top of page

Risultati di ricerca

45 risultati trovati con una ricerca vuota

  • HO FATTO UN RITRATTO FOTOGRAFICO AD ANDREA CASTRIGNANO

    Racconto di una bellissima sessione di ritratto fotografico con Andrea Castrignano Ormai mi conoscete e più volte vi ho raccontato che prima di fare il fotografo facevo il designer, per 10 anni ho fatto questo mestiere e proprio durante i miei primi anni di lavoro ci fu l’esplosione televisiva di Real Time , fu una rivoluzione nel modo di fare televisione, ricordo che amici e parenti guardavano solo quel canale televisivo. Era la novità, intratteneva in modo leggero e soprattutto nuovo. Una delle trasmissioni di maggior successo era “ Vendo Casa Disperatamente ”, con Paola Marella e Andrea Castrignano , interior designer che dopo quel successo continuò a far televisione con altre trasmissioni portando il design e l’interior design alla portata di tutti . Parliamo di design Essendo nato e cresciuto nel mondo del design posso dirvi che è un mondo estremamente chiuso e di nicchia. La maggior parte delle persone non conoscono nemmeno i designer più quotati anche se probabilmente hanno visto i loro oggetti centinaia di volte. Andrea Castrignano ha portato l’interesse di molti verso il design fornendo tantissime ispirazioni sia in termini di oggetti che di ristrutturazioni immobiliari. Agli esordi della trasmissione su Real Time lavoravo in uno studio di progettazione e spesso ci ispiravamo a lui, proponendo colori e materiali che avevamo visto presentati da Andrea. Inutile dirvi quanto sia un estimatore da tantissimi anni. Veniamo ai giorni nostri Chiudiamo la parte storica, che ricordo sempre con tenerezza, non posso dire di sentirne la mancanza ma è stata una parte importante della mia vita e rievocare quei periodi mi fa tornare alla mente persone, idee, angosce, momenti che grazie al passaporto del tempo diventano tutti molto più chiari e meno burrascosi. Un giorno scrivo una mail ad Andrea Castrignano per presentarmi e presentare il mio lavoro di fotografo professionista ritrattista, durante la stessa mattinata mi risponde una sua collaboratrice chiedendomi la disponibilità per fissare un incontro nello studio di Andrea a Milano. Chiaramente sono felicissimo e accetto con molto piacere, ci conosciamo ed è stato tutto molto piacevole, Andrea è una bellissima persona, solare, sorridente e molto gentile, esattamente come appare in televisione e poi arriva la notizia che mi ha riempito di gioia: Andrea Castrignano vuole farsi fare un ritratto fotografico da me ! Potrà sembrarvi sciocco ma quando sono uscito dal suo studio sentivo di aver pareggiato i conti con la mia vita precedente di designer, mi è sembrato di chiudere un cerchio . Non posso dire di aver odiato il mondo del design ma sono arrivato a non volergli molto bene e in quel momento dentro di me ho pensato: quante belle cose mi sarei perso se avessi avuto successo come designer. Il giorno del servizio fotografico Finalmente arriva il giorno fissato per lo shooting, parto presto da casa con tutta la mia attrezzatura che avevo preparato meticolosamente il giorno prima, arrivo a Milano e raggiungo il suo studio. Sono emozionato ma la gioia batteva l'emozione 3 a 0. Non so spiegarlo a parole ma ero sicuro che sarebbe andato tutto bene e così è stato. Anche col team di Andrea ho lavorato molto bene, il suo videomaker ha ripreso con dei brevi video tutta la sessione fotografica (piccolo spoiler). Ora giustamente vi aspettate che racconti tutto quello che è successo durante il servizio fotografico ma non lo farò, sul profilo Instagram ufficiale di Andrea Castrignano potete trovare un reel che racconta brevemente il backstage dello shooting e credo che a volte sia più interessante vedere alcune cose piuttosto che leggerle. Qui inoltre potete vedere alcuni ritratti di Andrea che ho scattato. Se anche tu vuoi un servizio fotografico come quello realizzato ad Andrea, contattami qui per email o vai nella sezione contatti del mio sito . Conclusioni Conoscere Andrea Castrignano è stato un grande piacere per me, lavorare con lui altrettanto e spero ci possano essere molte altre occasioni per collaborare insieme. Il servizio fotografico che abbiamo fatto mi ha soddisfatto pienamente e le foto sono piaciute molto anche a lui. Quando facevo il designer vedere un oggetto disegnato da me nei negozi e nelle fiere, sapere che sarebbe entrato nelle case di altre persone mi dava piacere ma erano pur sempre degli oggetti, non avevano anima , vedere una mia fotografia pubblicata da qualche parte, vedere l’emozione o altri sentimenti negli occhi della persona che stava davanti a me e alla mia macchina fotografica è tutta un’altra cosa .

  • L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN FOTOGRAFIA È DAVVERO COSÌ INTELLIGENTE?

