorno di Meryl Streep , l’attrice più brava a parer mio che esista, sorridente, divertente e divertita, il dj che l’accoglie con “Mamma Mia” degli Abba, tutto era straordinariamente magico. Il Festival del cinema di Cannes Gli attori che sono saliti sul tappeto rosso sono davvero tanti, oltre a Meryl Streep per citarne alcuni: Kevin Costner, Richard Gere, Jane Fonda, Uma Thurman, Nicolas Cage, Vincent Cassel, Anya Taylor-Joy, Adam Driver, Selena Gomez, Julianne Moore, Emma Stone, Demi Moore, Cate Blanchett …ma l’elenco è davvero lungo. Ogni giorno la mia giornata iniziava con la selezione e la sistemazione delle foto, dopo pranzo mi avviavo verso il Palazzo del cinema e li ci rimanevo fino a sera tardi, spesso anche fino all’1:00 di notte, perchè i red carpet in alcuni giorni erano 4 e tutti di pomeriggio, tra un red carpet e l’altro correvo in sala stampa a ricaricare le batterie della fotocamera (e anche le mie), scaricare le foto al pc e iniziare una rapida selezione. Tutto era intenso, concentrato, un’altra dimensione ma quando sei dentro la vivi con una normalità che sembra di averlo sempre fatto. Sono anche venute le top model più importanti del momento e alcuni nomi che hanno fatto la storia della moda come Naomi Campbell, Carla Bruni ed Eva Hervigova . Una sera è apparso Sting a sorpresa ma siamo a Cannes e tutto può succedere. I giorni sembravano tantissimi ma vissuti così intensamente sono volati e mi sono trovato a realizzare che ne mancavano sempre meno, che ogni minuto stava diventando sempre più prezioso perchè il tempo passato stava aumentando enormemente rispetto a quello che mancava alla fine. La fine Sono trascorse due settimane da quando ho scritto l’introduzione di questo post ed è curioso come la fine spesso sia quasi uguale all’inizio, solamente vissuto al contrario e quindi mi sono ritrovato a fare i bagagli, con già la nostalgia di quei luoghi, di queste due settimane meravigliose, grazie anche a chi le ha vissute con me, pronto per alzare ancora l’asticella e puntare a nuovi orizzonti, sempre e comunque grazie alla fotografia .

  • FOTOGRAFO LA MILANO FASHION WEEK

    Una giornata particolare durante la Milano Fashion Week Più che il diario di una giornata durante la Milano Fashion Week quella che sto per raccontarvi sembra più una sceneggiatura di un film, talmente tanti sono i colpi di scena repentini vissuti minuto per minuto. La settimana della moda a Milano è un evento importante che coinvolge tutta la città, infatti in tantissimi punti ci sono inaugurazioni, installazioni, eventi che rendono questo appuntamento coinvolgente per tutti, a parte per i milanesi che si trovano la città invasa e un traffico che non fa arrivare a sera proprio leggeri e rilassati. Colgo l’occasione dei miei tre giorni a Milano per organizzare una serie di appuntamenti di lavoro, shooting fotografici e incontri pertanto il mio programma diventa un “Tetris” tutto è incastrato al minuto, prendo il treno la mattina presto e il primo impegno era un servizio fotografico di ritratto, poi sarei andato alla sfilata per cui ero accreditato che era programmata per le ore 13. Un cambiamento di programma molto piacevole Mentre sono in treno, apro Instagram e scorrendo le storie vedo che una nota conduttrice tv ed ex Miss Italia che tanto avrei voluto fotografare e di cui non farò assolutamente il nome ( Cristina Chiabotto ) sta andando a Milano per la Fashion Week. Che fortuna penso io, magari la incontro in stazione, per strada o in qualche evento ma Milano non è esattamente un piccolo paese, quante probabilità c’erano che succedesse? Così le scrivo, presentandomi come fotografo professionista accreditato alla Milano FashiponWeek , inutile dire che la speranza di ricevere una risposta era la stessa di quando si gioca un terno al lotto. Non per pregiudizio o per sfiducia in me ma semplicemente perchè so che alcune persone ricevono migliaia di messaggi giornalmente e non hanno il tempo materiale per rispondere o banalmente tanti messaggi si perdono in mezzo ai tanti. Passano credo due minuti di numero e mi risponde, con una gentilezza incredibile, ringraziandomi di averla contattata e che sarebbe stata molto contenta di farsi fotografare da me, le chiedo come possiamo fare