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  • FOTOGRAFO DI MODA A VENEZIA

    Come e perchè fare il fotografo di moda a Venezia Se pensiamo alla moda ci viene subito in mente Milano: la settimana della moda (Milano Fashion Week), le grandi case di moda, il quadrilatero della moda, Milano è sicuramente la capitale della moda e dello shopping ma le campagne pubblicitarie si fanno a Venezia . Venezia è la città d’arte per eccellenza, è considerata una delle città più belle al mondo e non è un caso che tantissimi brand anche di lusso, decidano di ambientare qui le loro campagne pubblicitarie. Che sia servizio fotografico fashion, di gioielli o di accessori come borse e scarpe, spesso all’interno dei giornali o in televisione vediamo delle Advertising ambientate proprio a Venezia. Valentina Bissoli  - Dress: Sherri Hill - Stylist: Lembo Luxury - Jewels: Cornier 1757 - Makeup: Armani Beauty - Hair: Kerastase - Ph: Gianluca Minchillo Tutti i vantaggi di ambientare un servizio fotografico di moda a Venezia Venezia offre degli scorci unici, regala un sapore di storia e romanticismo che credo siano ineguagliabili, cattura immediatamente l’attenzione e la curiosità del pubblico, che inizia a cercare di capire in quale zona di Venezia sia ambientato il servizio fotografico pubblicitario . Non ci sono automobili, per cui gli elementi di disturbo anche sullo sfondo sono praticamente assenti, ci sono solo le persone ma con un po’ d’accortezza e gestione del servizio fotografico, si possono facilmente evitare. Inoltre Venezia non è solo San Marco, Rialto e il Canal Grande, è piena di tesori nascosti, zone meno conosciute e molto poco battute dai tantissimi turisti che ogni giorno la visitano. E qui arriviamo al vantaggio principale nel scegliere un fotografo di moda che vive e lavora a Venezia come me: conosco ogni singolo angolo, le zone che solo chi ci vive può aver visto, so a che ora una zona è più tranquilla e quali sono i periodi migliori oltre ai momenti della giornata in cui la luce è migliore per ogni singola ambientazione. Per cui se stai cercando un fotografo professionista per fotografare la tua nuova campagna pubblicitaria a Venezia , scrivimi per ricevere tutte le informazioni. I contro nell’ambientare a Venezia un servizio fotografico di moda Le favole non esistono per cui non è tutto oro ciò che luccica si dice ed è vero, per dovere di cronaca devo elencare una serie di aspetti negativi che ci sono nell’ambientare uno shooting fashion a Venezia . Tantissimi brand lo hanno già fatto prima, alcuni anche molto importanti, per cui se stai cercando l’originalità pura, sarà difficile trovarla ( ho detto difficile, non impossibile ). Venezia è scomoda, non si può arrivare in location direttamente in automobile caricandola di attrezzatura fotografica, bauli di abiti e valige piene di trucchi, per cui serve un’organizzazione eccellente per ovviare a questo problema, lasciando a casa cose non necessarie. D’estate fa davvero tanto caldo e trovare delle zone riparate dal sole o più arieggiate è davvero complicato, inoltre è il periodo maggiormente gettonato dai turisti. Se si decide di scattare un servizio di moda a Venezia durante il periodo estivo, bisogna necessariamente optare per orari poco confortevoli, come la mattina presto o la sera verso il tramonto. Conclusioni Fatta questa panoramica di pro e contro e se arrivando alla fine vuoi ambientare la tua prossima campagna pubblicitaria del tuo brand a Venezia e cerchi un fotografo esperto, che conosce benissimo la città, non ti serve far altro che scrivermi e ti darò tutte le informazioni riguardo i miei servizi fotografici pubblicitari. Oltre a Venezia , svolgo il mio lavoro di fotografo professionista anche a Padova , Treviso e altre città italiane su richiesta . La mia esperienza nel campo della Milano Fashion Week e di servizi fotografici pubblicitari mi ha permesso di consolidare una rete di collaborazioni e contatti con modelle/i professioniste/i e truccatrici di altissima professionalità . Quello che offro è quindi un servizio fotografico fashion completo e organizzato dalla A alla Z. Guarda i miei lavori pubblicitari qui ! Contattami per maggiori informazioni e per richiedere un preventivo.

  • BLOCCHI E INSODDISFAZIONI FOTOGRAFICHE: COME RITROVARE LA MOTIVAZIONE

    Quando le insoddisfazioni fotografiche diventano un’opportunità Che tu sia un fotografo alle prime armi o con tanti anni di carriera alle spalle, ti sarà capitato tantissime volte di trovarti di fronte a un muro e vivere profondamente delle insoddisfazioni fotografiche . Magari le tue foto non ti piacevano perchè avevi un’aspettativa molto più alta e le cose non sono andate come speravi, ti sei posto degli obiettivi che non hai saputo raggiungere, non lavori quanto vorresti, insomma ti trovi a vivere delle giornate completamente nere, in cui probabilmente stai pensando di mollare tutto, di andare a fare un altro lavoro oppure che hai sbagliato strada, che la fotografia non fa per te e che magari stai occupando il posto di un altro/a. Tutto questo posso dirti che è assolutamente normale, fa parte del gioco e di queste continue oscillazioni tra il giorno e la notte che la vita ci fa vivere, forse l’una senza l’altra non potrebbe esistere . Mentre sto scrivendo questo articolo, guardo fuori dalla finestra: sono le 7 di sera, piove, fa freddo, anche se siamo in primavera sembra novembre, è stata una giornata decisamente no per vari contrattempi ma credo fortemente che in tutto questo si nascondino delle grandissime opportunità … Ritratto fotografico di Ludovika - uno dei primi ritratti in cui ho provato una soddisfazione enorme Dio benedica l’insoddisfazione Credo di essere un uomo complesso (vorrei continuare a dire ragazzo ancora per una ventina d’anni ma ahimè il 20 marzo arriva inesorabilmente ogni anno), lo dico senza vergogna: sono pieno di sfaccettature e contraddizioni. Per complesso intendo questo, non difficile ma posso sembrarlo, proprio perchè amo distinguermi, sono sempre stato convinto di notare e pensare cose che gli altri non hanno nemmeno voglia di vedere e per questo credo che le persone superficiali vivano sicuramente molto meglio. Ma non farei mai cambio, è una contraddizione vero? Esattamente come credo che essere insoddisfatti di qualcosa sia una benedizione . Tutto ciò che noi facciamo, anche le cose più grandi e migliori della nostra vita nascono da un’insoddisfazione . Se una persona è soddisfatta di qualcosa non sente il bisogno di andare oltre. Facciamo un esempio molto pratico: una persona guadagna 1.500 euro al mese, è soddisfatta, non sentirà mai il bisogno di guadagnare di più. Se una persona è soddisfatta del parrucchiere da cui va non sarà mai spinta a cambiare, provarne altri e magari trovarne uno migliore. Quindi l’insoddisfazione è una grande opportunità . Perchè le persone si accontentano So cosa stai pensando, con questo ragionamento saremo sempre insoddisfatti di qualcosa, perchè si può sempre avere di più, si può sempre migliorare. Si, è esattamente così: la vita è una continua evoluzione, una continua ricerca e la soddisfazione di una cosa ottenuta dura pochissimo. Secondo te le persone che si accontentano vivono realmente meglio? Probabilmente si ma ora voglio dirti una cosa che forse non sai, nella prima metà del secolo scorso un medico disse:” Sono state fatte talmente tante scoperte in ambito medicale, che nulla verrà più scoperto”. Se oggi la vita si è allungata drasticamente, se da tante malattie si può guarire è solo grazie a chi non si è accontentato dei risultati raggiunti , della qualità della vita che aveva. Come non accontentarsi in fotografia In fotografia si riporta il proprio carattere, la propria personalità e i propri gusti ed è giustissimo tutto questo. Non tutti sentono questa insoddisfazione e infatti non tutti arrivano ad essere riconosciuti e ricordati. Molto probabilmente non basta essere insoddisfatti per avere successo, ma se in questo momento anche tu senti di essere insoddisfatto non abbatterti e pensa che è una grandissima occasione, che è una cosa estremamente positiva e che è la benzina che ti permetterà di raggiungere mete molto più belle e lontane . Che senza questa insoddisfazione probabilmente staresti racchiuso/a nei confini del tuo benessere. Conclusioni Oggi le conclusioni sono brevissime, voglio solo dirti una cosa: oggi è una giornata in cui sento di mettere in discussione tutto quello che ho fatto finora, in cui credo di voler cambiare parecchie cose e più sento questa insoddisfazione più sono felice, carico e motivato per fare cose che altrimenti non avrei mai pensato di fare. Per cui torno alla frase iniziale: se anche tu senti un’insoddisfazione nella tua vita, nella tua attività di fotografo, nella qualità delle foto che fai: non potresti vivere un’opportunità migliore .