    Come l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo della fotografia professionale Come sempre il mondo si sta dividendo in due: chi sostiene che l’ intelligenza artificiale rovinerà le nostre vite e chi invece sostiene che sia l’invenzione del secolo. Ho deciso di scrivere questo articolo dopo un’intera settimana trascorsa a vedere su Instagram foto pubblicate da chiunque che sembravano appena sfornate da un servizio fotografico professionale. Alcune sembravano proprio reali, altre meno ma il risultato era comunque sorprendente. Da fotografo professionista il primo pensiero è stato: quindi da qui a poco non servirò più? Nessuno avrà più bisogno di me, di tutto ciò che ho imparato lavorando negli anni e di tutta la mia attrezzatura costosa che mi sono costruito un pezzo alla volta. Ci ho pensato su e alla fine la risposta è stata no! Anzi ti dirò di più, sarò grato all’intelligenza artificiale per creare un bisogno ancora maggiore di fotografi professionisti come me e ora vado a spiegarti perchè, ma te lo dirò soltanto alla fine. Cosa può fare e cosa farà l’intelligenza artificiale in fotografia Abbiamo visto credo più o meno tutti che è già possibile con un semplice utilizzo di un’app ottenere delle immagini di noi stessi ambientate dove vogliamo, con un nuovo taglio di capelli o con un vestito diverso. Sicuramente se oggi è ancora in parte distinguibile da un’immagine reale, in futuro sarà quasi impossibile capirne la differenza e questa cosa sta già allarmando moltissime persone. Il primo settore che mi viene in mente è la moda, da sempre si investono i budget più alti in campo pubblicitario per l’alta moda, certo gli anni 80 e 90 hanno visto il boom per poi scendere vertiginosamente e oggi i budget destinati alle campagne pubblicitarie non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli di 30/40 anni fa. Tuttavia rimane un settore dove ancora le case di moda investono in agenzie pubblicitarie, modelle, fotografi, art director e stylist. Cosa accadrà quando una sola persona davanti a un computer creerà delle immagini pubblicitarie accattivanti, facilmente modificabili e indistinguibili da un servizio fotografico professionale? Già le vedo tutte queste persone a spasso, a ricordare i bei tempi in cui la loro professionalità veniva ancora valorizzata. Perchè l’intelligenza artificiale può sostituire la fotografia pubblicitaria La fotografia pubblicitaria è un genere fotografico molto tecnico, che si tratti di una foto di moda, di un prodotto, di una location o di un servizio, chiunque ci lavori mette a disposizione del cliente tutta la sua sapienza e professionalità e il risultato deve essere perfetto , senza nessuna sbavatura o scivolone di comunicazione. Hai capito cos’ho appena detto? Riflettici un momento, secondo te tutto questo non potrebbe essere fatto studiato nei minimi dettagli e poi realizzato artificialmente da un software? Io dico di si e sicuramente farebbe risparmiare parecchi soldi alle aziende dando loro una possibilità di azione praticamente infinita. Mettiamocela via, non sarà oggi, non sarà domani ma l’intelligenza artificiale sostituirà totalmente la fotografia pubblicitaria e piangere pensando ai bei tempi, quando si lavorava diversamente non ha alcun senso. Nessuno oggi rimpiange le carrozze trainate dai cavalli, eppure credo che gli artigiani dei primi del Novecento non fossero stati felici quando iniziarono a circolare le prime automobili. Book fotografico dell'attrice Sara Gedeone realizzato a Treviso - Ph. Gianluca Minchillo Perchè penso di trarre beneficio dall’intelligenza artificiale come fotografo professionista Ora arriviamo finalmente al perchè credo non si debba temere ma anzi trarre vantaggio dall'intelligenza artificiale, ti ho tenuto sufficientemente sulle spine. Penso che tantissimi fotografi che lavorano in settori molto tecnici della fotografia scompariranno , un po’ come gli artigiani che fino a 20 anni fa avevano la classica bottega dove sviluppavano i rullini delle vacanze degli italiani, ne conosci ancora oggi? Se c’è qualche superstite dimmelo ti prego. Ma proprio perchè scompariranno, quei “pochi” che rimarranno saranno molto richiesti e se rimarranno significa che quello che offrono non può essere sostituito con l’A.I. Quando ho cominciato a fare il fotografo l’ho fatto per vivere e far vivere delle emozioni , delle esperienze, qualcosa che va molto oltre la fotografia, alla fine la fotografia è solo il pretesto, la miccia in grado di far esplodere il fuoco , ma alla fine ciò che rimane non è un’immagine: è quello che racconta , è il ricordo del tempo vissuto insieme e questa cosa, mi dispiace per i vari ingegneri futuristi, ma non verrà mai sostituita da un’app. Conclusioni Qui sopra puoi vedere alcune foto tratte da una sessione di ritratto fotografico con la bravissima attrice Sara Gedeone che l'estate scorsa si trovava in tournè teatrale a Treviso. Sara con me ha riso, si è divertita, si è emozionata, ha pianto e poi ha riso ancora. Il nostro incontro è stato un tornado di emozioni , secondo te tutto questo può essere sostituito dall'intelligenza artificiale? Ti ho svelato il perchè non sono assolutamente spaventato dell’avvento dell’intelligenza artificiale e di come stia impattando nel mondo della fotografia professionale ma c’è ancora una cosa che voglio dirti ed è il perchè l’A.I. può e potrà sempre di più sostituire alcuni generi fotografici ma altri no. Ti ho parlato di fotografia pubblicitaria, di fotografia di moda, di still life, tutti generi che racchiudono un comune denominatore: la tecnica nell’esaltare l’estetica di un prodotto. Di un prodotto appunto che non ha anima. Io fotografo le persone, le loro emozioni, i turbamenti, le paure, le insicurezze, le gioie, le soddisfazioni, i dolori, le lacrime e i sorrisi…e in un mondo sempre più governato dall’intelligenza artificiale, ce ne sarà sempre più bisogno .

  • COME CREARE UN PORTFOLIO FOTOGRAFICO

    Da dove iniziare per creare un portfolio fotografico Che tu sia un fotografo alle prime armi, un fotoamatore o un giovane professionista, arriverai sicuramente al punto dolente in cui capisci che devi iniziare a creare il tuo portfolio fotografico . Sembra incredibile come nonostante ormai si sia diventati adulti, la sindrome da foglio bianco continui a presentarsi proprio come quando a scuola si cominciava il tema di italiano. Creare un portfolio fotografico non significa raccogliere una serie di fotografie che abbiamo scattato nel tempo, significa darci un’identità con quelle fotografie, raccontare chi siamo , cosa realmente ci interessa e perchè ma soprattutto porci una domanda: con le nostre fotografie, cosa possiamo fare per gli altri affinché quello che interessa a noi possa essere utile anche a chi le vedrà ? Gli errori più comuni nella creazione di un portfolio Spesso le persone raccolgono le fotografie scattate nel tempo e le scelgono in base al proprio gusto, a delle preferenze puramente estetiche ma spesso vedo immagini che non dicono niente, soprattutto messe insieme tra loro. Non tanto perchè non siano belle, ma perchè non raccontano realmente chi le ha scattate, trappola che viviamo tutti oggi sta nel fare un numero spropositato di fotografie, dovremmo sempre chiederci prima di scattare: perchè la sto facend? Cosa voglio raccontare? La sto facendo solo per me o perchè posso raccontare qualcosa grazie a quel fotogramma? Posso garantirti che le persone sono molto ma molto più interessanti delle fotografie che scattano , però la maggior parte non si rende conto che la cosa più bella che possono dare agli altri è proprio ciò che li distingue, che li rende diversi, questa cosa fa paura, lo so, ma appena si vince questo blocco, posso assicurarti che le fotografie che farai avranno tutta un’altra forza comunicativa. Maylin Aguirre a Venezia - Ph. Gianluca Minchillo Farsi vedere non significa mettersi in mostra Proprio ieri sera ho incontrato una persona che mi ha fatto vedere le sue fotografie, ha la passione per la fotografia da quando era bambina, voleva sapere la mia opinione. Me ne ha fatte vedere diverse, diversissime tra loro, la maggior parte banali e inutili e sai perchè? Perchè non c’era lei dentro a quelle foto, le ha scattate probabilmente perchè la circostanza abituale portava a scattarle. Poi mi ha mostrato alcune foto che erano completamente diverse dove non solo fotografava il mondo della danza (che ha ammesso essere la sua vera passione) ma lo ha fatto dando un movimento e un mosso voluto che rappresentavano totalmente il suo caos interiore. Quelle foto erano bellissime, interessanti, piene di significato, di personalità e di energia. Le ho detto che doveva mettere tutto quello in tutto il resto, perchè ogni situazione può essere vissuta e personalizzata col proprio filtro. Bisogna però scoprirsi, lasciare a chi guarda la possibilità di vederci anche in profondità e questa cosa spaventa . Ci vuole coraggio, come in tutto, ma ne vale la pena. Conclusioni Quindi per realizzare un portfolio cosa serve? Avere il coraggio di fotografare quello che realmente siamo, ci emoziona e ci interessa . Avere la consapevolezza che più riusciamo a fare questo e più diventa interessante per gli altri vederle perchè non starà vedendo soltanto una fotografia, starà vedendo un pezzo di noi e più sarà diverso e distante da chi le guarda e più ne sarà incuriosito/a, perchè è proprio ciò che non conosciamo ad attrarci : i cani abbaiano alla luna perchè non sanno cosa sia. Dare la possibilità agli altri di vederci per davvero è un atto di generosità e quello che rischiano di scoprire potrebbe essere meraviglioso . Se stai creando il tuo portfolio e vuoi confrontarti con me scrivimi !