e mi da appuntamento al luogo dove si sarebbe tenuta la sfilata alla quale avrebbe partecipato. La zona non la conoscevo ma era abbastanza centrale, la sfilata era alle 11:30, avevo poco tempo per arrivarci ma dovevo assolutamente riuscirci. Sposto il servizio fotografico che avrei dovuto fare al pomeriggio, fortunatamente la persona che doveva essere fotografata ha capito il mio improvviso cambio di programma e non si è risentita. SS24 Annakiki Milano Fashion Week Il mio incontro con Cristina Chiabotto Con me avevo la valigia, l’attrezzatura fotografica e lo stativo col diffusore per il flash, non potevo andarmene in giro con tutta quella roba per cui penso di utilizzare un deposito bagagli in stazione, idea geniale…arrivo li davanti e c’era una coda di persone che non si vede nemmeno davanti al campanile di San Marco durante il ponte del 25 Aprile. Non posso aspettare, ero già in ritardo, vado con tutto quello che avevo con me, prendo un tram, inizia a piovere, arrivo trafelato davanti all’ingresso e un mucchio di fotografi sono fuori in attesa di fotografare influencer e modelle che avrebbero assistito alla sfilata, mi faccio spazio e “parcheggio” la valigia in mezzo alla gente tenendola sempre d’occhio. Entrano tutti…tutti tranne Cristina. Non può essere penso, sarebbe dovuta arrivare per ultima, capisco che la sfilata durerà solo 15 minuti per cui attendo continuando a guardare l’orologio e la valigia. Finisce la sfilata e iniziano ad uscire tutte le persone che avevo visto entrare, tutte… ma non lei. Alla fine quasi per ultima, altissima, bellissima in un vestito chiaro esce Cristina, cerco di farmi vedere e lei mi saluta agitando la mano e regalandomi il suo miglior sorriso, non mi sembrava vero, ci salutiamo come se ci conoscessimo da anni, le faccio le foto che tanto volevo farle e sono felicissimo ma non faccio nemmeno a tempo a godermi questa felicità che mi rendo conto dell’orario, sono in ritardassimo : devo andare alla sfilata ! Cristina Chiabotto alla sfilata di Philosophy - Ph. Gianluca Minchillo La sfilata di moda Guardo come arrivarci e scopro che era dall’altra parte di Milano, l’unico mezzo che arrivava era un bus, lo prendo ma ovviamente il viaggio era della speranza, pieno di gente e a 5 km/h dato il traffico, penso che non sarei mai arrivato in tempo ma era andato tutto così bene finora che nulla sarebbe potuto andare storto, per cui anche se ero in ritardo penso che tutto sarebbe andato come volevo. Arrivo finalmente sul posto e mi ritrovo in un ambiente enorme, industriale, buio, con luci e musica psichedelica, fortunatamente la sfilata era in forte ritardo e dentro di me penso che ancora una volta l’universo non mi aveva voltato le spalle. Inizia la sfilata, fotografo tutti i passaggi e rimango colpito dalla ritualità della sfilata di moda. C’è un rigore, un’attenzione per i dettagli, in 15 minuti si liberano idee e lavoro di tante persone di mesi, un po’ come quando si gonfiano i palloncini per un pomeriggio intero e poi quando sono tutti insieme si liberano nell’aria. In un istante vola via tanto lavoro e fatica ma…ne è valsa la pena . Conclusioni Bene, ora devo solo correre a fare il check-in in appartamento e fare il servizio fotografico che avevo posticipato. Inutile dire che arrivo a casa di questa persona un po’ provato ma appena prendo la macchina fotografica in mano tutta quella stanchezza non c’era più. Sarà l’entusiasmo, l’adrenalina, il piacere di fare quello che faccio ma la fotografia ha un potere enorme tra i tantissimi che ha: non mi fa sentire la fatica e mi regala l’idea che posso davvero fare qualsiasi cosa ed arrivare dove voglio, in fondo basta solo volerlo ma volerlo davvero ! Stai cercando un fotografo professionista durante la Milano Fashion Week? Che tu sia un brand, una stylist, un designer  e stai cercando un fotografo professionista  durante la Milano Fashion Week che lavora con da molti anni in questo settore e ha fotografato grandi eventi internazionali, contattami  senza impegno per presentarmi il tuo progetto e raccontarmi le tue esigenze, sarò felice di confezionare per te la mia offerta migliore. Ti invito anche a visitare la pagina dedicata ai miei lavori durante la Milano Fashion Week , cliccando qui !