  • IL CORAGGIO DI CAMBIARE

    Il coraggio di cambiare la propria vita Questo articolo è sicuramente il più importante tra quelli scritti finora e probabilmente rimarrà il più importante e sapete perchè? Perchè senza questa storia non sarebbe esistito nulla di ciò che si può trovare in queste pagine. La fotografia è l’assoluta protagonista di questo racconto , tutto iniziò ad ottobre del 2017 quando per caso, per destino, per volere di qualcuno dall’alto o semplicemente perchè le cose dovevano andare così, arrivò nella mia vita. Ci incontrammo e li per li non sapevo cosa potesse darmi, il valore immenso che aveva ma una sensazione inspiegabile mi fece capire che avrebbe potuto cambiare per sempre la mia vita . Ritratto fatto da una persona che questo coraggio lo ha trovato La mia storia prima di incontrare la fotografia É il 2017, ho 30 anni e vivo al Lido di Venezia, un luogo sicuramente molto bello ma che sentivo terribilmente stretto, facevo il grafico e designer, da 5 anni lavoravo autonomamente ma le cose non giravano come avrei voluto, rincorrevo una strada che non faceva altro che mettermi i bastoni tra le ruote, ogni piccolo successo veniva seguito da ostacoli sempre più alti da superare e il mio entusiasmo si stava assottigliando sempre di più. Nell’ultimo anno e mezzo ho gestito un appartamento che affittavo ai turisti e che mi aveva dato conferma di una cosa: dovevo uscire da quell’isola, dovevo incontrare il mondo, vivere nuove esperienze e toccare con mano una realtà diversa. Tutto ciò che pensavo potesse rendermi felice era stata solo una protezione, una specie di guscio nel quale rintanarmi. Forse l’aver compiuto 30 anni mi ha messo di fronte ad un bivio: o qualcosa cambia ora o rischia di essere troppo tardi, potrei voltarmi indietro un domani e vedere solamente il rimpianto di non aver avuto il coraggio di cambiare la mia vita. Questo 2017 per varie ragioni non è stato semplice, il mio umore è sempre stato più in cantina che sul terrazzo, ho molto tempo libero e spesso lo impiego aspettando che arrivi sera, dentro albergano pensieri contrastanti, devo cambiare tutto ma da dove inizio? Tante cose non vanno bene e ho la sensazione che siano tutte concatenate tra loro, da qualche parte bisogna pur cominciare . La fotografia mi ha cambiato la vita Finisce l’estate e sono davvero intenzionato a fare qualcosa, con le immagini ci avevo sempre lavorato ma non avevo mai fatto delle fotografie seriamente, solamente in vacanza e con macchine fotografiche automatiche, non sapevo nulla della tecnica fotografica, sapevo soltanto che tutti i professionisti e gli appassionati possedevano una reflex, per fare delle fotografie dei miei lavori di grafica dovevo chiamare un amico appassionato che ne aveva acquistata una, mi viene la voglia di essere indipendente: mi iscrivo ad un corso di fotografia ! E’ un corso base, l’insegnante lo conosco, acquisto la mia prima reflex, la più semplice e basica possibile, sono contento ma totalmente ignaro che quell’azione avrebbe cambiato la mia vita molto velocemente. Prima ancora di terminare il corso mi appassiono così tanto che divoro video su YouTube, voglio sapere tutto! Inizio già a fare i primi lavori con clienti con cui collaboravo come grafico, sperimento ogni genere fotografico ma capisco subito che la fotografia fine a se stessa valeva poco, usata come mezzo di comunicazione valeva oro . Conosco persone nuove, faccio esperienze diverse e vedo luoghi che non avrei visto. Inizia un viaggio incredibile, le cose improvvisamente iniziano a mettersi in fila, tutto sembrava facile, naturale, come se quel periodo di “smarrimento” fosse stato una benedizione, senza quello probabilmente non avrei fatto questo incontro, forse il più importante della mia vita: quello con la fotografia. Conclusioni Sono passati 7 anni da quel 2017 (curioso come il 7 rientri sempre, sono nato nell'87) e non voglio scrivere tutte le cose che ho fatto, le persone che ho fotografato, che ho conosciuto e le soddisfazioni che ho avuto ma sono tantissime e continuano a crescere in modo esponenziale, ad alimentare dei sogni, degli obiettivi che via via si fanno sempre più grandi ed ambiziosi. Non ho idea di come sarei oggi se non avessi fatto questo passo ma sono sicuro che sarei un uomo completamente diverso, non vivo più al Lido di Venezia ma ogni volta che ritorno penso a come sarebbe stata la mia vita se tutto questo non fosse successo. Nel percorso di ognuno prima o poi arrivano sempre dei momenti dove il cambiamento è inevitabile, è necessario per non rimanere intrappolati in una vita che non ci rappresenta più . Non significa che abbiamo sbagliato strada, semplicemente siamo cambiati, così come fuori cambiamo ogni secondo senza rendercene conto, anche dentro accade lo stesso. Cambiano le condizioni, ciò che tanto ci emozionava e ci piaceva, alcune cose banalmente si esauriscono. Accettare tutto questo non è semplice, specie se abbiamo investito: energie, emozioni, danaro e tempo. Ma c’è una cosa che di fronte a noi rappresenta l’ostacolo più grande da superare: la paura. La paura ci paralizza, ci lega, però se noi troviamo il coraggio di sciogliere quei nodi e cominciamo a fare le nostre scelte lo sapete cosa si scopre? Che davanti a noi non c’è nessun pericolo ma soltanto un rischio: quello di essere felici !