  • FOTOGRAFIA PUBBLICITARIA

    Scopri i segreti della fotografia pubblicitaria Indipendentemente dal genere fotografico che si sta affrontando, se sei un professionista ti troverai sempre ad aver a che fare con un committente, azienda o privato che sia. Spesso è una croce per molti fotografi perchè si sa, aver a che fare con i clienti non è sempre facile. Mi viene in mente una frase di Oliviero Toscani che disse: ognuno ha i clienti che merita . Sono d’accordo, nel senso che spesso sono i clienti a scegliere i professionisti a cui rivolgersi ma se vogliamo fare un salto di qualità, dobbiamo essere in grado di sceglierci i clienti con cui vogliamo lavorare, solo così la committenza potrà essere solo delizia e non più croce. Servizio fotografico pubblicitario per il Caffè Florian Come approcciarsi alla committenza In questo articolo parliamo nello specifico di fotografia pubblicitaria , un genere che conosco bene e che ne comprende molti altri, per fotografia pubblicitaria infatti si intende quella fotografia finalizzata a promuovere un prodotto o un servizio, quindi potrebbe essere uno still life, un interno, una foto lifestyle, una foto di moda e tanto altro. Naturalmente essere un fotografo pubblicitario non significa necessariamente essere un esperto di tutti questi generi, ognuno può avere la propria specializzazione e lavorare quindi maggiormente in un settore specifico, penso ai fotografi di moda che non fanno interni e viceversa. Ma la committenza è un problema? Aver a che fare con i clienti può davvero far passare la voglia di fare questo bellissimo mestiere? Qui mi viene in mente la storia di Michelangelo che andò da Papa Giulio II proponendosi come scultore per la sua tomba, Giulio II rispose che prima doveva affrescare la Cappella Sistina , Michelangelo disse che lui era uno scultore ma il Papa non si arrese e la spuntò regalando all’umanità uno dei capolavori più grandi della storia dell’arte, probabilmente irripetibile. Il lavoro di un fotografo pubblicitario a Venezia In questo aneddoto penso ci sia l’essenza di ciò che dovremmo fare: indipendentemente dalla richiesta del cliente dobbiamo riuscire a fare molto più del possibile , il nostro impegno deve essere assoluto e dovremmo voler sempre lasciare il nostro cliente meravigliato e stupito del nostro lavoro. Questo non significa assecondare ogni richiesta o peggio ancora ogni idea creativa che non sia nostra, anzi dobbiamo difendere “con la vita” la nostra creatività e le nostre idee e soprattutto dobbiamo imparare a mettere dei confini , dei paletti. Ogni essere umano vuole biologicamente dei confini, senza si perde. Pensateci un attimo: preferite camminare in un sentiero o in una prateria? Dove vi sentite più sicuri? Il cliente è un essere umano e saper impostare subito il giusto riconoscimento dei ruoli è fondamentale per la riuscita della collaborazione, credetemi: è esattamente ciò che vuole anche quando vi apparirà ostile e cercherà di prevaricare. Assecondate le sue richieste ed esigenze guidandolo, non abbiate paura nel dire di no , non fate qualcosa che non credete valido solo perchè ve lo ha chiesto, siate onesti e sinceri. Solo così guadagnerete la sua fiducia. A questo punto date il massimo, cercate di stupirlo rispettando le sue richieste e mettendo sempre qualcosa di vostro, siate originali e fate qualcosa che altri non hanno fatto. In fin dei conti l’obiettivo è quello di farlo ritornare, se non fate la differenza avrà sempre tante alternative a voi. Conclusioni Nelle conclusioni voglio accennare alla questione prezzo. Quanto è giusto farsi pagare in fotografia pubblicitaria? Non c’è una risposta, non ci sono delle tariffe standard. Ci sono molti fattori che determinano un onorario ma un consiglio ve lo voglio dare: fatevi pagare quello che ritenete giusto. Se offrite un preventivo di 1.000 euro e il cliente vuole la stessa cosa a 500 euro significa che voi svenderete il vostro lavoro e lui ne attribuirà un valore pari alla metà di quello reale. Inoltre dimostrerete che oggi può dimezzare il vostro costo, domani magari ridurlo ancora e torniamo all’ errore più grande che tu possa commettere: non mettere confini .

  • RITRATTO FOTOGRAFICO A DOMICILIO

    Cosa diresti se ti dicessi che ogni ritratto fotografico che vedi nel mio sito è stato fatto in un appartamento? Oggi voglio raccontarti una curiosità, un retroscena del mio lavoro, una cosa che probabilmente esternamente non penseresti mai, ovvero che tutti i ritratti fotografici che faccio e che vedi in questa pagina sono stati fatti in un appartamento normalissimo. Certo molto spesso lo spazio è stato allestito come se fosse uno studio fotografico e quindi con fondali, flash e diffusori ma sempre più amo utilizzare la luce naturale e cercare la luce giusta per ogni soggetto. Anche qui voglio rimandarti a un articolo scritto proprio sulla luce nel ritratto fotografico . In questo articolo voglio rimandarti a vari articoli perchè penso che questo blog stia diventando un po’ come la piantina della metropolitana di Milano, le varie linee ti portano in zone diverse ma spesso si intersecano, alcune ti portano nello stesso punto e da li puoi prenderne altre. Perchè per me è importante realizzare i ritratti a casa Lo studio fotografico per sua definizione è spesso un ambiente neutro, privo di oggetti personali, dove tutto lo spazio è a disposizione per la realizzazione di servizi fotografici professionali e in ambito commerciale è lo spazio sicuramente più adatto e funzionale ma nel ritratto le cose cambiano completamente. Già farsi fare un ritratto fotografico è un’esperienza intensa , può mettere soggezione, timore, ansia e credimi ho visto persone abituate a farsi fotografare per lavoro, diventare completamente disarmati e in balia delle proprie emozioni più profonde durante un ritratto, ecco perchè continuo a ripetere che è un’esperienza che non si può raccontare ma si può solo vivere. Avere un ambiente più caldo, più intimo e che possa offrire anche degli spunti creativi per me è fondamentale. Il ritratto fotografico a domicilio Ma qui arriva la parte più interessante per te che stai leggendo questo articolo e che probabilmente da un po’ vorresti vivere questa esperienza e avere delle fotografie che non siano solo belle ma che raccontino come sei nella tua totalità ma sei sempre stata/o frenata/o dal timore di andare in uno studio fotografico, dove non ci sono comfort emotivi, dove non hai nulla di personale che ti faccia sentire protetta/o. Quello che voglio offrirti è un ritratto fotografico a domicilio , a casa tua o in qualsiasi altro luogo tu vorrai. Hai capito bene, verrei io da te, portando tutto il necessario ma ti assicuro che servono pochissime cose. Prova a pensare il risparmio di tempo, di costi di non doverti nemmeno muovere da casa, avere a tua disposizione tutto il tuo armadio dove potrai indossare tutto ciò che vorrai e dove continuerai a sentirti a tuo agio perchè nel tuo ambiente, quello che conosci meglio. Tutti i vantaggi del ritratto fotografico a domicilio Per onestà devo dirti che naturalmente per rimanere dentro al costo che offro per un ritratto fotografico indipendentemente che sia fatto da me o a casa tua, è possibile solo nelle province di Venezia, Padova e Treviso . Per tutte le altre zone d’Italia comunque scrivimi perchè può capitare che mi trovi in quelle zone per altri lavori e a quel punto puoi usufruire dello stesso vantaggio. Ma apriamo ora la parentesi delle fotografie di gravidanza , quanto comodo sarebbe per una donna in 8 mesi poter realizzare un servizio fotografico maternity a domicilio ? Nessuno spostamento, nessun affaticamento prima o dopo, tutto il proprio armadio a disposizione e la possibilità di realizzare delle foto anche con altri componenti della famiglia o animali domestici. Riguardo a questo ti rimando a un articolo completo che ho scritto riguardo il s ervizio fotografico maternity che propongo. Conclusioni Credo veramente che il ritratto fotografico sia un’esperienza che ogni persona dovrebbe fare almeno una volta nella vita e leggendo il mio blog spero che tu capisca l’importanza che ha nel conoscere se stessi in profondità, nel riuscire a farsi vedere veramente e non solo per ciò che vogliamo mostrare . Ma perchè avvenga nel modo più bello devono esserci delle condizioni di armonia e serenità al contorno e queste condizioni le puoi creare tu, a casa tua, nel luogo dove più ti senti al sicuro. Scrivimi per conoscere tutte le offerte riguardo ai miei servizi fotografici di ritratto, scrivimi anche per avere ulteriori informazioni e seguimi su instagram perchè ogni tanto lancio delle promozioni ma durano poco e sono riservate a chi prima di tutti prenota il servizio, per cui se ci stai pensando potrebbe essere arrivato il momento giusto per farlo.