  • LA COSTRUZIONE DI…UN PERCORSO FOTOGRAFICO

    Articolo riservato esclusivamente alle persone ambiziose Quanto mi piace dare dei titoli dove non si capisce minimamente l’argomento che tratterò, “La costruzione di un amore” cantava Ivano Fossati e in effetti l’ispirazione è nata in parte da questo titolo, la costruzione di una carriera avrei potuto chiamarlo ma anche la costruzione di un percorso fotografico …finite voi il titolo a piacere. La cosa importante è mettere l’accento sul fatto che nulla accade per caso e le occasioni d’oro nella vita richiedono una condizione fondamentale: devono trovarti pronto/a . Pubblicazione su PHOTOVOGUE Diventa un fotografo professionista Chiunque inizi un percorso lavorativo, specie con la fotografia si accorge che ciò che è visibile è una piccolissima parte, come la punta di un iceberg. Nessuno vede cosa è successo prima, ciò che è sommerso, tutti vedono soltanto il risultato. In questo la fotografia è un parallelismo formidabile: un’immagine vista da tutti è il risultato finale di un pensiero, di uno shooting fotografico più o meno organizzato, che molto probabilmente ha coinvolto numerose persone, di luci puntate secondo un’attenta analisi, una selezione e molte ore di post produzione. La foto finita non racconta tutto questo e nessuno conosce tutta la parte “sommersa”. Toni Thorimbert parlando di fotografia di moda una volta disse che quando vedi una foto che sembra spontanea, dove tutti i soggetti sono naturali e il messaggio che passa è che sia stata fatta quasi casualmente, hanno veramente sudato ore. Questo è esattamente ciò che accade dietro al lavoro dei professionisti, i più affermati sono arrivati così in alto sapete perchè? Perchè hanno collezionato un’infinità di delusioni, illusioni e progetti non andati a buon fine ma non si sono abbattuti. Chi invece si è arreso a qualche no o peggio ancora ha avuto paura di rischiare per non riceverlo naturalmente non può conoscere tutto quello che sta dietro al successo, grande o piccolo che sia di chi ha raggiunto i propri obiettivi. Costruisci il tuo percorso fotografico Mi piace tanto che la parola “ obiettivo ” abbia un duplice significato, riguardi così tanto la fotografia nel primo e nel mio caso, come nella storia di altre persone, nel secondo la riguardi ancor di più. Come si costruisce una carriera da fotografo? Parlo di costruzione perchè non può essere casuale, le cose non possono accadere per fortuna o sfortuna. Esiste solo ciò per cui si lavora seriamente. Anzitutto bisogna appunto porsi degli obiettivi, in termini di lavori, esperienze e qualità da raggiungere. Invito ovviamente tutti ad essere ambiziosi e se pensi di puntare troppo in alto, chiudi gli occhi, fai un respiro profondo e alza immediatamente quell’obiettivo, perchè sicuramente state volando ancora troppo bassi per le potenzialità che avete. Dopodiché credici, credici come se quella cosa fosse già sicura ed inizia a pensare a tutto ciò che puoi fare per ottenerla. Spesso i sogni rimangono tali perchè ci si concentra solo sul “finale” ignorando tutti i passaggi necessari che lo precedono e che immediatamente danno l’idea che affrontando tutto un passo alla volta non sia così irraggiungibile. Inizia a pianificare il primo passo, il secondo e così via, datti degli step intermedi che saranno necessari per raggiungere il tuo scopo. Non aver bisogno di raccontarlo a qualcuno per farti dire che ci riuscirai, potrebbero anche dirti che non ce la farai mai, quello che pensano gli altri vale zero, conta solo cosa pensi tu, quanto vuoi davvero quella cosa e il risultato che cascasse il mondo otterrai. La motivazione è un’energia incredibile e dobbiamo sfruttarla come un vento che soffia a favore. Ma ora veniamo a un punto importantissimo: se qualcosa non va come previsto? Se lavoriamo tanto ad una cosa e poi sfuma? Conclusioni Credetemi, di definitivo nella vita lo sappiamo: esiste solo la morte (almeno così dicono). Se qualcosa non va come sperato non dobbiamo viverla come una sconfitta ma come una benedizione, probabilmente non eravamo pronti. Tante cose che volevo fare non sono riuscito a farle quando volevo ma sono venute a bussare alla mia porta anni dopo, quando ero migliorato, più consapevole e quando probabilmente era arrivato il momento giusto, il momento in cui ero pronto. Se ci pensi non c’è niente di peggio che sprecare un’occasione, fallire un’impresa, aver avuto una possibilità e non essere stati all’altezza. E’ fondamentale affrontare una delusione come un’opportunità per prepararsi al meglio e riprovarci. Ricorda che nella vita non hanno successo le persone che non hanno ricevuto delusioni o dei “no” ma chi ha saputo sfruttarli per migliorarsi riprovandoci senza mai arrendersi .