  • L’ESPERIENZA DEL RITRATTO

    Il corso di fotografia che ho realizzato per FUORI FUOCO sull'esperienza del ritratto. Con molto piacere e non poca emozione annuncio l’uscita su Fuori Fuoco , del corso che ho realizzato sul ritratto fotografico. È stato un lavoro molto impegnativo ma sicuramente stimolante. La piattaforma di Fuori Fuoco l’ho trovata molto interessante e dopo aver conosciuto gli ideatori e aver trascorso con loro 3 giornate bellissime in Sardegna, dove abitano e dove abbiamo realizzato il corso, mi ha entusiasmato ancora di più. L’idea è stata quella di prendere il modello delle piattaforme che oggi offrono programmi, film e serie tv, concentrato sulla fotografia. Ogni mese infatti arricchiscono l’offerta con nuovi corsi, contenuti di approfondimento e interviste a professionisti che lavorano nel mondo della fotografia professionale. Ho il piacere di poter rientrare tra questi e il corso che ho realizzato penso sia qualcosa di assolutamente inedito, ora ti spiego perchè e se arrivi fino alla fine dell'articolo ti svelerò qualcosa che all’interno del corso non troverai. L'Esperienza del ritratto: il corso di fotografia che ho realizzato per Fuori Fuoco. Cosa si trova su internet riguardo il ritratto fotografico Navigando su internet, specialmente su Instagram e YouTube mi sono accorto che è davvero pieno di corsi di fotografia, nel marketing oggi va molto di moda la vendita di corsi online, cosa che ammetto mi è stata proposta diverse volte per aumentare la mia audience ma ho sempre rifiutato di farlo perchè non volevo fosse soltanto un mezzo per incrementare i miei guadagni, non mi sentivo ancora pronto per insegnare. Tuttavia tra video gratuiti su YouTube e offerte di vari siti, mi sono reso conto che non esisteva un vero corso sull'esperienza del ritratto fotografico, cioè come lo vivo io e quello che faccio vivere alle persone che scelgono di farsi fotografare da me. Più volte ho parlato nei miei articoli di ritratto e degli ingredienti necessari per poterlo realizzare, cosa molto diversa dal fotografare semplicemente una persona, quindi non mi voglio soffermare su questo ma posso dirti che il corso che ho realizzato per Fuori Fuoco è estremamente completo e soprattutto è diverso da tutti gli altri corsi che puoi trovare online. Ho fatto un po’ impazzire i ragazzi addetti alla produzione perchè ho voluto registrare delle sessioni fotografiche dove io mi incontravo per la prima volta col mio soggetto e ci tenevo che fosse ripreso tutto integralmente, senza tagli e senza operatori tra noi. Come abbiamo registrato il corso sull'esperienza del ritratto Semplicemente con una camera in un angolo a riprendere tutto ciò che sarebbe successo in quella stanza. Per me era una condizione necessaria perchè ciò che volevo raccontare era qualcosa che a parole spesso è difficile spiegare ma soprattutto è difficile immaginare e comprendere e quindi volevo che si potesse vedere senza alcun tipo di artificio. Puoi immaginare il mio stato d’animo prima della registrazione: non c’era un copione, non avevo un programma da rispettare e che potesse guidarmi, tutto veniva scritto nel momento in cui accadeva , l’imprevedibilità è stato l’ingrediente principale. Sentivo di essermi preso un rischio enorme ma ero talmente entusiasta del risultato che sarebbe potuto venire fuori che sono andato avanti come un treno, senza esitazioni e dubbi. Poi ho commentato tutta la sessione di ritratto fotografico andando ad evidenziare alcuni momenti e facendo quindi vedere quello che a parer mio bisogna fare per riuscire ad entrare in connessione vera e profonda con la persona chi ci sta davanti. La cosa bella è che si può vedere e sentire tutto: dal momento in cui ci presentiamo al momento finale in cui ci salutiamo, non c’è finzione e non c’è una recita finalizzata al corso. Conclusioni Spero di averti messo sufficiente curiosità e che sceglierai di vederlo se vorrai entrare in un mondo completamente nuovo e considerare il ritratto fotografico da una prospettiva diversa. Ma ora arriva il premio che ti ho promesso all’inizio: le relazioni sono un gioco di potere . E fin qui mi dirai, cosa c’entra col ritratto? C’entra perchè quando realizzi una fotografia di ritratto instauri una relazione col tuo soggetto e in quel momento chi si sta facendo fotografare deve essere sicuro di potersi fidare di te. E qual’è il modo che tutti gli esseri umani hanno per esser sicuri di potersi fidare? Testare . Se devi arrampicarti utilizzando una corda non provi prima a tirare senza aggrapparti? Avviene la stessa cosa: ci saranno inevitabilmente delle situazioni in cui il tuo soggetto cercherà di prevaricare, di comandare, di non essere pienamente disponibile ai tuoi desideri ma in realtà l’unica cosa che vuole è la prova di potersi fidare di te . Mantieni il controllo, fai sentire che qualsiasi cosa decidi di fare la state facendo insieme, fai capire che non ha bisogno di pensare a cosa fare perchè hai la sicurezza delle tue idee e vedrai che si sentirà al sicuro, coccolato e protetto e insieme vivrete un’esperienza incredibile.

  • IL VIAGGIO DEL RITRATTO FOTOGRAFICO

    Ingredienti segreti: tutto ciò che nessuno ti ha mai detto sul ritratto fotografico Il ritratto è un genere fotografico molto amato, esiste da prima della nascita della fotografia, molti nobili, papi e re infatti commissionavano agli artisti dell’epoca, un loro ritratto (dipinto), con la nascita della fotografia tutto è stato più semplice ed immediato e l’immediatezza che negli anni ha raggiunto la massima capacità tecnica, ha dato il via a numerose possibilità tecniche e realizzative ma in tantissimi ignorano il potenziale che ha questo atto. Ritratto fotografico di Samantha Giordano Come eseguire un ritratto fotografico Un ritratto si può fare in infiniti modi , in fin dei conti si tratta solamente di fotografare una persona che incontriamo. Pensiamoci bene: chiunque si sia approcciato almeno una volta al ritratto si è limitato a premere un pulsante, magari preoccupandosi che la persona davanti a noi sorridesse, fosse ben pettinata e con uno sfondo gradevole, che la luce fosse sufficiente ad illuminarle il volto correttamente e fine. Mi verrebbe da dire che è corretto, non c’è niente di sbagliato in tutto questo, è come avere in mano dei pomodori e fare semplicemente una pasta al pomodoro, è il piatto in assoluto più semplice ma tutti sappiamo che anche per fare una semplice pasta al pomodoro bisogna impegnarsi per farla bene, ci sono tante variabili che possono farla diventare buonissima o immangiabile. Già farla bene siamo a un livello che non è basico ma ti posso assicurare che con solo dei pomodori ho mangiato un piatto stellato, era un’insalata di pomodori fatta da 7 tipologie di pomodori differenti in varie consistenze. Capisci bene che siamo ad un altro livello. Bene nella fotografia di ritratto è esattamente la stessa cosa, le possibilità di fare una pasta al pomodoro fatta male, farne una buonissima o fare un piatto gourmet stellato sono tutte dentro ad un unico ingrediente, sta a te capire cosa vuoi fare e come sfruttare questo mezzo che è la macchina fotografica e ora ti spiegherò quello che ho imparato e messo in pratica negli anni e che continuo a far evolvere perchè la fotografia è un viaggio senza fine . La relazione con il nostro soggetto Quando ci troviamo di fronte una persona da fotografare dobbiamo capire che la sua estetica è solo la punta dell’iceberg , è solo ciò che appare in superficie ed è visibile all’occhio ma noi come esseri umani abbiamo la possibilità di vedere anche ciò che è sommerso e che ad un primo sguardo non è visibile. Personalmente prima di fotografare qualcuno mi piace parlarci, osservare il suo sguardo, come si muove, il tono della sua voce, se sorride, se si sente a suo agio o in imbarazzo, cerco di capire più cose possibili non tanto del suo carattere ma del suo approccio a quella che molto spesso è una novità: il farsi fotografare da un professionista . Dopodiché mi piace raccontare qualcosa di me in modo da trovarmi anch’io nella stessa sua posizione, è molto imbarazzante quando ci troviamo in una situazione di inferiorità e in questo caso il fotografo è "armato". Far capire alla persona che il suo disagio è normale ed è lo stesso che proviamo noi perchè in fin dei conti noi guardiamo il nostro soggetto ma lui guarda noi e chi in qualche modo deve fare la “performance” siamo noi. Inizia il viaggio Ma ora arriva la parte più succulenta, quella che stavi aspettando, inizia il servizio fotografico di ritratto! All’inizio ci si scalda un po’, come lo sportivo che inizia a correre senza partire subito all’attacco, è fondamentale per far scorrere le energie senza forzarle. Qui entriamo in una consapevolezza profonda, abbiamo a disposizione 2 cose preziosissime: lo spazio e il tempo . Lo spazio è l’ambiente dove abbiamo deciso di realizzare questo ritratto e il tempo è quello a disposizione, a volte lo scegliamo a volte ci viene imposto. Avere dei confini non è un limite , è necessario per non perdersi. Qui possiamo fare soltanto una cosa: prendere la persona per mano e lanciarsi in quel vuoto emotivo attraversando le situazioni più nascoste, quelle che non riusciamo a dire, quelle che ci fanno vibrare. Lo so cosa ti starai chiedendo: come faccio? Come faccio a portare qualcuno a lasciarsi andare? Devi essere disposto a farlo tu per primo, se vuoi ricevere devi prima dare , devi mettere sul piatto tutta la tua vulnerabilità e dimenticare la professionalità che ti ha fatto impostare la macchina fotografica correttamente, le luci, ecc. Devi essere disposto a metterti letteralmente in gioco e per farlo non puoi conoscere il finale , devi essere disposto a fare questo viaggio insieme all’altra persona con l’incertezza del risultato, di dove vi porterà e di come sarà. Se sarai disposto a fare tutto questo ti posso assicurare che l’altra persona sarà felice di seguirti, che il ritratto che realizzerai sarà intenso, diverso da tutti gli altri e comunicherà qualcosa che altrimenti non ci sarebbe stato, in poche parole avrete riempito questo spazio e questo tempo insieme con qualcosa di importante, avrete dato un senso grazie alla fotografia al vostro incontro . Conclusioni Ricordati sempre che il ritratto si fa in due , il fotografo deve semplicemente guidare ma non può restare a terra. Questo è tutto quello che serve per vivere il ritratto come un viaggio , per provare un’esperienza unica, per differenziarsi dalla maggior parte di fotografi che si limitano a fare una “buona pasta al pomodoro”. Guarda alcuni dei ritratti che ho scattato qui o nella mia pagina instagram . CONTATTAMI se vuoi prenotare un ritratto fotografico con me!