  • LA FESTA DEL CINEMA DI ROMA È DAVVERO UNA FESTA

    Quest’anno ricorreva la ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma e fatalità è stata la mia prima volta come fotografo accreditato a quest’evento, non so se sia un caso ma Roma è una città che amo particolarmente e a cui sono legato probabilmente da vite precedenti, il 20 inoltre è il mio numero (sono nato alle ore 20 del giorno 20 Marzo). Saranno coincidenze, giochi numerici ma a queste cose mi piace crederci e quindi ho voluto scrivere un’altra pagina di questo diario che è il mio blog e che sta diventando a quasi 2 anni dalla nascita, davvero corposo e mi sta dando molte soddisfazioni. Colgo anche l’occasione per ringraziare tutti i lettori, che a quel che dicono i dati, sono sempre più numerosi e ne sono davvero felice. Cast film "Illusione" di Francesca Archibugi con Jasmine, Filippo Timi, Trinca, Michele Riondino, Vittoria Puccini. La festa del Cinema di Roma è davvero una festa È il terzo differente Festival del Cinema che vivo da fotografo accreditato ed effettivamente quando lo si vive dall’interno si capisce che il nome non potrebbe essere più adatto, a differenza degli altri festival, il clima è molto più leggero, festoso. In qualche modo anche le città dove vengono svolti identificano pienamente lo stile della manifestazione, un po’ come quando pensiamo ai luoghi comuni delle persone: il milanese è più snob, il romano più caciarone, il toscano simpatico, ecc… alla fine diciamo che sono solo luoghi comuni ma alla fine sono veri . Cannes è il festival sicuramente più serio e serioso, dove il cerimoniale e l’etichetta sono rigorosissimi, Venezia vorrebbe mantenere una certa serietà ma l’italianità esce e li accadono cose che in altri Festival non si sono mai viste, gli stessi attori si concedono delle libertà che hanno un qualcosa di magico e inspiegabile mentre a Roma effettivamente il tutto somiglia più a una festa che ad un festival e questa cosa mi è piaciuta moltissimo. Come ho vissuto quei 10 giorni Sapevo che avrei affrontato questa nuova esperienza in modo molto diverso rispetto alle altre volte, con ritmi molto più tranquilli e non coprendo tutti i red carpet, ho preso un appartamento a Ponte Milvio (zona della movida romana), bellissima inutile dirlo e mi sono trovato talmente bene che già al primo giorno mi sentivo a casa. In più Roma la conosco bene e conosco molte persone ch vivono li per cui nei giorni ho avuto modo di girare, fare anche dei servizi fotografici che non avevano niente a che fare con la Festa del Cinema. Mi materializzavo all’Auditorium quando c’erano dei red carpet che mi interessavano e a differenza degli altri festival duravano molto meno essendo presenti solo gli attori del cast e pochi altri personaggi, tutt’altra cosa rispetto agli altri citati prima. Addirittura una volta mi è successo di arrivare all’Auditorium (dove si svolge il festival) alle 17 per fotografare Jennifer Lawrence e alle 17:30 andarmene. Sfondo fotografico Una delle cose che maggiormente mi è piaciuta da fotografo è lo sfondo e l’ambientazione, forse tra tutti i festival il più bello, il più grande sicuramente, in moltissime foto avevamo la possibilità di fotografare i vari attori senza nessun disturbo dietro, cosa davvero rara e anche come illuminazione del red carpet forse è in assoluto la migliore, probabilmente perchè essendo molto più concentrata la zona preposta alle foto, si riesce a concentrare meglio la luce. La maggior parte di attori sono italiani e c’è tanto spazio a documentari che vengono presentati anche di cantanti e musicisti, quest’anno ci sono stati Giovanni Allevi , Stefano Bollani , Danilo Rea e Lucio Corsi e da appassionato di musica, è stato molto bello fotografarli. Conclusioni La mia prima volta alla Festa del Cinema di Roma è stata assolutamente positiva, certo non bisogna aspettarsi una copia degli altri festival, ognuno è diverso e questo è anche il bello , in fondo ognuno ha le proprie peculiarità, spesso mi viene chiesto quale preferisco ma è una risposta sempre difficile da dare perchè tutti sono belli e unici per cose diverse. Sono molto felice dell’esperienza che ho fatto, delle persone che ho conosciuto e delle fotografie che ho scattato.