  • FOTOGRAFIA D’ARTE E RITRATTO D’ARTISTA

    Quando arte e fotografia si uniscono Una delle tappe importanti della mia carriera fotografica e del mio percorso umano, che quasi sempre si intrecciano diventando una cosa sola, è stata lavorare con gli artisti. Mi è capitato varie volte, grazie al Caffè Florian di Venezia, che da tanti anni organizza delle esposizioni di opere d’arte in occasione della Biennale d’Arte o della Venice Glass Week . Una di queste mi ha portato a conoscere e lavorare con Davide Salvadore , maestro vetraio, muranese doc, di una straordinaria bravura e persona davvero molto interessante. Voglio raccontare il nostro incontro ma prima voglio dirti perchè è importante lavorare almeno una volta nella vita con gli artisti. Ricordo che anche Toni Thorimbert in varie interviste ha raccontato di quanto fosse stato importante lavorare con artisti come Mimmo Paladino , Mario Schifano e tantissimi altri nomi. Perchè è importante lavorare con gli artisti Perchè sono imprevedibili, perchè devi essere pronto/a a fronteggiare qualsiasi situazione non prevista e perchè a mio avviso ti trasmettono molto. Credo di aver imparato e appreso molto più da loro in poche ore che con tante altre persone in molto più tempo. E poi perchè gli artisti sono spesso puri, ingenui e con un fuoco dentro che li rende vulnerabili e nonostante possano sembrare sicuri e navigati, in fondo si sentono al sicuro quando trovano in un professionista sicurezza e protezione. Saperli tranquillizzare mostrandoti sicuro di quello che stai facendo significa entrare in una porcina che aprono per poche persone . Il mio incontro con Davide Salvadore Era fine giugno e insieme al direttore artistico e alla responsabile marketing del Caffè Florian, sono andato a Murano a conoscere Davide, nella sua fornace, dovevamo accordarci per tutto il lavoro da fare e organizzare al meglio tutta la fase operativa, fu molto interessante entrare nel suo spazio di lavoro e vederlo all’opera, ero stato preparato sul fatto che avesse un carattere forte, spigoloso e molto diretto ma a me piacciono le persone così: vere e sincere e che non si intimoriscono di fronte a nessuno. Non so se da subito si fosse creato un certo feeling, anzi direi di no e avevo capito che sarebbe stato un lavoro decisamente impegnativo: avrei dovuto fotografare le sue bellissime e delicatissime opere ambientate al Caffè Florian di Venezia e conoscendo bene gli ambienti so che montare luci, flash è quasi impossibile dati gli spazi ridotti e la continua affluenza di persone ma era un periodo in cui ero preso bene, pertanto nulla mi spaventava. Il giorno del servizio fotografico Era ormai arrivato luglio, credo fosse uno dei giorni più caldi dell’estate e naturalmente al Florian non c’è l’aria condizionata, arriva Davide con i suoi collaboratori insieme alle opere in vetro che avrei dovuto fotografare, alcune veramente grandi. Inizio dalla prima e Davide appena mi vede con solo la macchina fotografica ed il treppiede mi chiede dove fossero le luci, io rispondo che non avevo luci e che avrei fatto tutto sfruttando la luce naturale, lui mi guarda malissimo, preoccupato e con pochissima fiducia dicendomi solo:”Auguri”. Forse l’ho già detto ma nei momenti di tensione e dove le cose si fanno difficili tiro fuori il meglio di me, pertanto non mi sposto di un millimetro, anche perchè non avevo alternative, così faccio posizionare la prima opera sopra ad un tavolino davanti a uno specchio molto bello presente nella Sala delle Stagioni del Caffè Florian, uso la luce morbida che entrava dalle vetrate e giro l’opera in modo tale che venisse illuminata lateralmente ma prendesse anche un po’ di luce da dietro, enfatizzando la trasparenza opaca del vetro