  • FOTOGRAFO LA MILANO FASHION WEEK

    Una giornata particolare durante la Milano Fashion Week Più che il diario di una giornata durante la Milano Fashion Week quella che sto per raccontarvi sembra più una sceneggiatura di un film, talmente tanti sono i colpi di scena repentini vissuti minuto per minuto. La settimana della moda a Milano è un evento importante che coinvolge tutta la città, infatti in tantissimi punti ci sono inaugurazioni, installazioni, eventi che rendono questo appuntamento coinvolgente per tutti, a parte per i milanesi che si trovano la città invasa e un traffico che non fa arrivare a sera proprio leggeri e rilassati. Colgo l’occasione dei miei tre giorni a Milano per organizzare una serie di appuntamenti di lavoro, shooting fotografici e incontri pertanto il mio programma diventa un “Tetris” tutto è incastrato al minuto, prendo il treno la mattina presto e il primo impegno era un servizio fotografico di ritratto, poi sarei andato alla sfilata per cui ero accreditato che era programmata per le ore 13. Un cambiamento di programma molto piacevole Mentre sono in treno, apro Instagram e scorrendo le storie vedo che una nota conduttrice tv ed ex Miss Italia che tanto avrei voluto fotografare e di cui non farò assolutamente il nome ( Cristina Chiabotto ) sta andando a Milano per la Fashion Week. Che fortuna penso io, magari la incontro in stazione, per strada o in qualche evento ma Milano non è esattamente un piccolo paese, quante probabilità c’erano che succedesse? Così le scrivo, presentandomi come fotografo professionista accreditato alla Milano FashiponWeek , inutile dire che la speranza di ricevere una risposta era la stessa di quando si gioca un terno al lotto. Non per pregiudizio o per sfiducia in me ma semplicemente perchè so che alcune persone ricevono migliaia di messaggi giornalmente e non hanno il tempo materiale per rispondere o banalmente tanti messaggi si perdono in mezzo ai tanti. Passano credo due minuti di numero e mi risponde, con una gentilezza incredibile, ringraziandomi di averla contattata e che sarebbe stata molto contenta di farsi fotografare da me, le chiedo come possiamo fare e mi da appuntamento al luogo dove si sarebbe tenuta la sfilata alla quale avrebbe partecipato. La zona non la conoscevo ma era abbastanza centrale, la sfilata era alle 11:30, avevo poco tempo per arrivarci ma dovevo assolutamente riuscirci. Sposto il servizio fotografico che avrei dovuto fare al pomeriggio, fortunatamente la persona che doveva essere fotografata ha capito il mio improvviso cambio di programma e non si è risentita. SS24 Annakiki Milano Fashion Week Il mio incontro con Cristina Chiabotto Con me avevo la valigia, l’attrezzatura fotografica e lo stativo col diffusore per il flash, non potevo andarmene in giro con tutta quella roba per cui penso di utilizzare un deposito bagagli in stazione, idea geniale…arrivo li davanti e c’era una coda di persone che non si vede nemmeno davanti al campanile di San Marco durante il ponte del 25 Aprile. Non posso aspettare, ero già in ritardo, vado con tutto quello che avevo con me, prendo un tram, inizia a piovere, arrivo trafelato davanti all’ingresso e un mucchio di fotografi sono fuori in attesa di fotografare influencer e modelle che avrebbero assistito alla sfilata, mi faccio spazio e “parcheggio” la valigia in mezzo alla gente tenendola sempre d’occhio. Entrano tutti…tutti tranne Cristina. Non può essere penso, sarebbe dovuta arrivare per ultima, capisco che la sfilata durerà solo 15 minuti per cui attendo continuando a guardare l’orologio e la valigia. Finisce la sfilata e iniziano ad uscire tutte le persone che avevo visto entrare, tutte… ma non lei. Alla fine quasi per ultima, altissima, bellissima in un vestito chiaro esce Cristina, cerco di farmi vedere e lei mi saluta agitando la mano e regalandomi il suo miglior sorriso, non mi sembrava vero, ci salutiamo come se ci conoscessimo da anni, le faccio le foto che tanto volevo farle e sono felicissimo ma non faccio nemmeno a tempo a godermi questa felicità che mi rendo conto dell’orario, sono in ritardassimo : devo andare alla sfilata ! Cristina Chiabotto alla sfilata di Philosophy - Ph. Gianluca Minchillo La sfilata di moda Guardo come arrivarci e scopro che era dall’altra parte di Milano, l’unico mezzo che arrivava era un bus, lo prendo ma ovviamente il viaggio era della speranza, pieno di gente e a 5 km/h dato il traffico, penso che non sarei mai arrivato in tempo ma era andato tutto così bene finora che nulla sarebbe potuto andare storto, per cui anche se ero in ritardo penso che tutto sarebbe andato come volevo. Arrivo finalmente sul posto e mi ritrovo in un ambiente enorme, industriale, buio, con luci e musica psichedelica, fortunatamente la sfilata era in forte ritardo e dentro di me penso che ancora una volta l’universo non mi aveva voltato le spalle. Inizia la sfilata, fotografo tutti i passaggi e rimango colpito dalla ritualità della sfilata di moda. C’è un rigore, un’attenzione per i dettagli, in 15 minuti si liberano idee e lavoro di tante persone di mesi, un po’ come quando si gonfiano i palloncini per un pomeriggio intero e poi quando sono tutti insieme si liberano nell’aria. In un istante vola via tanto lavoro e fatica ma…ne è valsa la pena . Conclusioni Bene, ora devo solo correre a fare il check-in in appartamento e fare il servizio fotografico che avevo posticipato. Inutile dire che arrivo a casa di questa persona un po’ provato ma appena prendo la macchina fotografica in mano tutta quella stanchezza non c’era più. Sarà l’entusiasmo, l’adrenalina, il piacere di fare quello che faccio ma la fotografia ha un potere enorme tra i tantissimi che ha: non mi fa sentire la fatica e mi regala l’idea che posso davvero fare qualsiasi cosa ed arrivare dove voglio, in fondo basta solo volerlo ma volerlo davvero ! Stai cercando un fotografo professionista durante la Milano Fashion Week? Che tu sia un brand, una stylist, un designer  e stai cercando un fotografo professionista  durante la Milano Fashion Week che lavora con da molti anni in questo settore e ha fotografato grandi eventi internazionali, contattami  senza impegno per presentarmi il tuo progetto e raccontarmi le tue esigenze, sarò felice di confezionare per te la mia offerta migliore. Ti invito anche a visitare la pagina dedicata ai miei lavori durante la Milano Fashion Week , cliccando qui !