  • GIORGIA BOITANO: LA MODELLA CHE FA LA DIFFERENZA

    Come distinguersi nel mondo della moda e non solo Probabilmente molti la conosceranno già perchè ultimamente è apparsa in alcuni spot pubblicitari molto noti, per altri invece sarà un volto nuovo, sicuramente però il volto di Giorgia Boitano non passa inosservato, colpisce e te lo ricordi. Ho avuto il piacere di fotografare Giorgia quasi 2 anni fa ed era molto tempo che desideravo fotografarla, le sue lentiggini rendono il suo volto unico e la sua bellezza fuori dal comune. Per un fotografo è davvero un invito a nozze, tant’è che oggi come oggi so che le richieste lavorative che riceve sono davvero tantissime. Ma chi è Giorgia Boitano? Giorgia come dicevo ho avuto il piacere di conoscerla e fotografarla a Milano durante il periodo della Fashion Week a fine settembre del 2023, è giovanissima ma sono stato colpito dalla sua professionalità e maturità. Mi è piaciuta molto la serietà con cui gestisce il suo lavoro e l’entusiasmo con cui affronta le nuove idee, spesso nate sul momento in base a quello che la location offre e ovviamente l’ispirazione del fotografo. Nel mio caso mi lascio molto guidare dall’istinto del momento e quello fu davvero un bel pomeriggio creativo. Subito dopo dovevo incontrarmi per cena con due miei cari amici e sentendo cosa prevedeva il menù della serata, Giorgia non ha potuto resistere e ha cenato con noi, fu una serata davvero piacevole fatta di racconti, aneddoti, ambizioni e sogni da realizzare. Seppur con età e professioni differenti, tutti e 4 eravamo li, pronti per raggiungere traguardi che per chiunque sarebbero stati lontanissimi ma non per noi . Giorgia Boitano - Ph. Gianluca Minchillo Fare la differenza è sempre più importante In un mondo sempre più omologato, dove ognuno cerca di somigliare a qualcun altro, dove le masse inseguono una moda e sempre meno persone hanno il coraggio di fare la differenza con la propria personalità e le proprie idee, Giorgia non solo fa la differenza ma è anche sempre più richiesta come modella professionista . Spero tanto che questo articolo lo leggano tutte le ragazze che stanno pensando di cambiare i loro connotati perchè sentono di non andare bene per se stesse e per gli altri, spero che lo leggano le persone che lavorano o vogliono lavorare nel mondo della moda. Negli anni quel mondo ci ha abituati a dei canoni decisi da chissà chi che non solo non piacciono a nessuno ma appiattiscono tutto e tutti . Se ci pensi bene è anche un discorso matematico: è più facile venir notati ed essere richiesti lavorativamente parlando se sei uguale a un milione di persone o se sfrutti delle caratteristiche tue uniche al mondo che probabilmente hanno uno strettissimo numero di individui? Certo quelle caratteristiche possono non piacere, potrebbero non essere adatte a tanti lavori ma se sei uguale a tanti altri le probabilità di venir scelto rimangono comunque molto basse. Giorgia avrebbe potuto mascherare le sue lentiggini in moltissimi modi, farle pure rimuovere con le tecnologie di oggi ma ha scelto di mostrarle, evidenziarle ed essere riconoscibile per questo. Conclusioni Ci vuole indubbiamente coraggio per fare la differenza , ci si sente soli, a volte incompresi e sono convinto che la maggior partr delle persone non vorrà mai percorrere questa strada ma se ci abituassimo a non fare sempre la cosa più facile, più comoda e capissimo che spesso la strada più complicata, quella che costa più fatica percorrere è quella giusta , quella in grado di darci maggiori soddisfazioni, saremmo tutti più felici. Se ognuno che corre dal chirurgo plastico per eliminare quel suo tratto caratteristico, lo evidenziasse per dire al mondo: Io sono così e ne vado orgoglioso/a , probabilmente ci sarebbero molte più modelle come Giorgia Boitano, modelle che emergono, che fanno la differenza e che in questo momento, tutti vogliono!

  • OLTRE IL FESTIVAL DEL CINEMA DI CANNES

    Racconti inediti della 78° edizione del Festival del Cinema di Cannes Anche quest’anno è arrivato il momento del Festival del Cinema di Cannes , il Festival cinematografico più importante anche se il braccio di ferro con la Mostra del Cinema di Venezia è sempre forte, personalmente credo che i francesi ci battano purtroppo a mani basse in termine di qualità di organizzazione, cura dei dettagli e servizi per gli addetti ai lavori. C’è anche un rigore, una formalità che rende il Festival del Cinema di Cannes più solenne, mentre la Mostra del Cinema di Venezia ha un’aria più scanzonata e goliardica. Forse per questo è indubbiamente più divertente ma Cannes ahimè ne continua a detenere lo scettro. Questa edizione era la mia seconda volta e rispetto all’anno precedente, dove per me era tutto nuovo, l’ho vissuta con meno entusiasmo e stupore, forse anche con una leggera delusione data dai nomi che sono stati davvero importanti e non hanno minimamente deluso le aspettative, ma non c’è stato quel guizzo, quella sorpresa, quella persona arrivata inaspettatamente all’ultimo minuto, eccezion fatta per Rihanna . Quello infatti credo sia stato uno dei momenti più belli ed emozionanti del Festival. Aneddoti e curiosità del Red Carpet L’arrivo di Rihanna Come dicevo quello di Rihanna è stato uno dei colpi di scena più eclatanti, non aveva fatto il Red Carpet ma da tradizione i red carpet a Cannes per ogni film sono 2: uno di entrata e uno d’uscita dalla sala di proiezione, quello d’uscita da il via all’inizio del Red Carpet successivo e chiaramente è molto più veloce. Rihanna entrò in sala direttamente dal parcheggio per cui solo un piccolo gruppo di persone all’uscita l’avevano vista entrare, noi fotografi no. Quando uscì rimasi stupito e felice di vederla, mi fiondai a farle più foto possibili in una serata dove la pioggia aveva iniziato a farci compagnia e forse ha reso ancor più suggestivo quel momento. Mission Impossible selfie Un altro momento da ricordare è il selfie del cast di Mission Impossible con Tom Cruise sopra la famosissima scalinata del palazzo del Cinema. È sempre bello quando gli attori e i registi rompono l’etichetta e fanno qualcosa di inaspettato, noi fotografi non vediamo l’ora che accada per portare a casa delle foto diverse, questa foto nelle varie versioni ho visto che ha fatto rapidamente il giro dei social. Mission impossible ma come ci ha abituati negli anni Tom Cruise, tutto diventa possibile. Mission Impossibile cast - Cannes Film Festival 78° Non fate arrabbiare Denzel Washington Questa cosa è stata davvero singolare, ammetto che durante il Red Carpet di Denzel Washington io non mi sono accorto di nulla ma il giorno dopo i media davano solo la notizia della rissa tra l’attore Hollywoodiano e un fotografo sulla Croisette, guardo il video e si vede chiaramente il battibecco acceso tra i due, con un altro collega che conosco bene vicino che tentava di stemperare la tensione e minimizzare l’accaduto. Questo fotografo continuava a chiamare l’attore per fotografarlo, voleva che si girasse ma era all’inizio del tappeto rosso e doveva ancora iniziare la sua passerella, stava inoltre parlando con altre persone e non so se non avesse sentito o non volesse iniziare in quel momento a farsi fotografare. Fatto sta che questo fotografo allungando un braccio tocca quello di Denzel Washington che non ha preso affatto bene questo gesto. Poi la tensione si è stemperata subito ma il fotografo ha rischiato il ritiro del pass, tant’è che il giorno successivo non si è presentato sul Red Carpet. Poi so che la vicenda si è risolta senza alcuna conseguenza. Anche i Vip attaccati dalle api Una scena bizzarra e forse meno vista in questi giorni è stata quella di Emma Stone visibilmente impaurita da un’ape che le stava ronzando attorno. Come moltissime persone appena l’ha vista ha iniziato ad urlare e a piegarsi in tutte le posizioni per evitare il contatto troppo ravvicinato. Evidentemente non sa che con api, squali, lupi ed orsi la cosa migliore da fare è rimanere fermi immobili (facile a dirsi vero?). Mi sono accorto che ho una foto di quel momento dove fotografo sia Emma Stone che l’ape che più di tutti noi è riuscita ad avvicinarsi. Emma Stone e l'ape Conclusioni Avrei potuto parlare dei bellissimi abiti, gioielli, modelle, attrici ed attori ma queste cose sono state ampiamente raccontate da tutti i media per 12 giorni consecutivi. I social credo non abbiano mostrato altro se non le nostre foto. L’evento glamour che monopolizza brand e comunicazione di tutto il mondo è e deve essere al primo posto in quei giorni ma le curiosità, gli aneddoti, sono sempre le cose che da ascoltatore mi interessano di più e così, mettendomi nei panni di chi legge questo blog ho scelto di raccontare qualcosa che probabilmente mi ricorderei più di tutte le altre cose.