e tutti gli intarsi presenti. Faccio il primo scatto e invito Davide a vederla: mi guarda incredulo e meravigliato, quella foto è stata il mio lasciapassare . Ho fatto tutta la giornata di foto senza che Davide si preoccupasse minimamente delle foto, ormai si fidava, avevo conquistato la sua fiducia e probabilmente in quel momento si è sentito al sicuro . Opera Davide Salvadore al Florian Fotografia d’arte e ritratto d’artista Non finisce qui, dovevamo trovare una foto per la copertina del catalogo, avrei potuto inserire una delle tante bellissime opere e sarebbe stata una bellissima copertina ma quel giorno fu talmente bello, c’era un’energia positiva talmente forte che il Direttore Artistico Stefano Stipitivich ebbe l’idea geniale di fargli prendere un vaso con le punte e metterglielo in testa, come fosse un diavolo, era un’immagine che evidentemente associava a Davide, resistette pochissimi secondi dato il peso del vaso ma furono sufficienti per farne un ritratto che poi curai come non mai nella post produzione, dai colori alle luci. Eravamo tutti d’accordo che quella sarebbe stata la copertina del catalogo . Ritratto di Davide Salvadore Conclusioni A settembre finalmente arrivò l’inaugurazione con il tradizionale party, la cornice di Piazza San Marco è splendida e a settembre regala delle suggestioni uniche. Era andato tutto bene, certo tutti gli ospiti non potevano conoscere tutti questi retroscena ed è un peccato perchè da spettatore è sempre la parte che più mi incuriosisce. La serata fu davvero bella e ad un certo punto presi un catalogo per farmelo firmare da Davide, cosa che non credo di aver mai fatto e lui mi guardò serio ma con gli occhi che sorridevano e mi scrisse questo: “ A Gianluca che mi ha stupito ”. Ancora oggi quando ci penso provo un brivido di emozione e felicità, non tanto per il complimento in se o per aver portato a termine il mio lavoro nel migliore dei modi ma per aver confezionato al meglio il lavoro di una vita di un artista vero quale è Davide Salvadore . Quindi cari fotografi, vi consiglio vivamente di immergervi nella fotografia d'arte e realizzare un ritratto ad un artista. Catalogo Davide Salvadore

  • LA POST PRODUZIONE

    Quanto conta la post produzione in fotografia? Siamo arrivati all’articolo spinoso, controverso, tecnico ma allo stesso tempo ideologico, insomma uno dei temi più difficili da affrontare: la post produzione. Se ne sentono di tutti i colori, viviamo nell’epoca dove la tecnologia sta superando in curva l’essere umano e sembra proprio che tra pochissimo non ci sarà più bisogno della maggior parte di noi per fare cose dove fino a ieri eravamo strettamente necessari. C’è chi ne parla malissimo e vede un futuro arido, privo di sentimenti e sentimentalismi, chi invece trova inarrestabile questo processo di cambiamento e ogni giorno sfrutta le costanti novità che la tecnologia ci regala. Ma in fotografia quanto conta la post produzione? E come andrebbe usata nel modo corretto? Chiaramente quello che ti voglio raccontare è il mio modo di vedere le cose, da professionista che nel corso di 10 anni ha visto dei cambiamenti enormi nel lavoro quotidiano. Model Michelle Zanatta - Ph Gianluca Minchillo - Mua Ilaria Arcaroli L’evoluzione tecnologica nella post produzione fotografica Già il digitale fu una rivoluzione fotografica, tanti ancora oggi sostengono che la vera fotografia si faccia solo ed esclusivamente a pellicola, c’è chi invece ha trovato il suo stile grazie al digitale, liberando delle risorse creative pressoché infinite. Molti sostengono che la fotografia abbia diritto di chiamarsi così soltanto quando la tecnica viene rispettata e quindi esposizione, inquadratura, messa a fuoco, scelta della focale, ecc, altri