  • LA COSTRUZIONE DI…UN PERCORSO FOTOGRAFICO

    Articolo riservato esclusivamente alle persone ambiziose Quanto mi piace dare dei titoli dove non si capisce minimamente l’argomento che tratterò, “La costruzione di un amore” cantava Ivano Fossati e in effetti l’ispirazione è nata in parte da questo titolo, la costruzione di una carriera avrei potuto chiamarlo ma anche la costruzione di un percorso fotografico …finite voi il titolo a piacere. La cosa importante è mettere l’accento sul fatto che nulla accade per caso e le occasioni d’oro nella vita richiedono una condizione fondamentale: devono trovarti pronto/a . Pubblicazione su PHOTOVOGUE Diventa un fotografo professionista Chiunque inizi un percorso lavorativo, specie con la fotografia si accorge che ciò che è visibile è una piccolissima parte, come la punta di un iceberg. Nessuno vede cosa è successo prima, ciò che è sommerso, tutti vedono soltanto il risultato. In questo la fotografia è un parallelismo formidabile: un’immagine vista da tutti è il risultato finale di un pensiero, di uno shooting fotografico più o meno organizzato, che molto probabilmente ha coinvolto numerose persone, di luci puntate secondo un’attenta analisi, una selezione e molte ore di post produzione. La foto finita non racconta tutto questo e nessuno conosce tutta la parte “sommersa”. Toni Thorimbert parlando di fotografia di moda una volta disse che quando vedi una foto che sembra spontanea, dove tutti i soggetti sono naturali e il messaggio che passa è che sia stata fatta quasi casualmente, hanno veramente sudato ore. Questo è esattamente ciò che accade dietro al lavoro dei professionisti, i più affermati sono arrivati così in alto sapete perchè? Perchè hanno collezionato un’infinità di delusioni, illusioni e progetti non andati a buon fine ma non si sono abbattuti. Chi invece si è arreso a qualche no o peggio ancora ha avuto paura di rischiare per non riceverlo naturalmente non può conoscere tutto quello che sta dietro al successo, grande o piccolo che sia di chi ha raggiunto i propri obiettivi. Costruisci il tuo percorso fotografico Mi piace tanto che la parola “ obiettivo ” abbia un duplice significato, riguardi così tanto la fotografia nel primo e nel mio caso, come nella storia di altre persone, nel secondo la riguardi ancor di più. Come si costruisce una carriera da fotografo? Parlo di costruzione perchè non può essere casuale, le cose non possono accadere per fortuna o sfortuna. Esiste solo ciò per cui si lavora seriamente. Anzitutto bisogna appunto porsi degli obiettivi, in termini di lavori, esperienze e qualità da raggiungere. Invito ovviamente tutti ad essere ambiziosi e se pensi di puntare troppo in alto, chiudi gli occhi, fai un respiro profondo e alza immediatamente quell’obiettivo, perchè sicuramente state volando ancora troppo bassi per le potenzialità che avete. Dopodiché credici, credici come se quella cosa fosse già sicura ed inizia a pensare a tutto ciò che puoi fare per ottenerla. Spesso i sogni rimangono tali perchè ci si concentra solo sul “finale” ignorando tutti i passaggi necessari che lo precedono e che immediatamente danno l’idea che affrontando tutto un passo alla volta non sia così irraggiungibile. Inizia a pianificare il primo passo, il secondo e così via, datti degli step intermedi che saranno necessari per raggiungere il tuo scopo. Non aver bisogno di raccontarlo a qualcuno per farti dire che ci riuscirai, potrebbero anche dirti che non ce la farai mai, quello che pensano gli altri vale zero, conta solo cosa pensi tu, quanto vuoi davvero quella cosa e il risultato che cascasse il mondo otterrai. La motivazione è un’energia incredibile e dobbiamo sfruttarla come un vento che soffia a favore. Ma ora veniamo a un punto importantissimo: se qualcosa non va come previsto? Se lavoriamo tanto ad una cosa e poi sfuma? Conclusioni Credetemi, di definitivo nella vita lo sappiamo: esiste solo la morte (almeno così dicono). Se qualcosa non va come sperato non dobbiamo viverla come una sconfitta ma come una benedizione, probabilmente non eravamo pronti. Tante cose che volevo fare non sono riuscito a farle quando volevo ma sono venute a bussare alla mia porta anni dopo, quando ero migliorato, più consapevole e quando probabilmente era arrivato il momento giusto, il momento in cui ero pronto. Se ci pensi non c’è niente di peggio che sprecare un’occasione, fallire un’impresa, aver avuto una possibilità e non essere stati all’altezza. E’ fondamentale affrontare una delusione come un’opportunità per prepararsi al meglio e riprovarci. Ricorda che nella vita non hanno successo le persone che non hanno ricevuto delusioni o dei “no” ma chi ha saputo sfruttarli per migliorarsi riprovandoci senza mai arrendersi .