  • RITRATTO AMBIENTATO: PERCHÈ FARLO?

    Quando, dove e perchè scegliere di fare un ritratto ambientato Ebbene si, torniamo a parlare di ritratto, ti mancava vero? In effetti dopo un po’ vado in astinenza. Ma questa voglia voglio parlarti di ritratto ambientato , non lo avevo mai fatto prima, forse perchè le volte in cui mi sono trovato a farlo sono state sicuramente poche in proporzione a tutti gli altri ritratti che ho fatto. Prima di cominciare voglio che ti ponga delle domande: la prima è se avevi mai sentito parlare di ritratto ambientato, cosa credi lo identifichi da un altro tipo di ritratto, perchè un fotografo decide di realizzarlo e dove farlo. Prima di continuare a leggere, cerca di dare delle risposte a queste domande. I miei articoli vogliono essere un dialogo tra me e te, voglio darti la mia visione ma voglio anche che sviluppi il tuo punto di vista. Ritratto ambientato di Jeanine Catalina Facco nella sua casa a Milano - Ph. Gianluca Minchillo Cos’è il ritratto ambientato Come puoi immaginare il ritratto ambientato è la fotografia di una persona inserita in un ambiente. Lo avrai visto migliaia di volte ma probabilmente non ti sei posto/a le domande che ti ho fatto sopra. Tantissimi fotografi, anche bravissimi e famosissimi hanno fatto del ritratto ambientato un loro cavallo di battaglia: Arnold Newman è il primo nome che mi viene in mente e poi Annie Leibovitz , soprattutto da un certo momento in poi. Se mi conosci sai che è una fotografa che amo particolarmente, le sue fotografie sono iconiche, cinematografiche e i suoi ritratti sono un’esplosione di emozioni. Perchè un fotografo sceglie di realizzare un ritratto ambientato Stai rispondendo alle domande che ti ho posto? Una persona può essere fotografata in molti modi, scegliere di realizzare un ritratto ambientato significa raccontare quella persona anche grazie al luogo e agli oggetti che la circondano. In poche parole quell’ambientazione scelta dal fotografo diventa protagonista tanto quanto la persona ritratta , è come se una cosa esistesse grazie all’altra e senza una delle due, la fotografia non potrebbe comunicare la stessa cosa. Guarda la foto che ho scelto per questo articolo, lei è Jeanine Catalina Facco , una vocalist che lavora nei locali e discoteche. La sua immagine è spesso “inserita” nel suo contesto lavorativo. Anche quando viene fotografata in studio, tutto porta a quella connotazione: trucco, abiti, accessori. Personalmente conosco Jeanine dal 2011 e l’ho sempre vista fuori dal suo lavoro, quasi sempre in casa (mia o sua), senza trucco e con abiti di una ragazza a cui piace star comoda. Qui l’ho fotografata a casa sua e tutto ciò che la circonda è protagonista di questo ritratto, tanto quanto lei. Volevo raccontare la Jeanine che conosco io e non quella che gli altri sono abituati a vedere. Dove realizzare un ritratto ambientato e come farlo Chiaramente il luogo, il contesto e l’ambientazione dovrai sceglierla in base a quello che vuoi raccontare della persona che vuoi fotografare, potrebbe essere un contesto coerente oppure potresti scegliere di andare in contrasto. Facciamo un esempio pratico: devi fotografare un uomo dai tratti duri, muscoloso e tatuato, con lo sguardo che ispira cattiveria: se lo fotografi in un contesto spartano sei coerente con ciò che tutti pensano ad un primo impatto ma mettiamo il caso che quest’uomo lo conosci e sai che in realtà è la persona più buona, dolce e tranquilla che tu conosca, potresti scegliere di fotografarlo in un ambiente stile Barbie, non c’entra nulla ma sarebbe coerente con ciò che vuoi comunicare . Quindi non ci sono imposizioni come sempre ma scelte di comunicazione e se le decisioni che prendi sono coerenti con ciò che vuoi raccontare, tutti gli elementi sono dei tasselli di un puzzle della storia . Forse ti dirò un’ovvietà ma per realizzare un ritratto ambientato si prediligono focali grandangolari, così da includere molti più elementi e avere un’inquadratura larga. Conclusioni Se fino ad oggi hai sempre visto i ritratti ambientati concentrandoti solo sulla persona ritratta, da questo momento farai caso a tutto ciò che la circonda: agli oggetti, all’ambientazione e anche alle luci utilizzate. Ti voglio lasciare con una frase che ho sentito in uno dei miei film preferiti: “La leggenda del pianista sull’Oceano” di Giuseppe Tornatore e tratto dal libro “Novecento” di Alessandro Baricco: “ Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla ”.