invece pensano che quella sia solo la base di partenza dell’immagine che poi deve necessariamente essere elaborata. Vorrei stimolarti ora ad avere un tuo pensiero prima di svelarti il mio, prima però per dovere di cronaca ti devo informare che anche a pellicola esisteva la post produzione . Sconvolgente vero? Eppure è così, quando i provini venivano esaminati si potevano correggere delle cose, aggiustare l’esposizione e perfino i colori, naturalmente con dei procedimenti meccanici e non digitali ma si faceva abitualmente nella fotografia professionale. Quindi in un certo senso la post produzione esiste da sempre. Ora le cose sono cambiate e tutto è diventato più facile e accessibile, oggi è possibile fare cose con pochi click che solo qualche anno fa impegnava ore se non giornate intere e a mio modo di vedere è una grandissima comodità, che si traduce nel perdere molto meno tempo, poter offrire prezzi ai clienti più bassi e poter acquisire più lavori. Si perchè ragionando da professionista bisogna fare sempre un’equazione: tempo = danaro . La post produzione come tratto distintivo Ci sono moltissimi fotografi che hanno fatto della post produzione un elemento distintivo, penso ad Annie Leibovitz che ha evoluto la sua fotografia grazie alla post produzione, facendo diventare i suoi ritratti delle opere d’arte dal sapore pittorico e cinematografico. Credo che la post produzione sia un elemento fondamentale del processo fotografico e che una fotografia non si possa ritenere finita quando si preme il tasto di scatto, è un po’ come a pellicola, l’immagine era finita una volta stampata. Ora col digitale abbiamo la possibilità di poter fare molti più scatti ma questo non significa fare molte più fotografie , significa soltanto avere più possibilità creative e maggior margine d’errore ma la fotografia diventa tale una volta selezionata e post prodotta, non pretendo il passaggio finale della stampa perchè per molti utilizzi oggi è destinata alla fruizione digitale. La post produzione credo sia come un make up o un vestito in una persona. Farò l’esempio al femminile: una donna può essere bellissima ma con un trucco giusto per lei, un’acconciatura dei capelli impeccabile e un vestito che esalta la sua femminilità lascerà davvero senza parole, se dovesse essere invece vestita male, per niente truccata e spettinata noi tutti penseremmo che è un vero peccato, che quella donna è bellissima ma non viene valorizzata. La post produzione è esattamente questo: è vestire una fotografia, truccarla per esaltarne la sua bellezza. Avrai capito che tutto questo non ha nulla a che vedere con l’a.i. che crea immagini che non esistono, quella non è fotografia, è creare immagini in modo artificiale e probabilmente sarà il futuro per molte cose commerciali ma è un’altra cosa. Conclusioni Nella storia dell’arte si è sempre utilizzata la miglior tecnologia del momento e per come la vedo io quello che conta è il risultato. Il problema di questa ondata tecnologica che sta travolgendo le nostre vite è che la facilità di utilizzo ha sostituito la sapienza, pertanto pensiamo sia tutto negativo ma la realtà è che non ci si può improvvisare a fare qualcosa solo perchè un computer o un’app la fa al posto nostro. La bellezza non si trova e non si crea a caso, è un processo lungo di studio, prove e conoscenza . Qualsiasi grande musicista della storia oggi avrebbe composto la sua musica ugualmente, magari con tecnologie diverse ma chi oggi pensa di saperlo fare con delle scorciatoie 100 anni fa non avrebbe fatto lo stesso mestiere. GUARDA LE MIE FOTOGRAFIE PUBBLICITARIE CONTATTAMI PER RICHIESTE E PREVENTIVI DI BOOK FOTOGRAFICI E SERVIZI FOTOGRAFICI COMMERCIALI

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