  • FOTOGRAFIA D’ARTE E RITRATTO D’ARTISTA

    Quando arte e fotografia si uniscono Una delle tappe importanti della mia carriera fotografica e del mio percorso umano, che quasi sempre si intrecciano diventando una cosa sola, è stata lavorare con gli artisti. Mi è capitato varie volte, grazie al Caffè Florian di Venezia, che da tanti anni organizza delle esposizioni di opere d’arte in occasione della Biennale d’Arte o della Venice Glass Week . Una di queste mi ha portato a conoscere e lavorare con Davide Salvadore , maestro vetraio, muranese doc, di una straordinaria bravura e persona davvero molto interessante. Voglio raccontare il nostro incontro ma prima voglio dirti perchè è importante lavorare almeno una volta nella vita con gli artisti. Ricordo che anche Toni Thorimbert in varie interviste ha raccontato di quanto fosse stato importante lavorare con artisti come Mimmo Paladino , Mario Schifano e tantissimi altri nomi. Perchè è importante lavorare con gli artisti Perchè sono imprevedibili, perchè devi essere pronto/a a fronteggiare qualsiasi situazione non prevista e perchè a mio avviso ti trasmettono molto. Credo di aver imparato e appreso molto più da loro in poche ore che con tante altre persone in molto più tempo. E poi perchè gli artisti sono spesso puri, ingenui e con un fuoco dentro che li rende vulnerabili e nonostante possano sembrare sicuri e navigati, in fondo si sentono al sicuro quando trovano in un professionista sicurezza e protezione. Saperli tranquillizzare mostrandoti sicuro di quello che stai facendo significa entrare in una porcina che aprono per poche persone . Il mio incontro con Davide Salvadore Era fine giugno e insieme al direttore artistico e alla responsabile marketing del Caffè Florian, sono andato a Murano a conoscere Davide, nella sua fornace, dovevamo accordarci per tutto il lavoro da fare e organizzare al meglio tutta la fase operativa, fu molto interessante entrare nel suo spazio di lavoro e vederlo all’opera, ero stato preparato sul fatto che avesse un carattere forte, spigoloso e molto diretto ma a me piacciono le persone così: vere e sincere e che non si intimoriscono di fronte a nessuno. Non so se da subito si fosse creato un certo feeling, anzi direi di no e avevo capito che sarebbe stato un lavoro decisamente impegnativo: avrei dovuto fotografare le sue bellissime e delicatissime opere ambientate al Caffè Florian di Venezia e conoscendo bene gli ambienti so che montare luci, flash è quasi impossibile dati gli spazi ridotti e la continua affluenza di persone ma era un periodo in cui ero preso bene, pertanto nulla mi spaventava. Il giorno del servizio fotografico Era ormai arrivato luglio, credo fosse uno dei giorni più caldi dell’estate e naturalmente al Florian non c’è l’aria condizionata, arriva Davide con i suoi collaboratori insieme alle opere in vetro che avrei dovuto fotografare, alcune veramente grandi. Inizio dalla prima e Davide appena mi vede con solo la macchina fotografica ed il treppiede mi chiede dove fossero le luci, io rispondo che non avevo luci e che avrei fatto tutto sfruttando la luce naturale, lui mi guarda malissimo, preoccupato e con pochissima fiducia dicendomi solo:”Auguri”. Forse l’ho già detto ma nei momenti di tensione e dove le cose si fanno difficili tiro fuori il meglio di me, pertanto non mi sposto di un millimetro, anche perchè non avevo alternative, così faccio posizionare la prima opera sopra ad un tavolino davanti a uno specchio molto bello presente nella Sala delle Stagioni del Caffè Florian, uso la luce morbida che entrava dalle vetrate e giro l’opera in modo tale che venisse illuminata lateralmente ma prendesse anche un po’ di luce da dietro, enfatizzando la trasparenza opaca del vetro e tutti gli intarsi presenti. Faccio il primo scatto e invito Davide a vederla: mi guarda incredulo e meravigliato, quella foto è stata il mio lasciapassare . Ho fatto tutta la giornata di foto senza che Davide si preoccupasse minimamente delle foto, ormai si fidava, avevo conquistato la sua fiducia e probabilmente in quel momento si è sentito al sicuro . Opera Davide Salvadore al Florian Fotografia d’arte e ritratto d’artista Non finisce qui, dovevamo trovare una foto per la copertina del catalogo, avrei potuto inserire una delle tante bellissime opere e sarebbe stata una bellissima copertina ma quel giorno fu talmente bello, c’era un’energia positiva talmente forte che il Direttore Artistico Stefano Stipitivich ebbe l’idea geniale di fargli prendere un vaso con le punte e metterglielo in testa, come fosse un diavolo, era un’immagine che evidentemente associava a Davide, resistette pochissimi secondi dato il peso del vaso ma furono sufficienti per farne un ritratto che poi curai come non mai nella post produzione, dai colori alle luci. Eravamo tutti d’accordo che quella sarebbe stata la copertina del catalogo . Ritratto di Davide Salvadore Conclusioni A settembre finalmente arrivò l’inaugurazione con il tradizionale party, la cornice di Piazza San Marco è splendida e a settembre regala delle suggestioni uniche. Era andato tutto bene, certo tutti gli ospiti non potevano conoscere tutti questi retroscena ed è un peccato perchè da spettatore è sempre la parte che più mi incuriosisce. La serata fu davvero bella e ad un certo punto presi un catalogo per farmelo firmare da Davide, cosa che non credo di aver mai fatto e lui mi guardò serio ma con gli occhi che sorridevano e mi scrisse questo: “ A Gianluca che mi ha stupito ”. Ancora oggi quando ci penso provo un brivido di emozione e felicità, non tanto per il complimento in se o per aver portato a termine il mio lavoro nel migliore dei modi ma per aver confezionato al meglio il lavoro di una vita di un artista vero quale è Davide Salvadore . Quindi cari fotografi, vi consiglio vivamente di immergervi nella fotografia d'arte e realizzare un ritratto ad un artista. Catalogo Davide Salvadore

  • LA POST PRODUZIONE

    Quanto conta la post produzione in fotografia? Siamo arrivati all’articolo spinoso, controverso, tecnico ma allo stesso tempo ideologico, insomma uno dei temi più difficili da affrontare: la post produzione. Se ne sentono di tutti i colori, viviamo nell’epoca dove la tecnologia sta superando in curva l’essere umano e sembra proprio che tra pochissimo non ci sarà più bisogno della maggior parte di noi per fare cose dove fino a ieri eravamo strettamente necessari. C’è chi ne parla malissimo e vede un futuro arido, privo di sentimenti e sentimentalismi, chi invece trova inarrestabile questo processo di cambiamento e ogni giorno sfrutta le costanti novità che la tecnologia ci regala. Ma in fotografia quanto conta la post produzione? E come andrebbe usata nel modo corretto? Chiaramente quello che ti voglio raccontare è il mio modo di vedere le cose, da professionista che nel corso di 10 anni ha visto dei cambiamenti enormi nel lavoro quotidiano. Model Michelle Zanatta - Ph Gianluca Minchillo - Mua Ilaria Arcaroli L’evoluzione tecnologica nella post produzione fotografica Già il digitale fu una rivoluzione fotografica, tanti ancora oggi sostengono che la vera fotografia si faccia solo ed esclusivamente a pellicola, c’è chi invece ha trovato il suo stile grazie al digitale, liberando delle risorse creative pressoché infinite. Molti sostengono che la fotografia abbia diritto di chiamarsi così soltanto quando la tecnica viene rispettata e quindi esposizione, inquadratura, messa a fuoco, scelta della focale, ecc, altri invece pensano che quella sia solo la base di partenza dell’immagine che poi deve necessariamente essere elaborata. Vorrei stimolarti ora ad avere un tuo pensiero prima di svelarti il mio, prima però per dovere di cronaca ti devo informare che anche a pellicola esisteva la post produzione . Sconvolgente vero? Eppure è così, quando i provini venivano esaminati si potevano correggere delle cose, aggiustare l’esposizione e perfino i colori, naturalmente con dei procedimenti meccanici e non digitali ma si faceva abitualmente nella fotografia professionale. Quindi in un certo senso la post produzione esiste da sempre. Ora le cose sono cambiate e tutto è diventato più facile e accessibile, oggi è possibile fare cose con pochi click che solo qualche anno fa impegnava ore se non giornate intere e a mio modo di vedere è una grandissima comodità, che si traduce nel perdere molto meno tempo, poter offrire prezzi ai clienti più bassi e poter acquisire più lavori. Si perchè ragionando da professionista bisogna fare sempre un’equazione: tempo = danaro . La post produzione come tratto distintivo Ci sono moltissimi fotografi che hanno fatto della post produzione un elemento distintivo, penso ad Annie Leibovitz che ha evoluto la sua fotografia grazie alla post produzione, facendo diventare i suoi ritratti delle opere d’arte dal sapore pittorico e cinematografico. Credo che la post produzione sia un elemento fondamentale del processo fotografico e che una fotografia non si possa ritenere finita quando si preme il tasto di scatto, è un po’ come a pellicola, l’immagine era finita una volta stampata. Ora col digitale abbiamo la possibilità di poter fare molti più scatti ma questo non significa fare molte più fotografie , significa soltanto avere più possibilità creative e maggior margine d’errore ma la fotografia diventa tale una volta selezionata e post prodotta, non pretendo il passaggio finale della stampa perchè per molti utilizzi oggi è destinata alla fruizione digitale. La post produzione credo sia come un make up o un vestito in una persona. Farò l’esempio al femminile: una donna può essere bellissima ma con un trucco giusto per lei, un’acconciatura dei capelli impeccabile e un vestito che esalta la sua femminilità lascerà davvero senza parole, se dovesse essere invece vestita male, per niente truccata e spettinata noi tutti penseremmo che è un vero peccato, che quella donna è bellissima ma non viene valorizzata. La post produzione è esattamente questo: è vestire una fotografia, truccarla per esaltarne la sua bellezza. Avrai capito che tutto questo non ha nulla a che vedere con l’a.i. che crea immagini che non esistono, quella non è fotografia, è creare immagini in modo artificiale e probabilmente sarà il futuro per molte cose commerciali ma è un’altra cosa. Conclusioni Nella storia dell’arte si è sempre utilizzata la miglior tecnologia del momento e per come la vedo io quello che conta è il risultato. Il problema di questa ondata tecnologica che sta travolgendo le nostre vite è che la facilità di utilizzo ha sostituito la sapienza, pertanto pensiamo sia tutto negativo ma la realtà è che non ci si può improvvisare a fare qualcosa solo perchè un computer o un’app la fa al posto nostro. La bellezza non si trova e non si crea a caso, è un processo lungo di studio, prove e conoscenza . Qualsiasi grande musicista della storia oggi avrebbe composto la sua musica ugualmente, magari con tecnologie diverse ma chi oggi pensa di saperlo fare con delle scorciatoie 100 anni fa non avrebbe fatto lo stesso mestiere. GUARDA LE MIE FOTOGRAFIE PUBBLICITARIE CONTATTAMI PER RICHIESTE E PREVENTIVI DI BOOK FOTOGRAFICI E SERVIZI FOTOGRAFICI COMMERCIALI