  • FOTOGRAFO CERTIFICATO LEICA

    Quanto contano i riconoscimenti per un fotografo Nella vita lo sappiamo: i momenti belli, brutti, difficili, quelli dove ogni cosa sembra andare bene, si alternano come le onde del mare, imprevedibilmente l’acqua è limpida, calma e cristallina per poi diventare torbida, agitata, aumentando così la corrente e la forza delle onde che si alzano sempre di più, per poi calare di nuovo. Da quando ho cominciato a fare il fotografo professionista, di momenti meravigliosi ne ho avuti davvero tanti, penso al primo festival del cinema di Venezia , al primo festival del cinema di Cannes , alla mia prima cover per Rolling Stone Italia , a quando ho fotografato la prima Celebrity, a quando ho partecipato ad una trasmissione televisiva su Rai 1, se ci penso stento anche a credere che tutte queste cose siano accadute per davvero pensando al me di 10 anni fa e sono accadute tutte molto velocemente. Uno dei momenti che voglio ricordare oggi e che mi ha restituito anni di impegno, lavoro e capa tosta nel credere in quello che volevo ad ogni costo è quando mi arrivò la comunicazione che ero diventato un fotografo certificato Leica . Foto scattata alla presentazione della Leica SL3 Cos’è Leica e perchè è così importante questo brand Leica per chi non lo conosce è un brand di macchine fotografiche ma detto così è davvero riduttivo. Leica è stato il primo brand della storia a produrre una macchina fotografica con pellicola a 35 mm. Pensa che dai primi del ‘900 ad oggi è rimasto questo standard per il frame della pellicola e gli attuali sensori full frame delle macchine fotografiche digitali, hanno le stesse dimensioni: 35 x 24 mm (può variare di 1 mm a seconda dei produttori). Prima le macchine fotografiche erano molto più grandi e voluminose, non avevano l’immediatezza dello scatto e non permettevano di vedere la scena attraverso il telemetro. Leica quindi non è un semplice brand, è un pezzo di storia , è un’azienda che ha rivoluzionato il mondo della fotografia, senza l’invenzione di Oskar Barnack moltissime foto non sarebbero mai state scattate, certi eventi non sarebbero mai stati raccontati e forse oggi non potremmo utilizzare le fotocamere che conosciamo, magari qualcuno si sarebbe inventato altro. Leica nel mercato fotografico attuale Da sempre Leica produce delle fotocamere eccellenti, ancora oggi sono fatte a mano in Germania e la qualità dei materiali utilizzati per fotocamere ed obiettivi è imbattibile. Chiaramente questo ha fatto di Leica un brand considerato di lusso, quindi non serva che te lo dica: molto ma molto costoso. Leica credo sia anche l’unico brand di fotocamere ad avere dei negozi monomarca e permette a tutti di provare tutti i prodotti che ha a catalogo gratuitamente, questa cosa mi ha “fregato”! Per curiosità sono andato nel Leica store di Milano a provare una fotocamera che mi incuriosiva, era un periodo in cui volevo acquistare qualcosa di più professionale ed aggiornato e quindi mi stavo guardando attorno. Posso solo dirti che non fu un amore a prima vista. Tornai a casa pensando che non facesse per me, che tutto ciò che caratterizzava quella macchina non valesse i soldi che costava. Il problema è che le foto che scattai quel giorno me le portai via e anche se le misi a dormire in un hard disk, ogni tanto andavo a guardarle. Ogni volta notavo qualcosa in più, non sapevo cosa ma avevano un’armonia nei colori, nella pasta, nei passaggi tonali da luci ed ombre, davvero sorprendenti. Nel giro di qualche mese, con non pochi pensieri, dubbi e tante preoccupazioni: acquistai la mia prima, modello Leica SL2. Una fotocamera professionale full frame abbinata ad un obiettivo 24/70 f2.8 sempre marchiato Leica. A distanza di qualche anno posso dirti che la differenza tra le foto fatte con Leica e quelle fatte con altre macchine in precedenza si nota e non la cambierei per nessun’altra macchina esistente sul mercato. Diventare un fotografo certificato Leica Ora finalmente arriviamo a quando, dopo una semplice candidatura tramite il loro sito, Leica mi comunicò che ero entrato a far parte dei fotografi certificati. Siamo in pochi in tutta Italia e per me fu un riconoscimento incredibile. Era come se tutti i tasselli del puzzle si fossero incastrati ed era l’ennesima conferma che tutte le mie scelte erano state giuste , anche nella scelta di questa fotocamera. Ma la cosa forse più bella ed emozionante è stata partecipare ad un evento organizzato a Milano in un hotel bellissimo, dove ho potuto conoscere gli altri fotografi certificati Leica, erano tutti colleghi ma fino a qualche tempo prima li seguivo su instagram come un giocatore di calcio di una squadra di provincia può seguire Messi o Ronaldo. Ho conosciuto Max di Max&Douglas , Eolo Perfido , rivisto il mio Maestro Toni Thorimbert , che abbracciai dicendogli:" Se non fosse stato per, oggi non sarei qui ", devo davvero tanto a lui e queste parole erano dense di commozione, gratitudine e stima. Erano tutti li ed io ero in mezzo a loro a chiacchierare, bere Gin Tonic e commentare la bontà di un risotto alla milanese che rimane il risotto più buono che abbia mai assaggiato. Sembra un sogno vero? Eppure è successo realmente . Conclusioni Non so perchè a volte la vita prenda certe direzioni, non lo so davvero ma di una cosa sono certo: le cose non succedono mai per caso . Tutto arriva nel momento giusto, nel momento in cui sei davvero pronto a ricevere . Se qualcosa non ti soddisfa, non va come vorresti, non ti abbattere. Continua a crederci, a coltivare i tuoi sogni e a lavorare per permettere alla vita di realizzarli. Non accontentarti di qualcosa solo perchè l’alternativa ti spaventa, vivere una vita che non ci soddisfa non è una cosa normale . Abbi la forza di non accettarlo! Fai il primo passo e una storia, come quella che ti ho raccontato, potresti raccontarla tu molto ma molto presto!