  • HO FATTO UN RITRATTO FOTOGRAFICO AD ANDREA CASTRIGNANO

    Racconto di una bellissima sessione di ritratto fotografico con Andrea Castrignano Ormai mi conoscete e più volte vi ho raccontato che prima di fare il fotografo facevo il designer, per 10 anni ho fatto questo mestiere e proprio durante i miei primi anni di lavoro ci fu l’esplosione televisiva di Real Time , fu una rivoluzione nel modo di fare televisione, ricordo che amici e parenti guardavano solo quel canale televisivo. Era la novità, intratteneva in modo leggero e soprattutto nuovo. Una delle trasmissioni di maggior successo era “ Vendo Casa Disperatamente ”, con Paola Marella e Andrea Castrignano , interior designer che dopo quel successo continuò a far televisione con altre trasmissioni portando il design e l’interior design alla portata di tutti . Parliamo di design Essendo nato e cresciuto nel mondo del design posso dirvi che è un mondo estremamente chiuso e di nicchia. La maggior parte delle persone non conoscono nemmeno i designer più quotati anche se probabilmente hanno visto i loro oggetti centinaia di volte. Andrea Castrignano ha portato l’interesse di molti verso il design fornendo tantissime ispirazioni sia in termini di oggetti che di ristrutturazioni immobiliari. Agli esordi della trasmissione su Real Time lavoravo in uno studio di progettazione e spesso ci ispiravamo a lui, proponendo colori e materiali che avevamo visto presentati da Andrea. Inutile dirvi quanto sia un estimatore da tantissimi anni. Veniamo ai giorni nostri Chiudiamo la parte storica, che ricordo sempre con tenerezza, non posso dire di sentirne la mancanza ma è stata una parte importante della mia vita e rievocare quei periodi mi fa tornare alla mente persone, idee, angosce, momenti che grazie al passaporto del tempo diventano tutti molto più chiari e meno burrascosi. Un giorno scrivo una mail ad Andrea Castrignano per presentarmi e presentare il mio lavoro di fotografo professionista ritrattista, durante la stessa mattinata mi risponde una sua collaboratrice chiedendomi la disponibilità per fissare un incontro nello studio di Andrea a Milano. Chiaramente sono felicissimo e accetto con molto piacere, ci conosciamo ed è stato tutto molto piacevole, Andrea è una bellissima persona, solare, sorridente e molto gentile, esattamente come appare in televisione e poi arriva la notizia che mi ha riempito di gioia: Andrea Castrignano vuole farsi fare un ritratto fotografico da me ! Potrà sembrarvi sciocco ma quando sono uscito dal suo studio sentivo di aver pareggiato i conti con la mia vita precedente di designer, mi è sembrato di chiudere un cerchio . Non posso dire di aver odiato il mondo del design ma sono arrivato a non volergli molto bene e in quel momento dentro di me ho pensato: quante belle cose mi sarei perso se avessi avuto successo come designer. Il giorno del servizio fotografico Finalmente arriva il giorno fissato per lo shooting, parto presto da casa con tutta la mia attrezzatura che avevo preparato meticolosamente il giorno prima, arrivo a Milano e raggiungo il suo studio. Sono emozionato ma la gioia batteva l'emozione 3 a 0. Non so spiegarlo a parole ma ero sicuro che sarebbe andato tutto bene e così è stato. Anche col team di Andrea ho lavorato molto bene, il suo videomaker ha ripreso con dei brevi video tutta la sessione fotografica (piccolo spoiler). Ora giustamente vi aspettate che racconti tutto quello che è successo durante il servizio fotografico ma non lo farò, sul profilo Instagram ufficiale di Andrea Castrignano potete trovare un reel che racconta brevemente il backstage dello shooting e credo che a volte sia più interessante vedere alcune cose piuttosto che leggerle. Qui inoltre potete vedere alcuni ritratti di Andrea che ho scattato. Se anche tu vuoi un servizio fotografico come quello realizzato ad Andrea, contattami qui per email o vai nella sezione contatti del mio sito . Conclusioni Conoscere Andrea Castrignano è stato un grande piacere per me, lavorare con lui altrettanto e spero ci possano essere molte altre occasioni per collaborare insieme. Il servizio fotografico che abbiamo fatto mi ha soddisfatto pienamente e le foto sono piaciute molto anche a lui. Quando facevo il designer vedere un oggetto disegnato da me nei negozi e nelle fiere, sapere che sarebbe entrato nelle case di altre persone mi dava piacere ma erano pur sempre degli oggetti, non avevano anima , vedere una mia fotografia pubblicata da qualche parte, vedere l’emozione o altri sentimenti negli occhi della persona che stava davanti a me e alla mia macchina fotografica è tutta un’altra cosa .

  • L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN FOTOGRAFIA È DAVVERO COSÌ INTELLIGENTE?

    Come l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo della fotografia professionale Come sempre il mondo si sta dividendo in due: chi sostiene che l’ intelligenza artificiale rovinerà le nostre vite e chi invece sostiene che sia l’invenzione del secolo. Ho deciso di scrivere questo articolo dopo un’intera settimana trascorsa a vedere su Instagram foto pubblicate da chiunque che sembravano appena sfornate da un servizio fotografico professionale. Alcune sembravano proprio reali, altre meno ma il risultato era comunque sorprendente. Da fotografo professionista il primo pensiero è stato: quindi da qui a poco non servirò più? Nessuno avrà più bisogno di me, di tutto ciò che ho imparato lavorando negli anni e di tutta la mia attrezzatura costosa che mi sono costruito un pezzo alla volta. Ci ho pensato su e alla fine la risposta è stata no! Anzi ti dirò di più, sarò grato all’intelligenza artificiale per creare un bisogno ancora maggiore di fotografi professionisti come me e ora vado a spiegarti perchè, ma te lo dirò soltanto alla fine. Cosa può fare e cosa farà l’intelligenza artificiale in fotografia Abbiamo visto credo più o meno tutti che è già possibile con un semplice utilizzo di un’app ottenere delle immagini di noi stessi ambientate dove vogliamo, con un nuovo taglio di capelli o con un vestito diverso. Sicuramente se oggi è ancora in parte distinguibile da un’immagine reale, in futuro sarà quasi impossibile capirne la differenza e questa cosa sta già allarmando moltissime persone. Il primo settore che mi viene in mente è la moda, da sempre si investono i budget più alti in campo pubblicitario per l’alta moda, certo gli anni 80 e 90 hanno visto il boom per poi scendere vertiginosamente e oggi i budget destinati alle campagne pubblicitarie non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli di 30/40 anni fa. Tuttavia rimane un settore dove ancora le case di moda investono in agenzie pubblicitarie, modelle, fotografi, art director e stylist. Cosa accadrà quando una sola persona davanti a un computer creerà delle immagini pubblicitarie accattivanti, facilmente modificabili e indistinguibili da un servizio fotografico professionale? Già le vedo tutte queste persone a spasso, a ricordare i bei tempi in cui la loro professionalità veniva ancora valorizzata. Perchè l’intelligenza artificiale può sostituire la fotografia pubblicitaria La fotografia pubblicitaria è un genere fotografico molto tecnico, che si tratti di una foto di moda, di un prodotto, di una location o di un servizio, chiunque ci lavori mette a disposizione del cliente tutta la sua sapienza e professionalità e il risultato deve essere perfetto , senza nessuna sbavatura o scivolone di comunicazione. Hai capito cos’ho appena detto? Riflettici un momento, secondo te tutto questo non potrebbe essere fatto studiato nei minimi dettagli e poi realizzato artificialmente da un software? Io dico di si e sicuramente farebbe risparmiare parecchi soldi alle aziende dando loro una possibilità di azione praticamente infinita. Mettiamocela via, non sarà oggi, non sarà domani ma l’intelligenza artificiale sostituirà totalmente la fotografia pubblicitaria e piangere pensando ai bei tempi, quando si lavorava diversamente non ha alcun senso. Nessuno oggi rimpiange le carrozze trainate dai cavalli, eppure credo che gli artigiani dei primi del Novecento non fossero stati felici quando iniziarono a circolare le prime automobili. Book fotografico dell'attrice Sara Gedeone realizzato a Treviso - Ph. Gianluca Minchillo Perchè penso di trarre beneficio dall’intelligenza artificiale come fotografo professionista Ora arriviamo finalmente al perchè credo non si debba temere ma anzi trarre vantaggio dall'intelligenza artificiale, ti ho tenuto sufficientemente sulle spine. Penso che tantissimi fotografi che lavorano in settori molto tecnici della fotografia scompariranno , un po’ come gli artigiani che fino a 20 anni fa avevano la classica bottega dove sviluppavano i rullini delle vacanze degli italiani, ne conosci ancora oggi? Se c’è qualche superstite dimmelo ti prego. Ma proprio perchè scompariranno, quei “pochi” che rimarranno saranno molto richiesti e se rimarranno significa che quello che offrono non può essere sostituito con l’A.I. Quando ho cominciato a fare il fotografo l’ho fatto per vivere e far vivere delle emozioni , delle esperienze, qualcosa che va molto oltre la fotografia, alla fine la fotografia è solo il pretesto, la miccia in grado di far esplodere il fuoco , ma alla fine ciò che rimane non è un’immagine: è quello che racconta , è il ricordo del tempo vissuto insieme e questa cosa, mi dispiace per i vari ingegneri futuristi, ma non verrà mai sostituita da un’app. Conclusioni Qui sopra puoi vedere alcune foto tratte da una sessione di ritratto fotografico con la bravissima attrice Sara Gedeone che l'estate scorsa si trovava in tournè teatrale a Treviso. Sara con me ha riso, si è divertita, si è emozionata, ha pianto e poi ha riso ancora. Il nostro incontro è stato un tornado di emozioni , secondo te tutto questo può essere sostituito dall'intelligenza artificiale? Ti ho svelato il perchè non sono assolutamente spaventato dell’avvento dell’intelligenza artificiale e di come stia impattando nel mondo della fotografia professionale ma c’è ancora una cosa che voglio dirti ed è il perchè l’A.I. può e potrà sempre di più sostituire alcuni generi fotografici ma altri no. Ti ho parlato di fotografia pubblicitaria, di fotografia di moda, di still life, tutti generi che racchiudono un comune denominatore: la tecnica nell’esaltare l’estetica di un prodotto. Di un prodotto appunto che non ha anima. Io fotografo le persone, le loro emozioni, i turbamenti, le paure, le insicurezze, le gioie, le soddisfazioni, i dolori, le lacrime e i sorrisi…e in un mondo sempre più governato dall’intelligenza artificiale, ce ne sarà sempre più bisogno .

  • COME CREARE UN PORTFOLIO FOTOGRAFICO

    Da dove iniziare per creare un portfolio fotografico Che tu sia un fotografo alle prime armi, un fotoamatore o un giovane professionista, arriverai sicuramente al punto dolente in cui capisci che devi iniziare a creare il tuo portfolio fotografico . Sembra incredibile come nonostante ormai si sia diventati adulti, la sindrome da foglio bianco continui a presentarsi proprio come quando a scuola si cominciava il tema di italiano. Creare un portfolio fotografico non significa raccogliere una serie di fotografie che abbiamo scattato nel tempo, significa darci un’identità con quelle fotografie, raccontare chi siamo , cosa realmente ci interessa e perchè ma soprattutto porci una domanda: con le nostre fotografie, cosa possiamo fare per gli altri affinché quello che interessa a noi possa essere utile anche a chi le vedrà ? Gli errori più comuni nella creazione di un portfolio Spesso le persone raccolgono le fotografie scattate nel tempo e le scelgono in base al proprio gusto, a delle preferenze puramente estetiche ma spesso vedo immagini che non dicono niente, soprattutto messe insieme tra loro. Non tanto perchè non siano belle, ma perchè non raccontano realmente chi le ha scattate, trappola che viviamo tutti oggi sta nel fare un numero spropositato di fotografie, dovremmo sempre chiederci prima di scattare: perchè la sto facend? Cosa voglio raccontare? La sto facendo solo per me o perchè posso raccontare qualcosa grazie a quel fotogramma? Posso garantirti che le persone sono molto ma molto più interessanti delle fotografie che scattano , però la maggior parte non si rende conto che la cosa più bella che possono dare agli altri è proprio ciò che li distingue, che li rende diversi, questa cosa fa paura, lo so, ma appena si vince questo blocco, posso assicurarti che le fotografie che farai avranno tutta un’altra forza comunicativa. Maylin Aguirre a Venezia - Ph. Gianluca Minchillo Farsi vedere non significa mettersi in mostra Proprio ieri sera ho incontrato una persona che mi ha fatto vedere le sue fotografie, ha la passione per la fotografia da quando era bambina, voleva sapere la mia opinione. Me ne ha fatte vedere diverse, diversissime tra loro, la maggior parte banali e inutili e sai perchè? Perchè non c’era lei dentro a quelle foto, le ha scattate probabilmente perchè la circostanza abituale portava a scattarle. Poi mi ha mostrato alcune foto che erano completamente diverse dove non solo fotografava il mondo della danza (che ha ammesso essere la sua vera passione) ma lo ha fatto dando un movimento e un mosso voluto che rappresentavano totalmente il suo caos interiore. Quelle foto erano bellissime, interessanti, piene di significato, di personalità e di energia. Le ho detto che doveva mettere tutto quello in tutto il resto, perchè ogni situazione può essere vissuta e personalizzata col proprio filtro. Bisogna però scoprirsi, lasciare a chi guarda la possibilità di vederci anche in profondità e questa cosa spaventa . Ci vuole coraggio, come in tutto, ma ne vale la pena. Conclusioni Quindi per realizzare un portfolio cosa serve? Avere il coraggio di fotografare quello che realmente siamo, ci emoziona e ci interessa . Avere la consapevolezza che più riusciamo a fare questo e più diventa interessante per gli altri vederle perchè non starà vedendo soltanto una fotografia, starà vedendo un pezzo di noi e più sarà diverso e distante da chi le guarda e più ne sarà incuriosito/a, perchè è proprio ciò che non conosciamo ad attrarci : i cani abbaiano alla luna perchè non sanno cosa sia. Dare la possibilità agli altri di vederci per davvero è un atto di generosità e quello che rischiano di scoprire potrebbe essere meraviglioso . Se stai creando il tuo portfolio e vuoi confrontarti con me scrivimi !

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