  • FARE IL FOTOGRAFO PROFESSIONISTA…OGGI

    Fare il fotografo professionista e lanciarsi sul mercato Esiste ancora la professione di fotografo nel 2024? Vale la pena investire in corsi, attrezzatura per voler fare il fotografo come professione? Nell’era dell’intelligenza artificiale non è che mi ritroverò di qui a poco ad aver buttato via solo tempo e denaro? Si può guadagnare bene facendo il fotografo? So che queste domande, ora che hai deciso di intraprendere questa strada, te le stai ponendo. Sei spaventato/a perchè senti i racconti di chi magari lo fa come secondo lavoro, di chi ha tentato questo percorso senza riuscirci o magari amici e parenti ti stanno spingendo a ripensarci, che non ne vale la pena, che rincorrere i sogni non fa mangiare e quindi è meglio tenere la fotografia come hobby. Ti aiuterò in questo articolo a mettere un po’ d’ordine a tutta la confusione che hai in testa e capire se e quando vale la pena investire in questa passione. Ma prima facciamo un piccolo passo indietro, a quando tutte queste domande me le facevo io… Backstage Shooting di moda Come sono diventato fotografo professionista Non voglio raccontarti la mia storia ma dirti brevemente che alla fotografia sono sbarcato a 30 anni compiuti, prima avevo sempre fatto il grafico e designer quindi con le immagini avevo sempre avuto a che fare ma di fotografia non sapevo nulla. Ero reduce da un periodo non proprio facilissimo, come tutti i periodi di grandi cambiamenti ( sono convinto che proprio in questi momenti arrivino le opportunità migliori ), mi iscrissi a un corso base di fotografia per curiosità, per impiegare il tanto tempo libero che avevo e per “arrangiarmi” se dovevo fotografare qualcosa che riguardava il mio lavoro. Da li si è aperta un’autostrada davanti a me e io l’ho semplicemente percorsa. Mai avrei immaginato di ritrovarmi entro pochissimo tempo a fare il fotografo professionista e a vivere grazie alla fotografia esperienze incredibili. Ho subito capito che la fotografia per me rappresentava una chiave in grado di aprire tante porte che altrimenti sarebbero state chiuse e si sa, quando si apre una porta dietro c’è sempre qualcos’altro, magari ce ne sono delle altre, tutto è legato, concatenato e tante situazioni sono una conseguenza dell’altra. Questa cosa mi ha suggerito tutte le risposte positive alle domande iniziali. La mia motivazione ha cominciato a crescere giorno dopo giorno, ho iniziato a vedere i miei sogni prendere forma, potevo visualizzarli, immaginarli, viverli dentro di me prima ancora che si realizzassero ma soprattutto, mi ha fatto superare tutte le difficoltà e i momenti no che inevitabilmente ci sono. Questa cosa continua ancora e spero non finirà mai perchè la tanto desiderata sicurezza ti fa perdere l’adrenalina della conquista e tra morire di ansia o di noia sceglierò sempre la prima. Com'è cambiata la professione di fotografo negli anni La professione di fotografo negli anni è cambiata molto ed è in continua evoluzione, continua a chiamarsi così ma oggettivamente è quasi un altro mestiere. Una volta il fotografo professionista era un artigiano, il solo a conoscere la tecnica fotografica necessaria per realizzare una fotografia corretta. Oggi con la tecnologia tutta quella parte è andata quasi a morire, mi spiego meglio: non sto dicendo che per fare il fotografo non serva imparare la tecnica ma è chiaro che oggi non influisce minimamente saper sviluppare un negativo, saper esporre correttamente, qualsiasi macchina fotografica moderna ha un esposimetro interno e con la nascita delle mirrorless abbiamo addirittura un’anteprima reale dell’esposizione nel momento dello scatto. Non può quindi essere sufficiente conoscere alla perfezione qualcosa che la tecnologia regala a tutti. Se ci pensi pagheresti uno scrivano oggi? Una volta in pochi sapevano scrivere, ora lo sanno fare tutti o quasi. Conclusioni Ma quindi cosa bisogna fare per fare il fotografo professionista in questo momento? La differenza . Niente di più, niente di meno. Siamo abituati a “copiare”, ispirarci, esser condizionati da ciò che vediamo e va benissimo per studiare il mercato, sapere cosa fanno gli altri e migliorarci ma se qualcuno lavora facendo determinate cose non è matematico che facendole anche noi lavoreremo tanto quanto, anzi è molto probabile che non riusciremo a raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo. La differenza può essere fatta anche da piccole cose, ognuno di noi ha un vantaggio su chiunque altro: la propria unicità . È li che dobbiamo trovare quella caratteristica per proporre un servizio diverso, un risultato diverso, un’esperienza diversa ai nostri clienti. Quando smetterai di copiare e inizierai ad esser copiato/a, capirai di esserci riuscito/a .

  • REGALATI UN RITRATTO FOTOGRAFICO A VENEZIA

    Ecco perchè dovresti farti fotografare da un fotografo ritrattista professionista. A seguito dell’uscita del mio corso “ Il ritratto come esperienza ” ho ricevuto diversi messaggi, in particolare sulla mia pagina instagram. Tanti complimenti di persone che lo hanno visto e messaggi di chi vuole finalmente regalarsi un ritratto fotografico. Quindi ho deciso di scrivere un altro articolo sul ritratto fotografico , spiegandoti perchè dovresti anche tu regalarti questa esperienza. Probabilmente hai pensato molte volte di farlo oppure hai avuto curiosità nel vedere un’amica, un parente che lo aveva fatto ma hai sempre pensato che non fosse per te, che non ti piaci e soprattutto che farti fotografare ti mette terribilmente a disagio. Ritratto fotografico di Noemi Radich - Ph. Gianluca Minchillo Se hai letto tutti gli altri articoli dove parlo della fotografia di ritratto saprai che ho sempre fatto una differenza enorme tra il ritratto fotografico e il farsi fotografare e se non hai mai vissuto questa esperienza con un vero professionista specializzato in ritratto, sicuramente ti è capitato solamente di farti fotografare. Nessuno è a proprio agio di fronte ad una fotocamera, specialmente se ad impugnarla è una persona che non conosci e credimi tante volte mi sono sentito dire frasi come:” Mi faccio fotografare solo dalla mia migliore amica”. Posso dirti che non c’è visione più limitante di questa, per essere gentile… per spiegartelo voglio farti un esempio: quando sei in difficoltà e senti di avere un problema personale da affrontare ne parli con un’amica o un amico? Puoi pensare sia la stessa cosa farlo con uno psicologo? Una persona preparata, competente che ha studiato per poterti ascoltare ed aiutare nel modo corretto. Assolutamente no. Sono due cose completamente diverse, penso abbia capito e non mi dilungo oltre. Il ritratto fotografico racconta un momento preciso della tua vita Affidarsi ad un professionista significa mettere nelle sue mani tutto ciò che sei e che stai vivendo in quel momento e un professionista serio avrà cura nel saper gestire tutto questo nel migliore dei modi. Attenzione che parlo di professionista specializzato in ritratto, non fraintendermi pensando che qualsiasi fotografo professionista sia in grado di fare tutto questo. Anche qui voglio farti un esempio: se hai un problema di salute vai da un medico specializzato in quel ramo non da uno che è specializzato in tutt’altro. Ma ora veniamo al perchè dovresti farlo e quando. Ci sono momenti nella vita che sono più particolari di altri, in cui abbiamo bisogno di vivere un’emozione più forte perchè ci sentiamo spenti, insoddisfatti della nostra vita, in cui stiamo vivendo un cambiamento profondo, oppure siamo pronti per una rinascita, ci siamo magari liberati da qualcosa che non ci rappresentava più. Ecco, regalarsi un ritratto fotografico durante questi periodi è la cosa migliore che tu possa fare . Sarà emotivamente forte perchè grazie all’esperienza che vivrai toccherai tanti punti difficili da affrontare e anche senza dire nulla alla fine si vedranno ma accadrà una cosa quasi magica: nel momento stesso in cui grazie alla fotografia li affronterai, ti sentirai subito libera/o, leggera/o e più forte. Come se una strada improvvisamente si disegnasse davanti a te, una strada che prima era totalmente avvolta nella nebbia. E non è importante essere belli, fotogenici, giovani, magri, alti, ecc. Il ritratto fotografico serve a raccontare chi sei e chi puoi diventare perchè in fondo quell’intenzione chiamata desiderio, vive già dentro di te . Conclusioni Ho realizzato più di 100 ritratti e posso dirti che ogni volta è un’esperienza unica e nuova anche per me. Mi sorprendo sempre nel vedere il potere che ha la fotografia e l’immenso valore che assume nel momento in cui grazie ad una semplice macchina fotografia, viene fuori un universo di emozioni, sentimenti, paure, delusioni, speranze, desideri…è un frullato di tutto questo e il mio compito è quello di scegliere cosa raccontare, far vedere dei lati che le persone nemmeno sanno di avere. E i ritratti li realizzi solo a Venezia? Buone notizie: no non li realizzo solo a Venezia ma anche in altre città italiane. Scrivimi per ricevere ulteriori informazioni, per conoscere l'offerta che propongo per realizzare un ritratto fotografico e per farmi tutte le domande che vuoi. Ci stai ancora pensando? Puoi anche scrivermi direttamente su Instagram: @gianlucaminchillo Oppure andare direttamente nella pagina Contatti del sito

bottom of page